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Ultimo aggiornamento
14/02/2017

Bonifica amianto negli edifici pubblici: i finanziamenti per la progettazione

Bando per il finanziamento della progettazione preliminare e definitiva di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, con riferimento all'annualità 2016, previsto dal D.M. 21/09/2016 che ha istituito il Fondo con una dotazione finanziaria complessiva di 17,572 milioni di euro. Le modalità di funzionamento, gli interventi finanziabili, i criteri di priorità e la documentazione richiesta. Disponibili risposte a FAQ del Ministero.
A cura di:
  • Valentina Rampulla

In attuazione dell’art. 56 della L. 221/2015 (cosiddetto “collegato ambientale alla Legge di stabilità per il 2016”), è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25/11/2016, n. 276 il Decreto del Ministero dell’Ambiente 21/09/2016, recante “Istituzione del fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto”.
Si ricorda che il comma 7 dell’art. 56 della L. 221/2015 dispone che “Al fine di promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, a tutela della salute e dell’ambiente, è istituito, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto, con una dotazione finanziaria di 5,536 milioni di euro per l’anno 2016 e di 6,018 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Il funzionamento del Fondo è disciplinato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, che individua anche i criteri di priorità per la selezione dei progetti ammessi a finanziamento”.
Con il Decreto direttoriale 10/01/2017, n. 1 (Comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24/01/2017, n. 19) è stata avviata la procedura pubblica - destinata agli enti di cui all’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 165/2001 - per il finanziamento della progettazione preliminare e definitiva di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, in base al D.M. 21/09/2016 con il quale è stato istituito il Fondo per il finanziamento di tali interventi, con riferimento al 2016.
Il finanziamento copre i costi di progettazione preliminare e definitiva degli interventi, anche mediante copertura di corrispettivi a base di gara per l’affidamento di tali servizi, fino a un massimo di 15.000 euro e ciascun ente può presentare una sola richiesta di finanziamento anche se viene previsto che l’intervento può riguardare più edifici.
Le richieste di finanziamento possono essere presentate dal 30/01/2017 fino al 30/04/2017 (termine prorogato dal D.M. 21/03/2017, n. 110, inizialmente era fissato al 30/03/2017), esclusivamente attraverso l’applicativo presente sul portale telematico disponibile sul sito www.amiantopa.minambiente.ancitel.it e devono essere corredate da una relazione tecnica asseverata da professionista abilitato (contenente la destinazione d’uso dei beni o dei siti sede dell’intervento, la localizzazione e la destinazione d’uso dei manufatti contenenti amianto, la tipologia, la quantità e lo stato di conservazione dei materiali), le modalità di intervento di bonifica, la stima dei lavori e il cronoprogramma orientativo delle attività, incluse le fasi progettuali. 
Si segnala che l’art. 56 della L. 221/2015 ha previsto anche un credito d’imposta per le imprese che effettuano interventi di bonifica dell’amianto su beni e strutture produttive, per il quale si rinvia all’approfondimento “Le agevolazioni alle imprese per interventi di bonifica dall’amianto (L. 221/2015 e L. 426/1998)”.
Proponiamo di seguito una breve sintesi del D.M. 21/09/2016. Inoltre disponibili in allegato le risposte del Ministero alle FAQ.

Finalità del Fondo

Il Fondo in esame è finalizzato a finanziare i costi per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica mediante rimozione e smaltimento dell’amianto e dei manufatti in cemento-amianto su edifici e strutture pubbliche presenti nel territorio nazionale, anche mediante copertura dei corrispettivi da porre a base di gara per l’affidamento di tali servizi.

Dotazione finanziaria

Il Fondo ha una dotazione finanziaria complessiva di 17,572 milioni di euro, così suddivisi:

  • 5,536 milioni di euro per il 2016;
  • 6,018 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

Accesso al finanziamento

Possono presentare la domanda di accesso al Fondo le pubbliche amministrazioni che intendono effettuare interventi relativi ad edifici pubblici di proprietà e destinati allo svolgimento dell’attività dell’ente.

Si segnala che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per ogni anno. La domanda può contenere interventi in una o più unità locali comprese nel territorio di competenza.
Ai sensi del Decreto 10/01/2017, n. 1, con riferimento all’annualità 2016, le domande potranno essere presentate dal 30/01/2017 al 30/04/2017 all’ente erogante esclusivamente in via telematica attraverso l’applicativo presente sul portale telematico disponibile sul sito www.amiantopa.minambiente.ancitel.it.

Interventi finanziabili

È possibile finanziare esclusivamente la progettazione preliminare e definitiva di interventi di rimozione e smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, dell’amianto e del cemento-amianto presente in coperture e manufatti di edifici pubblici. Gli interventi dovranno essere effettuati nel rispetto della normativa ambientale, edilizia e di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Si intendono per progettazione preliminare e definitiva i livelli di progettazione inferiori al progetto esecutivo e comunque necessari alla redazione dello stesso.

Non sono finanziabili gli incarichi di progettazione già conferiti e le spese per rilievi e indagini affidati anteriormente alla data di assegnazione del finanziamento e non sono ammessi più finanziamenti per lo stesso intervento.

