FAST FIND : NR37597

D. Pres.R. Friuli Venezia Giulia 08/05/2017, n. 094/Pres.

Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’articolo 2, commi 56-62, della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 25, per il finanziamento di attività di cooperative e associazioni finalizzate al miglioramento della vita e al mantenimento e valorizzazione di borghi e ambienti naturali in montagna.
Testo coordinato con le modifiche introdotte da:
- D. Pres. R. 29/11/2017, n. 0267/Pres.
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Testo del provvedimento


IL PRESIDENTE


Visto l’articolo 2, commi da 56 a 63, della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 25, che autorizza l’Amministrazione regionale a concedere contributi a cooperative e associazioni, di nuova istituzione o già operanti, per attività finalizzate a sostenere la res

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Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’articolo 2, commi 56-62, della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 25, per il finanziamento di attività di cooperative e associazioni finalizzate al miglioramento della vita e al mantenimento e valorizzazione di borghi e ambienti naturali in montagna.

Art. 1 - Finalità

1. Il presente regolamento disciplina la concessione dei contributi previsti dall’articolo 2, commi 56-62, della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 25 (Legge di stabilità 2017) a sostegno di iniziative indirizzate a migliorare la qualità della vita delle persone e a mantenere e valorizzare la qualità paesaggistica e storica dei borghi e dell’ambiente montano, al fine di sostenere la residenza della popolazione nelle aree montane maggiormente disagiate.

2. Ai sensi del comma 62 dell’articolo 2 della legge regionale 25/2016, il regolamento determina i criteri e le modalità per i requisiti dei beneficiari e la validità, la valutazione e la presentazione delle domande di contributo, nonché gli elementi del procedimento contributivo.


Art. 2 - Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:

a) attività di inclusione sociale e lavorativa: attività svolta con lo scopo di offrire opportunità lavorative o di partecipazione non occasionale alla vita comunitaria a persone in situazione di vulnerabilità o a lavoratori svantaggiati. Nel caso di attività riguardante persone in situazione di vulnerabilità, tale attività è riconosciuta solo se il progetto di attività di cui all’articolo 4 è concordato con l’ente gestore del servizio sociale dei Comuni competente per territorio del “Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale” disciplinato dalla legge regionale 31 marzo 2006, n. 6; nel caso di attività riguardante persone in situazione di vulnerabilità che è svolta da cooperative, tale attività è riconosciuta solo se svolta da cooperative sociali iscritte all’Albo regionale delle cooperative sociali, sezioni a) e b), previsto dal Capo II della legge regionale 26 ottobre 2006, n. 20 (Norme in materia di cooperazione sociale);

b) fornitura di servizi di prossimità: “offerta alla popolazione locale di servizi che concorrono a sostenere e facilitare la residenza” N1 attraverso almeno una delle seguenti attività:

1) attività commerciali e pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande;

2) consegna a domicilio di beni;

3) trasporto di persone;

4) assistenza alle persone e collaborazioni domestiche;

c) organizzazione di iniziative di vicinato o di volontariato: attività finalizzata a coordinare e fornire aiuti gratuiti alla popolazione in maniera strutturata, condividendo i mezzi necessari, grazie alla cooperativa o all’associazione. Le iniziative di vicinato si caratterizzano, rispetto a quelle di volontariato, per la collaborazione tra gli appartenenti a contesti insediativi limitati, quali la frazione o il borgo, nei quali la solidarietà tra le persone nasce e si sviluppa dalle reciproche relazioni e frequentazioni. Le iniziative di vicinato e volontariato riguardano i bisogni delle persone e i diversi aspetti della vita comunitaria che, a titolo orientativo e non prescrittivo, si elencano di seguito: permanenza delle persone anziane nel proprio contesto abitativo e relazionale per limitare il ricorso a strutture residenziali, collaborazione nel soddisfacimento di bisogni della vita quotidiana di persone con problemi di salute o di condizione fisica, riduzione dei rischi da isolamento ed emarginazione di individui e famiglie, mobilità, momenti di incontro comunitari, attività di tipo motorio e riabilitativo a favore di anziani, attività domestiche a favore di anziani;

d) manutenzione e valorizzazione degli edifici e dei borghi, nonché dell’ambiente naturale circostante: attività finalizzata a promuovere ed eseguire interventi riguardanti la conservazione di contesti insediativi, compresa la cura dell’ambiente naturale ad essi limitrofi, anche a scopo di valorizzazione turistica “. Sono esclusi gli interventi riguardanti immobili funzionali all’esercizio di un’attività di impresa secondo la definizione recata dalla lettera k)” N2;

e) mantenimento dell’uso agricolo non professionale dei piccoli apprezzamenti limitrofi alle abitazioni e ai centri abitati: attività finalizzata a promuovere ed eseguire interventi di recupero a pratiche agricole non professionali di terreni incolti o abbandonati, anche a scopo di valorizzazione del paesaggio o di miglioramento della qualità della vita delle persone coinvolte negli interventi;

f) spesa ammissibile: il costo dell’attività oggetto della domanda di contributo, determinato in via definitiva con il provvedimento regionale di concessione del contributo e assunto come base per la determinazione del contributo medesimo;

g) persona in situazione di vulnerabilità: persona con disabilità, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), persona svantaggiata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperative sociali) o componente di un nucleo familiare avente i requisiti per beneficiare della misura attiva di sostegno al reddito prevista dalla legge regionale 10 luglio 2015, n. 15 (Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito);

h) lavoratore svantaggiato: chiunque soddisfi una delle seguenti condizioni già riscontrabile nella definizione recata dall’articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014:

