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Ultimo aggiornamento
15/12/2017

Concessioni demaniali marittime, il DDL delega per la revisione della normativa

Il disegno di legge in discussione che punta, tra l’altro, a superare il contrasto con la normativa comunitaria in merito alle proroghe automatiche delle concessioni in essere, con affidamenti nel segno della trasparenza e della concorrenza. Si prevede anche la revisione dei canoni concessori.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

E' in discussione in Parlamento il DDL S.2957, di iniziativa governativa, recante i principi e criteri direttivi per l’attribuzione al Governo della delega per la revisione della normativa in tema di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo. Il DDL è stato approvato dalla Camera il 26/10/2017 ed è in discussione al Senato (ultimo aggiornamento in commissione 13/12/2017, incerta conclusione dell'iter stante l'avvenuto scioglimento delle Camere).
In allegato il testo approvato dalla Camera.

Tra i principali obiettivi del provvedimento quello di superare il contrasto della normativa attualmente in vigore con l’ordinamento comunitario - sancito dalla Sent. C. Giustizia UE 14/07/2016, n. C-458/14 - segnatamente nella parte in cui le norme nazionali prevedono la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali in essere per attività turistico ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, soprattutto ove tali concessioni presentano un interesse transfrontaliero certo.

La delega elenca i principi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi, prevedendo in particolare modalità di affidamento delle concessioni nel rispetto dei principi di concorrenza, di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale. Il tutto, mediante procedure selettive che assicurino imparzialità, trasparenza e pubblicità e che tengano conto della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative.

Dovranno, altresì essere stabiliti adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, entro i quali le regioni potranno a loro volta fissare la durata delle stesse per assicurare un uso rispondente all’interesse pubblico, prevedendo anche che le regioni, per garantire la pluralità e la differenziazione dell’offerta, possano disporre limitazioni sul numero massimo di concessioni negli ambiti territoriali di riferimento per singolo operatore economico.

Proprio per le innovazioni che verranno introdotte, è previsto tra i principi e criteri direttivi un adeguato periodo transitorio per l’applicazione della disciplina di riordino.

Il Governo viene infine delegato alla revisione dei canoni concessori, che dovranno essere determinati con l’applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione, anche con riguardo alle pertinenze e alle relative situazioni pregresse (si veda in proposito l'articolo Concessioni demaniali marittime, canoni aggiornati, proroghe e scadenze). Nel caso di concessioni demaniali di più elevata valenza turistica, il canone è maggiorato e una quota, calcolata in percentuale sulle maggiori entrate annue rispetto alle previsioni di bilancio, destinata alla regione di riferimento.

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