Interventi esclusi e spese non ammissibili

Non possono essere oggetto del finanziamento in esame:

  • la progettazione di interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera;
  • spese per l’acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e la loro messa in opera;
  • la progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione del bando o prima del ricevimento della comunicazione scritta di concessione del contributo richiesto.

Documentazione richiesta

La domanda di presentazione dell’intervento deve essere necessariamente corredata da:

  • la relazione tecnica asseverata da professionista abilitato in cui devono essere specificati: la destinazione d'uso dei beni o dei siti sede dell'intervento, la localizzazione e la destinazione d'uso dei manufatti contenenti amianto, la tipologia, la quantità e lo stato di conservazione dei materiali;
  • le modalità di intervento di bonifica proposto;
  • la stima dei lavori da eseguire con dettaglio dei costi di progettazione soggetti a finanziamento;
  • il cronoprogramma orientativo delle attività, incluse le fasi progettuali.

Criteri di priorità

Il Ministero dell’Ambiente, a seguito di istruttoria condotta con l’ISPRA, dispone ogni anno una graduatoria delle richieste ammesse al contributo sulla base dei seguenti criteri di priorità:

  • interventi relativi ad edifici pubblici collocati all'interno, nei pressi o comunque entro un raggio non superiore a 100 metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza socio-assistenziali, ospedali, impianti sportivi (la sussistenza di tale requisito costituisce titolo preferenziale nella valutazione delle richieste);
  • interventi relativi ad edifici pubblici per i quali esistono segnalazioni da parte di enti di controllo sanitario e/o di tutela ambientale e/o di altri enti e amministrazioni in merito alla presenza di amianto;
  • interventi relativi ad edifici pubblici per i quali si prevede un progetto cantierabile in 12 mesi dall'erogazione del contributo;
  • interventi relativi ad edifici pubblici collocati all'interno di un sito di interesse nazionale e/o inseriti nella mappatura dell'amianto ai sensi del D.M. 18/03/2003, n. 101.

Nel D.M. 21/09/2016 viene, inoltre, specificato che sarà considerata anche la presenza di attestazioni di friabilità e di cattivo stato di conservazione del manufatto contenente amianto che determinano una condizione di pericolosità di esposizione degli occupanti ad elementi nocivi tali da rendere necessario un intervento urgente e prioritario.

Modalità di erogazione dei finanziamenti

I finanziamenti, posti su base annuale e fino all’esaurimento delle relative disponibilità, tramite bando del Ministero dell’Ambiente, sono erogati con decreto del direttore generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’Ambiente, a seguito dell’inclusione dell’intervento nella graduatoria. Le risorse sono vincolate all’impegno del soggetto beneficiario di utilizzarle esclusivamente per le finalità per le quali sono state accordate.

La liquidazione è accordata nelle seguenti modalità:

  • il 30% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’ammissione;
  • il 40% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’approvazione del progetto definitivo;
  • il 30% della somma ammessa a finanziamento momento della rendicontazione finale delle spese sostenute per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi, nelle modalità previste dal bando su base annuale.

Revoca dei finanziamenti

I contributi potranno essere revocati - e dovranno essere restituiti dal soggetto beneficiario - nei seguenti casi:

  • mendace dichiarazione in merito al possesso di anche uno dei criteri di priorità per la valutazione della richiesta (causa di revoca aggiunta dal Decreto 10/01/2017, n. 1);
  • il mancato invio della certificazione dell’inizio lavori nel termine di 12 mesi dall’ammissione al finanziamento nel caso di attestazione di friabilità e di cattivo stato di conservazione del manufatto contenente amianto che determinano una condizione di pericolosità di esposizione degli occupanti ad elementi nocivi tali da rendere necessario un intervento urgente e prioritario (causa di revoca aggiunta dal Decreto 10/01/2017, n. 1);
  • la rendicontazione, anche parziale, delle spese finanziate non sia firmata o risulti assente, carente e/o inesatta;
  • la mancata, incompleta o inesatta dichiarazione dei dati richiesti;
  • la reiterata ed ingiustificata tardività nell’approvazione dei progetti preliminari e definitivi degli interventi ammessi al finanziamento;
  • il progetto si discosta sostanzialmente dall’originaria previsione o risultano scostamenti significativi in termini di efficacia rispetto agli obiettivi previsti, e di efficienza, con riferimento all’uso delle risorse poste a disposizione;
  • qualora vengano riscontrate, nell’affidamento e nell’esecuzione degli interventi, gravi violazioni delle norme settoriali di riferimento, anche di derivazione comunitaria (causa di revoca aggiunta dal Decreto 10/01/2017, n. 1);
  • qualora vengano distolte in qualsiasi forma dell’uso previsto le somme e/o i beni materiali o immateriali, la cui realizzazione od acquisizione è stata oggetto del vantaggio economico.

Si segnala che il Ministero dell’Ambiente potrà effettuare in qualsiasi momento ispezioni documentali e controlli al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi, la correttezza delle procedure e la conformità delle dichiarazioni prodotte.

 

 

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