1) non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

2) avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni;

3) non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;

4) aver superato i 50 anni di età;

5) essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico;

i) unità locale: luogo fisico nel quale è esercitata o si organizza l’attività del beneficiario;

j) nuova unità locale: unità locale attivata a partire dall’anno della domanda di contributo o entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione al beneficiario, con posta elettronica certificata, del provvedimento di concessione del contributo, come da documentazione relativa alla proprietà o alla disponibilità dell’immobile, o come da visura camerale se l’unità locale è attivata in anno diverso da quello dell’acquisizione in proprietà o della disponibilità giuridica; N3

k) impresa: ai sensi del diritto europeo qualsiasi soggetto che svolge attività economica offrendo beni e servizi sul mercato, indipendentemente dalla forma giuridica assunta. L’associazione che, titolare di partita IVA, presenta domanda di contributo dichiarando di non svolgere attività di impresa, fornisce nel progetto di attività le informazioni necessarie a valutare l’estraneità del progetto all’attività commerciale da essa svolta ed è tenuta ad adottare una contabilità separata ed autonoma dimostrata nei modi previsti dall’articolo 17, comma 3, lettera e bis); N3

l) impresa unica: insieme delle imprese tra loro collegate secondo le modalità indicate dall’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti “de minimis”;

m) microimpresa, piccola e media impresa (PMI): impresa che soddisfa i requisiti di cui alla definizione di microimpresa, piccola e media impresa, recata dall’Allegato I al regolamento (UE) n. 651/2014.


Art. 3 - Soggetti beneficiari e requisiti

1. I beneficiari del contributo sono le cooperative e le associazioni che svolgono almeno una delle seguenti attività:

a) inclusione sociale e lavorativa;

b) fornitura di servizi di prossimità;

c) organizzazione di iniziative di vicinato o di volontariato;

d) manutenzione e valorizzazione degli edifici e dei borghi, nonché dell’ambiente naturale circostante;

e) mantenimento dell’uso agricolo non professionale dei piccoli apprezzamenti limitrofi alle abitazioni e ai centri abitati.

2. Le attività di cui al comma 1 devono essere compatibili con lo statuto e, nel caso di iscrizione al registro nelle imprese o al repertorio economico amministrativo (REA), con la classificazione ATECO.

3. I beneficiari devono svolgere l’attività di cui al comma 1 tramite una o più unità locali “a proprio uso esclusivo” N2 situate nei Comuni classificati montani ai sensi dell’articolo 2 della legge regionale 20 dicembre 2002, n. 33 (Istituzione dei Comprensori montani del Friuli Venezia Giulia) che risultano inseriti nella zona di svantaggio socioeconomica C o, a condizione che comprendano centri abitati in zona C, nella zona di svantaggio socioeconomico B individuate con la deliberazione della Giunta regionale n. 3303 del 31 ottobre 2000, ed elencati nell’ Allegato A del presente regolamento.

4. Le unità locali di cui al comma 3 devono essere collocate in immobili di cui i beneficiari siano proprietari o abbiano disponibilità, per un periodo non inferiore a quello del vincolo di destinazione di cui all’articolo 15, comma 2, in base a un titolo legale che, in caso di lavori, ne consenta l’effettuazione.

4 bis. Le unità locali di cui al comma 3 sono indicate in domanda di contributo, con la quale il richiedente dichiara ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 445/2000 che le stesse sono attive oppure che saranno attivate entro il termine previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera j). N4

5. Le cooperative devono essere iscritte all’Albo regionale delle cooperative sociali di cui al Capo II della legge regionale 20/2006 o al Registro regionale delle cooperative di cui all’articolo 3, comma 1, della legge regionale 3 dicembre 2007, n. 27 (Disciplina organica in materia di promozione e vigilanza del comparto cooperativo) e possedere i seguenti requisiti:

a) avere la dimensione di micro, piccola o media impresa;

b) essere iscritte al registro delle imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura;

c) non essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria o di fallimento o non avere in atto altra

procedura concorsuale o di liquidazione.

6. Le associazioni devono possedere i seguenti requisiti:

a) essere regolarmente costituite. A tal fine, le associazioni “presentano” N1 copia di idonea documentazione, quale l’atto costitutivo o l’atto di riconoscimento previsto da leggi speciali;

b) in caso di esercizio di attività di impresa “come da definizione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera k)” N2, rientrare nelle dimensioni di micro, piccola o media impresa ed essere iscritte al registro delle imprese o al repertorio economico amministrativo (REA) tenuto dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.

7. Le cooperative e le associazioni non devono essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e

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