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Ultimo aggiornamento
26/06/2017

I controlli e le sanzioni in materia di incentivi per le fonti rinnovabili

Breve informativa sui controlli e sulle conseguenze di eventuali violazioni delle norme previste per l’accesso agli incentivi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’art. 57-quater del D.L. 24/04/2017, n. 50, ha introdotto una sostanziale deroga alla disciplina vigente finalizzata alla salvaguardia della produzione di energia da impianti fotovoltaici di potenza superiore a 3 kW.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

In materia di incentivi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, l’art. 42, comma 1, del D. Leg.vo 03/03/2011, n. 28, prevede che l’erogazione di incentivi nel settore elettrico e termico di competenza del Gestore dei servizi energetici (GSE), è subordinata alla verifica dei dati forniti dai soggetti responsabili che presentano istanza. La verifica, che può essere affidata anche ad enti controllati dal GSE, è effettuata attraverso il controllo della documentazione trasmessa nonché con controlli a campione sugli impianti, che possono essere svolti anche senza preavviso ed hanno ad oggetto la documentazione relativa all’impianto, la sua configurazione impiantistica e le modalità di connessione alla rete elettrica. Per questi controlli, i soggetti preposti dal GSE rivestono la qualifica di pubblico ufficiale.
Il successivo comma 3 dispone che qualora le violazioni riscontrate nell’ambito dei controlli effettuati dal GSE o dai soggetti da questo preposti siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, il GSE stesso dispone il rigetto dell’istanza di incentivo ovvero la decadenza dagli incentivi, nonché il recupero delle somme eventualmente già erogate, e trasmette all’autorità di regolazione del settore (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, AEEGSI) l’esito degli accertamenti effettuati per l’applicazione delle sanzioni previste (si tratta delle sanzioni di cui all’art. 2, comma 20, lettera c) della L. 14/11/1995, n. 481).

LA DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA PER IL FOTOVOLTAICO INTRODOTTA DAL D.L. 50/2017 - In questo quadro normativo, l’art. 57-quater del D.L. 24/04/2017, n. 50 (convertito in legge dalla L. L. 21/06/2017, n. 96), ha introdotto, per determinate fattispecie di violazioni, una sostanziale deroga alla disciplina vigente, evidentemente finalizzata alla salvaguardia della produzione di energia da impianti fotovoltaici.
In particolare, il comma 4-bis dell’art. 42 del D. Leg.vo 28/2011 - introdotto dal citato D.L. 50/2017 - dispone che agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 3 kW nei quali, a seguito di verifica o di indagine, risultano installati moduli non certificati o non rispondenti alla normativa di riferimento e per i quali il soggetto beneficiario della tariffa incentivante abbia intrapreso azioni consentite dalla legge nei confronti dei responsabili della non conformità dei moduli, si applica, su istanza del soggetto beneficiario, solo la decurtazione del 20% della tariffa incentivante base per l’energia prodotta sin dalla data di decorrenza della convenzione con il GSE.
Non si applicano comunque:
- la maggiorazione del 10% della componente incentivante della tariffa, prevista dall’art. 14, comma 1, lettera d), del D.M. 05/05/2011 (c.d. “quarto conto energia”) per gli impianti il cui costo di investimento (esclusa la componente lavoro), sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno della UE;
- la maggiorazione prevista dall’art. 5, comma 2, lettera a), del D.M. 05/07/2012 (c.d. “quinto conto energia” per gli impianti con componenti principali realizzati unicamente all’interno di un paese che risulti membro dell’UE o dello Spazio economico europeo (SEE).
Si prevede inoltre:
- un dimezzamento della suddetta decurtazione qualora il beneficiario dell’incentivo dichiari spontaneamente, al di fuori di un procedimento di verifica o di indagine, la mancanza della certificazione o che la certificazione non risponde alla normativa di riferimento (art. 42, comma 4-ter, del D. Leg.vo 28/2011);
- che il GSE, ai fini dell’applicazione della sanzione sopra illustrata (decurtazione del 20% o del 10% della tariffa incentivante), accerta, sulla base di idonea documentazione prodotta dagli istanti secondo modalità proporzionate indicate dallo stesso GSE, la sostanziale ed effettiva rispondenza dei moduli installati ai requisiti tecnici e la loro perfetta funzionalità e sicurezza (art. 42, comma 4-quater, del D. Leg.vo 28/2011);
- che è fatto salvo il diritto di rivalsa del beneficiario nei confronti dei soggetti responsabili della non conformità dei moduli (art. 42, comma 4-quinquies, del D. Leg.vo 28/2011).
In ogni caso restano ferme eventuali diverse responsabilità civili e penali del soggetto beneficiario e le conseguenze di eventuali altre violazioni ai fini del diritto all’accesso e al mantenimento del diritto agli incentivi.

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