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Ultimo aggiornamento
08/10/2016

Edilizia convenzionata: agevolazioni sui trasferimenti anche in assenza di esproprio

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 04/10/2016, n. 87/E, ha dato applicazione alla norma interpretativa contenuta nella L. 208/2015, che ha disposto la validità delle agevolazioni fiscali sugli atti di trasferimento delle aree che rientrano negli interventi di edilizia convenzionata, indipendentemente dal titolo di acquisizione della proprietà da parte degli enti locali.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 04/10/2016, n. 87/E, ha chiarito che il trasferimento di aree ricomprese nel Titolo III della L. 22/10/1971, n. 865, tra le quali rientrano le aree da destinare ad edilizia economica e popolare (PEEP), può beneficiare del regime agevolativo di cui all’art. 32 del D.P.R. 601/1973 anche nell’ipotesi in cui le aree siano state acquistate dal comune tramite una compravendita e non in seguito ad una procedura espropriativa.

LE CONVENZIONI URBANISTICHE E L’AGEVOLAZIONE FISCALE SUI TRASFERIMENTI IMMOBILIARI - L’art. 13 della L. 28/01/1977, n. 10 (c.d. “Bucalossi”), dispone che l’attuazione degli strumenti urbanistici generali possa avvenire sulla base di programmi pluriennali che prevedano la delimitazione di aree o zone (incluse o meno in piani particolareggiati o piani convenzionali di lottizzazione) nelle quali vengano realizzate le previsioni dei suddetti strumenti urbanistici, anche tramite “comparti” o “sub-comparti”. Si veda in proposito per dettagli l’articolo “Edilizia residenziale convenzionata: tipologie di convenzione e innovazioni introdotte nel 2012 per favorire la circolazione degli immobili”.
Il successivo art. 20 prevede inoltre che ai provvedimenti, alle convenzioni urbanistiche e agli atti d’obbligo posti in essere in attuazione della legge medesima si applichi il trattamento tributario di favore disposto dall’art. 32, comma 2, del D.P.R. 601/1973 (“Disciplina delle agevolazioni tributarie”), e cioè:

  • applicazione dell’Imposta di registro in misura fissa (Euro 168);
  • esenzione dalle Imposte ipotecaria e catastale.

Si vedano in proposito per dettagli gli articoli “La disciplina fiscale dei trasferimenti di immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati” e “La tassazione dei trasferimenti immobiliari nei piani di lottizzazione ad iniziativa pubblica e privata”.
Si rammenta che l’art. 32 del D.P.R. 601/1973 è stato “salvato” dalla generalizzata soppressione delle agevolazioni e delle esenzioni già previste ai fini delle Imposte di registro e ipocatastali sui trasferimenti immobiliari a titolo oneroso disposta dall’art. 10, comma 4, del D. Leg.vo 23/2011 - nella quale, in un primo momento, era incorso - a opera dell’art. 20, comma 4-ter, del D.L. “Sblocca Italia” 133/2014 (L. 164/2014), che ha espressamente inserito anche detta norma in un elenco di disposizioni di favore sottratte alla soppressione.

LA NORMA INTERPRETATIVA APPLICATA DALLA RISOLUZIONE 87/E/2016 - La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 87/E/2006 in commento ha applicato quanto previsto dall’articolo 1, comma 58 della L. 28/12/2015, n. 208 (Legge di Stabilità per il 2016).
Detto comma, con una norma qualificata espressamente come interpretativa dell’art. 32, comma 2 del D.P.R. 601/1973, l’art. 1, comma 58, della Legge di stabilità 2016 (L. 208/2015) ha disposto l’applicazione dell’agevolazione in parola per gli atti di trasferimento delle aree che rientrano negli interventi di edilizia convenzionata (aree produttive ed aree su cui insistono abitazioni economiche e popolari, si tratta pertanto delle aree previste al Titolo III della L. 865/1971), indipendentemente dal titolo di acquisizione della proprietà da parte degli enti locali.

IL QUESITO LASCIATO IN SOSPESO - Nella menzionata Risoluzione 87/E non si rinviene invece risposta all’altro quesito inoltrato dal richiedente, e relativo alla possibile applicazione dell’art. 21, comma 2, del Testo unico dell’Imposta di registro di cui al D.P.R. 131/1986, a mente del quale "se le disposizioni contenute nell’atto derivano necessariamente, per la loro intrinseca natura, le une dalle altre, l’imposta si applica come se l’atto contenesse la sola disposizione che dà luogo all’imposizione più onerosa".
Secondo il richiedente, la convenzione che il comune stipulare con il soggetto attuatore dell’intervento avrebbe natura di atto complesso, in quanto il primo atto di acquisto della proprietà delle aree da parte del comune si collega necessariamente alla successiva cessione delle stesse aree da parte del comune stesso a favore del soggetto attuatore; i due negozi giuridici, dunque, sarebbero retti da un’unica causa rappresentata dalla realizzazione da parte del comune del Piano di edilizia economica e popolare. L’imposta di registro proporzionale andrebbe, quindi, applicata una sola volta, con riferimento al trasferimento che dà luogo alla tassazione più onerosa, in applicazione della menzionata norma del TUR.
Ribadendo che a tale domanda l’Agenzia non ha fornito chiarimento, riteniamo che trattandosi nella fattispecie di due atti distinti e successivi, sia inapplicabile la norma dell’art. 21 del TUR menzionata.

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