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Ultimo aggiornamento
16/09/2016

Progettazione esecutiva interventi contro il dissesto idrogeologico (D.P.C.M. 14/07/2016)

Disponibili 100 milioni di Euro per la redazione di progetti esecutivi, di cui 80% per il Mezzogiorno. Risorse assegnate anno per anno; Tipologia di progettazione finanziata; Scelta degli interventi per i quali finanziare la progettazione; Condizioni di ammissibilità; Criteri per la formazione delle graduatorie regionali ai fini della selezione degli interventi; Entità del finanziamento.
A cura di:
  • Alfonso Mancini

L'art. 55 della L. 28/12/2015, n. 221 ha istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il “Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico”, il cui obiettivo è di favorire un efficace avanzamento delle attività progettuali di opere di mitigazione del rischio idrogeologico e rendere le stesse immediatamente cantierabili.
A detto fondo sono affluite risorse per 100 milioni di Euro assegnate dalla Delibera CIPE 20/02/2015, n. 32, nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione, oltre alle somme imputate agli oneri di progettazione nei quadri economici dei progetti definitivi approvati, ove la progettazione sia stata finanziata a valere sul fondo in questione. Le somme sono da ripartire all’80% nelle aree del Mezzogiorno ed al 20% nelle aree del Centro-Nord.
Ai fini dell’attuazione di quanto sopra è stato emanato il D.P.C.M. 14/07/2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 14/09/2016, n. 215, che disciplina le concrete modalità di funzionamento del fondo.
Di seguito i punti principali in sintesi. Per una trattazione più generale della pianificazione per gli interventi volti alla mitigazione del rischio idrogeologico si rinvia anche all’articolo “Dissesto idrogeologico, Piano interventi 2015-2020: normativa, fondi, selezione interventi”.

Risorse assegnate anno per anno

I 100 milioni dell’attuale stanziamento complessivo sono ripartiti - sempre nel rispetto del criterio che prevede l’assegnazione dell’80% nelle aree del Mezzogiorno e del 20% nelle aree del Centro-Nord - come segue:
- 24 milioni nel 2016;
- 50 milioni nel 2017;
- 26 milioni nel 2018.

Tipologia di progettazione finanziata

Il finanziamento del fondo è finalizzato alla redazione del progetto esecutivo per l'avvio delle procedure di affidamento dei lavori [1], prevedendo anche l'elaborazione, ove necessario, dei livelli di progettazione inferiori.

Non sono ammessi al finanziamento gli incarichi di progettazione già conferiti, nonché incarichi per rilievi e indagini appaltati anteriormente alla data di assegnazione dei fondi (salvo quanto previsto all’art. 3, comma 2, del D.P.C.M. in commento, di cui si dirà al punto successivo).

Scelta degli interventi per i quali finanziare la progettazione

Condizioni di ammissibilità

Sulla base del criterio di riparto 80-20 di cui si è detto, un successivo D.P.C.M. dovrà stabilire il riparto tra ciascuna regione, e successivamente saranno elaborate graduatorie regionali.

Nelle graduatorie dovranno trovare finanziamento in via prioritaria gli interventi inseriti nelle tabelle C e D del D.P.C.M. 15/09/2015 recante il piano stralcio per le aree metropolitane ed urbane ad alto rischio di alluvioni (le tabelle sono consultabili in allegato all’articolo “Dissesto idrogeologico, Piano interventi 2015-2020: normativa, fondi, selezione interventi”). In questo caso, a titolo di eccezione rispetto a quanto sopra esposto, sono finanziabili anche gli incarichi di progettazione già conferiti a partire dal 15/09/2015 (art. 3, comma 2, del D.P.C.M.).

A seguire saranno finanziati gli interventi inseriti nel database online del Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS - http://www.rendis.isprambiente.it/rendisweb/) e corredati di almeno uno studio preliminare consistente nella documentazione indicata all’art. 3, comma 4, del D.P.C.M. (qualora invece sia disponibile un progetto conforme ad uno dei livelli progettuali di cui al D. Leg.vo 50/2016, andranno inseriti nel database tutti i relativi elaborati progettuali).

Criteri per la formazione delle graduatorie regionali ai fini della selezione degli interventi

La selezione degli interventi avviene secondo due fasi:
- Fase 1. Accertamento dell’ammissibilità del finanziamento (elementi da valutare e soggetti che svolgono l’istruttoria sono indicati nella tabella A allegata al D.P.C.M. in commento);
- Fase 2. Classificazione delle richieste ammissibili (criteri, pesi e punteggi sono indicati nella tabella B allegata al D.P.C.M. in commento).

Se presenti, deve essere assegnata una riserva di almeno il 20% agli interventi che prevedono sia la mitigazione del rischio che la tutela ed il recupero degli ecosistemi.

Non possono essere previste “opere accessorie” di entità superiore al 10% dell’importo complessivo (cfr. punto 4.1.1 del D.P.C.M. 28/05/2015).

Entità del finanziamento

L’allegato 1 al D.P.C.M. in commento riporta:
- le percentuali da applicare all’importo complessivo degli interventi per la determinazione del valore di riferimento per il computo del finanziamento della progettazione [2];
- moltiplicatori differenti a seconda della tipologia di interventi;
- incidenza basata sui livelli progettuali la cui elaborazione è necessaria a portare il progetto a livello esecutivo in base ai livelli già disponibili.

 



[1] È appena il caso di ricordare come il Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 50/2016 prevede con limitate eccezioni che debba essere messo in gara sempre un progetto di livello esecutivo.

[2] Le percentuali in questione sono state redatte prendendo a riferimento il D.M. 143/2016, ora sostituito dal D.M. 17/06/2016 recante “Approvazione delle tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione adottato ai sensi dell'articolo 24, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016.”.

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