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Ultimo aggiornamento
07/07/2017

Sisma centro Italia 2016: interventi per la messa in sicurezza e riapertura delle chiese

In questo articolo sono chiarite le procedure particolari definite per la realizzazione di interventi finalizzati alla messa in sicurezza e riapertura al pubblico delle chiese, come delineate dagli artt. 14 e 15-bis del D.L. 189/2016, nonché dalla Circolare 22/12/2016, dall'Ordinanza 05/05/2017, n. 23, con la quale è stato definito il primo programma di interventi ed approvati i relativi i criteri, e dall’Ordinanza 21/06/2017, n. 32, che approva il secondo programma di interventi.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

Gli artt. 14 e 15-bis del D.L. 17/10/2016, n. 189 (convertito in legge dalla L. 15/12/2016, n. 229) disciplinano le procedure per l’affidamento e l’attuazione di interventi urgenti sul patrimonio culturale (compresi gli interventi per la messa in sicurezza o di demolizione) e di ricostruzione del patrimonio culturale danneggiato in conseguenza degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24/08/2016, nonché i requisiti delle imprese incaricate degli interventi e dei progettisti. In questo articolo sono chiarite le procedure particolari definite per la realizzazione di interventi finalizzati alla messa in sicurezza e riapertura al pubblico delle chiese, come delineate dagli articoli sopra citati, nonché dalla Circolare del Dipartimento di Protezione civile 22/12/2016, dall'Ordinanza 05/05/2017, n. 23, con la quale è stato definito il primo programma di interventi ed approvati i relativi criteri, e dall’Ordinanza 21/06/2017, n. 32, che approva il secondo programma di interventi.

LE PROCEDURE PARTICOLARI PER GLI INTERVENTI SULLE CHIESE - Il citato art. 15-bis del D.L. 189/2016, in combinato disposto con la Circolare 22/12/2016 del Dipartimento di Protezione civile, specifica che l’intervento di messa in sicurezza può essere realizzato direttamente dal proprietario, possessore o detentore dei beni, individuando altresì, relativamente agli edifici di culto, le modalità operative attraverso le quali gli enti ecclesiastici attuatori possano immediatamente avviare gli interventi. Più in particolare, i soggetti possessori o detentori delle chiese, ovvero le competenti diocesi, allo scopo di garantire la continuità dell’esercizio del culto, possono effettuare, contestualmente agli interventi di messa in sicurezza per la salvaguardia del bene, anche ulteriori interventi che consentano la rapida riapertura al pubblico delle chiese medesime. Inoltre, ove nel corso dell’esecuzione di tali interventi sia possibile porre in essere anche interventi di natura definitiva, realizzando complessivamente più una maggiore convenienza dal punto di vista economico, i medesimi soggetti sono autorizzati a provvedervi, previa acquisizione delle necessarie autorizzazioni.
In pratica il citato art. 15-bis del D.L. 189/2016 introduce per gli interventi in questione, ad evidenti fini di accelerazione e decentramento amministrativo, una disciplina parzialmente derogatoria rispetto a quella generale della ricostruzione dei beni culturali e degli edifici di culto contenuta nell’art. 14 del medesimo D.M. 189/2016, in quanto stabilisce:
a) che gli interventi siano eseguiti direttamente dai proprietari, possessori e detentori degli edifici in questione, anziché dalla centrale unica di committenza di cui all’art. 18 del D.L. 189/2016 (così come previsto in via generale dal comma 7 dell’art. 14);
b) che i progetti degli interventi siano istruiti e approvati dagli uffici speciali per la ricostruzione territorialmente competenti, anziché dal commissario straordinario come previsto in via generale dal comma 5 dell’art. 14;
c) che il provvedimento di concessione dei contributi sia adottato dai presidenti delle regioni, anziché dal commissario straordinario come stabilito dal citato comma 5 dell’art. 14 (fermo restando che il contributo è erogato in via diretta, come stabilito dal successivo comma 6 del medesimo art. 14).
Alla luce del modello procedimentale così delineato, il ruolo del commissario straordinario è limitato all’individuazione a monte delle chiese interessate ed all’approvazione degli interventi da eseguire, nonché alla quantificazione delle risorse economiche necessarie da trasferire alla contabilità speciale degli uffici speciali per la ricostruzione.

