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Ultimo aggiornamento
02/02/2017

White list negli appalti pubblici: normativa, ambito di applicazione e procedimento di iscrizione

Sintesi operativa del procedimento di iscrizione nell'elenco dei formatori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa operanti nei settori esposti maggiormente a rischio. Attività più vulnerabili, requisiti necessari per l’iscrizione e obblighi di comunicazione da parte delle imprese interessate.
A cura di:
  • Valentina Rampulla

La L. 06/11/2012, n. 190 (“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione.”) - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13/11/2012, n. 265 - all’art. 1, commi da 52 a 57 ha disposto l’istituzione presso le Prefetture - Ufficio territoriale del Governo di un elenco dei formatori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa operanti nei settori esposti maggiormente a rischio.
In attuazione dell’art. 1, comma 56, della L. 190/2012, è stato adottato il D.P.C.M. 18/04/2013 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15/07/2013, n. 164 - che disciplina le modalità relative all’istituzione e all’aggiornamento presso ogni Prefettura dell’elenco e le attività di verifica da svolgersi per l’accertamento dei requisiti per l’iscrizione nel medesimo elenco.
Successivamente, l’art. 29 del D.L. 90/2014 è intervenuto apportando modifiche alla L. 190/2012 nella parte in cui disciplina le cosiddette “white list” (art. 1, comma 52), ovvero gli elenchi, tenuti dalle prefetture, di imprese non soggette a rischio di infiltrazioni mafiose.
In particolare è stata prevista l’obbligatoria iscrizione delle imprese che operano nei settori a rischio di infiltrazioni mafiose (individuati dall’art. 1, comma 53, della L. 190/2012) negli elenchi delle imprese non soggette a rischio di infiltrazione mafiosa tenuti dalle prefetture e periodicamente verificati per confermare il mantenimento del possesso dei requisiti originari.
Per queste imprese, l’iscrizione alla white list - originariamente facoltativa e ora obbligatoria - assorbe i contenuti della comunicazione e dell’informazione antimafia, che va comunque acquisita indipendentemente dalle soglie stabilite dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al D. Leg.vo 159/2011.
Alla luce di tali modifiche è stato emanato il D.P.C.M. 24/11/2016 con lo scopo di aggiornare le modalità per l’istituzione e l’aggiornamento dell’elenco in commento contenute nel su indicato D.P.C.M. 18/04/2013.

Proponiamo di seguito una sintesi operativa della disciplina.

Scopo e ambito di applicazione

Le white list sono elenchi istituiti presso ogni Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo ai quali possono registrarsi le imprese che lavorano nei settori considerati più ad alto rischio di infiltrazione mafiosa.
Tali elenchi hanno lo scopo di rendere più efficaci i controlli antimafia nei confronti di operatori economici operanti in settori maggiormente esposti a rischi di infiltrazione mafiosa.
Relativamente alle attività maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiosa, le P.A., gli enti e le aziende vigilati dallo Stato e le società o le imprese comunque controllate dallo Stato, i concessionari di opere pubbliche e i contraenti generali, hanno l’obbligo di acquisire, indipendentemente dalle soglie di cui al Codice Antimafia, l’informazione e la comunicazione antimafia liberatoria attraverso la consultazione, anche in via telematica, dell’apposito elenco (istituito presso ogni Prefettura)di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa operanti in detti settori.
L'iscrizione nell'elenco consente alle imprese, di non dover richiedere e farsi rilasciare dalla Prefettura la certificazione antimafia [1]. L’iscrizione nell’elenco, infatti, tiene luogo della documentazione antimafia:

  • per l’esercizio delle attività per cui l’impresa ha conseguito l’iscrizione;
  • ai fini della stipula, approvazione o autorizzazione di contratti o subcontratti relativi ad attività diverse da quelle per le quali l’impresa a conseguito l’iscrizione nell’elenco.

Attività maggiormente esposte a rischio

Ai sensi dell’art. 1, comma 53, della L. 190/2012 sono definite come maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa le seguenti attività:

  • trasporto di materiali a discarica per conto di terzi;
  • trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi;
  • estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
  • confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
  • noli a freddo di macchinari;
  • fornitura di ferro lavorato;
  • noli a caldo;
  • autotrasporti per conto di terzi;
  • guardiania dei cantieri.

Dette attività possono essere aggiornate, entro il 31 dicembre di ogni anno, con apposito decreto del Ministro dell'interno, adottato di concerto con i Ministri della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti.

