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Ultimo aggiornamento
03/07/2018

Riduzione delle emissioni nazionali di inquinanti atmosferici (Direttiva UE 2016/2284)

Nella GUUE del 17/12/2016, n. L 344 è stata pubblicata la Direttiva (UE) 2016/2284 volta a ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici. La Direttiva NEC (“National Emission Ceiling”), che stabilisce le percentuali di riduzione delle emissioni nazionali dal 2020 al 2029 e a partire dal 2030, è stata recepita con il D. Leg.vo 30/05/2018, n. 81.
A cura di:
  • Angela Perazzolo

La Direttiva 14/12/2016, n. 2284 dell'Unione europea ha l’obiettivo di stabilire livelli di qualità dell'aria che non comportino significativi rischi e impatti negativi per la salute umana e l'ambiente e di allineare la normativa UE agli impegni internazionali derivanti dalla revisione del protocollo di Göteborg avvenuta nel 2012. Viene pertanto rivisto il regime dei limiti di emissione nazionali istituito dalla Direttiva 2001/81/CE, recepita in Italia dal D. Leg.vo 21/05/2004, n. 171. Quest'ultimo Decreto è stato abrogato dal D. Leg.vo n. 81/2018 che ha recepito la Direttiva n. 2016/2284 (v. infra). I testi dei documenti sono disponibili nelle FONTI COLLEGATE.

SOSTANZE INQUINANTI E LIMITI DI EMISSIONE - La Direttiva (UE) 2016/2284 stabilisce limiti nazionali per le emissioni dei seguenti inquinanti:

  • biossido di zolfo (SO2);
  • ossidi di azoto (NOx);
  • composti organici volatili non metanici (COVNM);
  • ammoniaca (NH3);
  • particolato fine (PM2,5).

Per ciascun inquinante i limiti di emissione sono riportati nell’allegato II alla Direttiva (tabelle A e B). I limiti sono fissati per gli anni dal 2020 al 2029 conformemente agli impegni nazionali di riduzione delle emissioni che derivano dalla versione rivista del protocollo di Göteborg, e dal 2030 in poi con percentuali di riduzione più alte.
Le percentuali riferite all’Italia sono indicate nella seguente tabella.

Sostanza inquinante

Riduzione delle emissioni rispetto al 2005

Per qualsiasi anno
dal 2020 al 2029

Per qualsiasi anno
a partire dal 2030

Biossido di zolfo (SO2)

35%

71%

Ossidi di azoto (NOx)

40%

65%

Composti organici volatili non metanici (COVNM)

35%

46%

Ammoniaca (NH3)

5%

16%

Particolato fine (PM2,5)

10%

40%

 

Per ogni Stato membro saranno individuati livelli indicativi di emissione per il 2025 che saranno stabiliti sulla base di una traiettoria lineare verso i limiti di emissione applicabili a partire dal 2030. Gli Stati membri avranno tuttavia la possibilità, a determinate condizioni, di seguire una traiettoria non lineare, se risulta economicamente o tecnicamente più efficiente.

FLESSIBILITÀ - La Direttiva prevede, in determinate circostanze e a determinate condizioni, dei margini di flessibilità del rispetto dei limiti di emissione. Ed infatti lo Stato membro che, in un dato anno, a causa di un inverno eccezionalmente rigido o di un'estate eccezionalmente secca, non può rispettare i suoi impegni di riduzione delle emissioni, può adempiere a tali impegni calcolando la media delle sue emissioni nazionali annuali per l'anno in questione, l'anno precedente e l'anno successivo, a condizione che tale media non superi il livello delle emissioni nazionali annuali determinate nell'impegno di riduzione.

PROGRAMMI NAZIONALI DI CONTROLLO DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO - Al fine di limitare le loro emissioni antropogeniche [1] annue e di contribuire a raggiungere gli obiettivi della Direttiva, gli Stati membri devono elaborare ed attuare un Programma nazionale di controllo dell'inquinamento nel quale, tra l’altro:

  • valutano in che misura le fonti di emissione nazionali possono esercitare un impatto sulla qualità dell'aria nel loro territorio e negli Stati membri limitrofi;
  • tengono conto della necessità di ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici per conseguire gli obiettivi di qualità dell'aria nei loro territori e, se del caso, negli Stati membri limitrofi;
  • includono le misure obbligatorie e opzionali di riduzione delle emissioni o le misure aventi un effetto equivalente di mitigazione.

Il Programma deve essere aggiornato almeno ogni quattro anni e trasmesso alla Commissione europea [2] che lo esamina e, a sua volta, trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in merito ai progressi compiuti nell’attuazione della Direttiva (articoli 10 e 11, Direttiva 2016/2284/UE).

ALTRE DISPOSIZIONI PREVISTE DALLA DIRETTIVA (UE) 2016/2284 - Infine sono previste norme sull’elaborazione e aggiornamento degli inventari nazionali delle emissioni per gli inquinanti, sulle proiezioni nazionali, nonché sulle relative relazioni di inventario, sul monitoraggio degli impatti dell’inquinamento atmosferico, sull’accesso e pubblicazione delle informazioni.

RECEPIMENTO E ABROGAZIONE DELLA DISCIPLINA PRECEDENTE - La Direttiva 2016/2284/UE è stata attuata dal D. Leg.vo 30/05/2018, n. 81. Tale Decreto ha abrogato il D. Leg.vo 21/05/2004, n. 171 che aveva recepito la precedente Direttiva 2001/81/CE in materia, a sua volta abrogata dalla Direttiva (UE) n. 2016/2284. Peraltro, in conformità a quanto previsto da quest'ultima, il Decreto ha stabilito che resta ferma fino al 31/12/2019, l’applicazione dei limiti nazionali di emissione previsti dall’articolo 1 e dall’allegato I del D. Leg.vo n. 171 del 2004.

 


[1] Per “emissioni antropogeniche” si intendono le emissioni atmosferiche di inquinanti associate ad attività umane.

[2] Il primo Programma deve essere trasmesso entro il 01/04/2019 (articolo 10, paragrafo 1, Direttiva 2016/2284/UE).

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