CRITERI ESECUTIVI E PRIMO PROGRAMMA DI INTERVENTI - Sulla base del modello procedimentale sopra delineato, l’Ordinanza 05/05/2017, n. 23, approva i criteri per la formazione del programma di interventi immediati per garantire la continuità dell’esercizio del culto, individuando altresì il primo elenco di interventi per un importo complessivo di 14.358.500 Euro, di cui all’allegato A, ripartiti tra le diocesi interessate come precisato dall’allegato B.
Dal punto di vista operativo, i soggetti attuatori degli interventi presentano presso i competenti uffici speciali per la ricostruzione i relativi progetti, riguardanti gli interventi di messa in sicurezza e gli eventuali interventi finalizzati a consentire la riapertura. Al progetto devono essere allegati gli elaborati tecnici e la documentazione prevista dall’art. 3, comma 4, dell’Ordinanza 23/2017 in commento, unitamente ad un’apposita dichiarazione dalla quale risultino i dati indicati dall’art. 3, comma 4.
L’ufficio speciale per la ricostruzione
- cura l’istruttoria sul progetto presentato;
- verifica la congruità dei costi previsti anche ai fini dell’autorizzazione all’effettuazione di interventi di natura definitiva;
- provvede a determinare l’importo massimo ammissibile a contributo entro il termine di 30 giorni dal deposito del progetto e della documentazione allegata.
Qualora l’edificio di culto risulti assoggettato a tutela, il progetto è sottoposto al parere della Conferenza regionale di cui all’art. 16, comma 4, del D.L. 189/2016, per l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni.
L’importo dei lavori ammissibili a contributo non può in ogni caso superare i 300.000 Euro, e le spese tecniche sono ammissibili a contributo nei limiti di quanto disposto dall’Ordinanza 12/2017.
Esaurita l’istruttoria, il presidente della regione, con proprio provvedimento, rilascia l’autorizzazione all’effettuazione dell’intervento e adotta il decreto di concessione del contributo, dandone notizia al comune territorialmente competente. L’adozione del provvedimento, laddove necessario, è preceduta dal rilascio del titolo abilitativo da parte del comune, il quale adotta le proprie determinazioni entro 20 giorni dal ricevimento della documentazione trasmessa dall’ufficio speciale.
Sarà poi cura dei soggetti attuatori verificare, in fase di esecuzione degli interventi immediati, la possibilità di procedere alla contestuale realizzazione di opere definitive e non provvisorie, qualora emerga una prevedibile ottimizzazione dei tempi di cantiere e dalla conseguente convenienza economica.

EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO - Il contributo è erogato in via diretta in favore del soggetto attuatore. In particolare:
- per gli interventi di importo inferiore o pari a 40.000 Euro, la somma spettante è liquidata ed erogata a seguito del deposito presso l’ufficio speciale dei documenti comprovanti l’effettiva realizzazione dell’intervento, previo esperimento dei necessari controlli;
- per gli interventi di importo superiore a 40.000 Euro, a richiesta del soggetto interessato da formulare in sede di presentazione del progetto, può essere erogato, a titolo di anticipazione, il 10% dell’importo del contributo approvato all’atto dell’adozione del provvedimento di autorizzazione, nonché un’ulteriore anticipazione fino ad un massimo del 50% dell’importo del contributo, da corrispondere a seguito della consegna dei lavori e dell’attivazione del cantiere, ed ulteriori pagamenti a stati di avanzamento fino al 90% del contributo concesso. In tali ipotesi, il saldo finale è erogato alla presentazione dei documenti che comprovano l’effettiva realizzazione dell’opera ed esperiti i necessari controlli.

SECONDO PROGRAMMA DI INTERVENTI - L’Ordinanza 21/06/2017, n. 32, approva il secondo programma di interventi immediati per garantire la continuità dell’esercizio del culto (Allegato A) per un importo complessivo di 29.152.500 Euro. Tale importo dovrà essere ripartito tra:
a) le diocesi interessate, per gli interventi attuati dagli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, come precisato dall’Allegato B e
b) i soggetti attuatori, per gli interventi attuati dagli enti pubblici proprietari o dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, per le chiese di proprietà del Fondo Edifici di Culto, come precisato dall’Allegato C.
Per le diocesi di cui alla precedente lettera a), l’Ordinanza 21/06/2017, n. 32, prevede l’applicazione della stessa procedura di cui all’Ordinanza 05/05/2017, n. 23, in merito alla presentazione dei progetti, all’istruttoria tecnica amministrativa ed all’erogazione del contributo.
Per le chiese di proprietà pubblica di cui alla lettera b), l’Ordinanza prevede una procedura differenziata.
Da un punto di vista operativo, entro trenta giorni dal 24/06/2017, l’ente pubblico proprietario della chiesa o il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo invia al commissario straordinario del governo i progetti riguardanti gli interventi di messa in sicurezza e gli eventuali interventi finalizzati a consentire la riapertura delle chiese individuate. Il commissario straordinario provvede all’istruttoria entro trenta giorni dal deposito del progetto e della documentazione allegata. Esaurita l’istruttoria ed acquisito il parere della Conferenza permanente di cui all’art. 16, comma 1, del D.L. 189/2016, il commissario rilascia l’autorizzazione all’effettuazione dell’intervento ed adotta il decreto di concessione del contributo.
L’importo dei lavori ammissibili a contributo non può in ogni caso superare i 300.000 Euro. Il soggetto attuatore provvede all’individuazione dell’impresa esecutrice dei lavori mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara.

LIQUIDAZIONE DEL CONTRIBUTO - Il contributo concesso è liquidato secondo la tempistica e nei limiti di seguito indicati:
a) una somma pari al 50% del contributo concesso, entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione della stazione appaltante relativa all’avvenuta aggiudicazione dell’appalto;
b) una somma pari al 45% del contributo concesso, entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione della stazione appaltante relativa all’avvenuta presentazione dell’avanzamento lavori non inferiore al 50% dei lavori da eseguire;
c) una somma pari al 5% del contributo concesso, entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione della stazione appaltante relativa dall’emissione del certificato di collaudo, del certificato di verifica di conformità ovvero del certificato di regolare esecuzione di cui all’art. 102 del decreto legislativo n. 50 del 2016. 

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