Requisiti per l’iscrizione nelle white list

L’iscrizione nell’elenco è obbligatoria per le imprese operanti nei settori più vulnerabili ed è soggetta alle seguenti condizioni:

  • l’assenza di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto, di cui all’art. 67 del Codice antimafia (D. Leg.vo 159/2011);
  • l’assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa, di cui all’art. 84, comma 3, del Codice antimafia.

Procedimento di iscrizione

Il titolare dell’impresa individuale o il legale rappresentante, se l’impresa è organizzata in forma di società, presentano istanza alla Prefettura competente [2] - anche in via telematica - nella quale deve essere indicato il settore o i settori per cui è richiesta l’iscrizione all’elenco.
Nel caso in cui l’impresa risulta censita nella Banca dati nazionale unica è possibile rilasciare immediatamente l’informazione antimafia liberatoria e la Prefettura comunica il provvedimento di iscrizione per via telematica ed aggiorna l’elenco pubblicato sul proprio sito istituzionale.
Invece, la Prefettura - ai fini dell’iscrizione - deve effettuare necessarie verifiche nei seguenti casi:

  • l’impresa non risulta censita nella Banca dati nazionale unica [3];
  • gli accertamenti antimafia siano stati effettuati in data anteriore ai 12 mesi dalla richiesta;
  • nel caso emerga l’esistenza.

Se dalle verifiche viene accertato la mancanza delle condizioni previste per poter essere iscritti nella white list, la Prefettura adotta il provvedimento di diniego dell’iscrizione e ne dà comunicazione all’interessato. Diversamente, la Prefettura procede all’iscrizione dell’impresa.

Il procedimento di iscrizione deve essere concluso dalla Prefettura entro 90 giorni dalla data di ricevimento dell’istanza di iscrizione.

Durata dell’iscrizione nella white list

L’iscrizione nell’elenco conserva efficacia per 12 mesi dalla data in cui è stata disposta.

Obblighi di comunicazione

L'impresa iscritta nell'elenco ha l’obbligo di comunicare alla Prefettura qualsiasi modifica dell'assetto proprietario e dei propri organi sociali, entro 30 giorni dalla data della modifica.
Sulla base delle comunicazioni effettuate dall’impresa, la Prefettura è tenuta a verificare la permanenza delle condizioni previste per l’iscrizione nell’elenco.

La mancata comunicazione comporta la cancellazione dell'iscrizione.

Aggiornamento dell’elenco

Almeno 30 giorni prima della scadenza della validità dell’iscrizione, l’impresa deve comunicare alla Prefettura competente il suo interesse a permanere nell’elenco. Si segnala che è possibile richiedere la permanenza nell’elenco anche per settori di attività ulteriori o diversi.
La Prefettura deve accertare la permanenza delle condizioni necessarie per l’iscrizione.

Si ricorda che la Prefettura può procedere in ogni momento alla verifica delle condizioni richieste per la permanenza nell’elenco, anche a campione, e nel caso in cui venga accertata l’insussistenza delle predette condizioni dispone la cancellazione dall’elenco, dandone comunicazione all’impresa.
Inoltre, la Prefettura è chiamata ad aggiornare la Banca dati nazionale unica, inserendo i dati relativi ai provvedimenti di diniego di iscrizione e di cancellazione dall’elenco.

Pubblicazione dell’elenco

Gli elenchi sono pubblicati sul sito istituzionale di ciascuna Prefettura, nella sezione “Amministrazione trasparente”.

Si segnala che sul sito istituzionale del Ministero dell’interno, nella sezione “Amministrazione trasparente”, sono pubblicati gli indirizzi delle caselle di posta elettronica certificata delle Prefetture ai quali è possibile inoltrare le istanze di iscrizione.

 

 



[1] Si ricorda che la certificazione antimafia è costituita dall’informazione antimafia e dalla comunicazione antimafia (art. 84, D. Leg.vo 159/2011) ed è obbligatoria per poter partecipare alle gare di appalto pubbliche, per lavorare con amministrazioni ed enti pubblici, o con società private concessionarie di opere pubbliche.

[2] Ossia la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo della provincia dove l’impresa ha posto la propria residenza o sede legale o, se l’impresa è costituita all’estero, la Prefettura della provincia dove l’impresa ha una sede stabile ai sensi dell’art. 2508 del Codice civile, ovvero, se l’impresa è costituita all’estero e non ha una sede nel territorio nazionale, la Prefettura nel cui elenco ha richiesto l’iscrizione.

[3] Si veda il D.P.C.M. 30/10/2014, n. 193 che, in attuazione dell’art. 99, comma 1, del Codice antimafia (D. Leg.vo 159/2011) reca le modalità di funzionamento, accesso e consultazione della Banca dati nazionale unica. 

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