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Ultimo aggiornamento
08/08/2016

Disciplina e regime fiscale dei mutui per la prima casa con provvista della Cassa depositi e prestiti

Sintetico approfondimento sulle norme che prevedono mutui agevolati per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa con provvista della CDP introdotte dal D.L. 102/2013. L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 61/E/2016) ha chiarito che tali mutui sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonché ogni altro tributo o diritto.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

I MUTUI CON PROVVISTA DELLA CDP  - Con l’art. 6, comma 1, lettera a), del D.L. 31/08/2013, n. 102 (convertito in legge dalla L. L. 28/10/2013, n. 124) si è intervenuti - tramite l’introduzione di un nuovo comma 7-bis all’art. 5 del D.L. 30/09/2003, n. 269 (convertito in legge dalla L. 24/11/2003, n. 326) che disciplina le funzioni della Cassa depositi e prestiti (nel seguito, CDP) - per mettere a disposizione degli istituti di credito una base di liquidità finalizzata ad erogare nuovi finanziamenti espressamente destinati a mutui ipotecari su immobili residenziali da destinare prioritariamente:

  • all'acquisto dell'abitazione principale, preferibilmente appartenente ad una delle classi energetiche A, B o C;
  • ad interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico;

il tutto con priorità per le giovani coppie, i nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile e le famiglie numerose.

CONVENZIONE CDP-ABI PER L’ATTUAZIONE DEI MUTUI AGEVOLATI - Per le finalità precedentemente citate le banche possono stipulare finanziamenti secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione tra la CDP l’Associazione Bancaria Italiana (nel seguito, ABI).
Nella convenzione - che è stata stipulata in data 20/11/2013 - sono altresì definite le modalità con cui i minori differenziali sui tassi di interesse in favore delle banche si trasferiscono sul costo del mutuo a vantaggio dei mutuatari. A tal proposito la convenzione chiarisce che l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dalla CDP deve portare ad un miglioramento delle condizioni finanziarie offerte ai mutuatari rispetto a quelle normalmente praticate dalla banca, ed a tal fine nel contratto di mutuo la banca stessa dovrà dare specifica informativa del vantaggio riconosciuto in termini di riduzione del tasso annuo nominale.
Inoltre, in ciascun contratto di mutuo stipulato con il beneficiario deve essere specificato che l’operazione è stata realizzata utilizzando la provvista messa a disposizione da CDP, fermo restando che ciascuna erogazione di ciascun finanziamento sarà comunque subordinata al ricevimento da parte della banca della provvista corrispondente da parte di CDP.

APPILCAZIONE DEL REGIME FISCALE AGEVOLATO - Il comma 5 dell’art. 24 del menzionato D.L. 269/2003 dispone che “Tutti gli atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e formalità relativi alle operazioni di raccolta e di impiego, sotto qualsiasi forma, effettuate dalla gestione separata di cui al comma 8 [1], alla loro esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie anche reali di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate, sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonché ogni altro tributo o diritto”.
L’applicazione di tale disposizione - che ha dato adito ad interpretazioni discordanti - è stata oggetto di interpretazione definitiva da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 25/07/2016, n. 61/E. Con il menzionato documento di prassi l’Agenzia ha chiarito che la previsione di esenzione di cui all’art. 5, comma 24, del D.L. 269/2003 deve trovare applicazione in relazione al complessivo rapporto di finanziamento contemplato dalla previsione recata dal citato comma 7-bis del medesimo art. 5, e pertanto sia con riferimento al finanziamento intercorrente tra CDP e banche che con riferimento al contratto stipulato tra la banca ed il beneficiario finale.
A tale conclusione l’Agenzia è arrivata in considerazione della stretta correlazione che sussiste tra il contratto di finanziamento stipulato tra CDP e la banca ed il contratto di mutuo stipulato tra la banca ed il beneficiario finale; quest’ultimo si pone infatti come un mero atto esecutivo del contratto di finanziamento stipulato a monte tra la banca e CDP, il cui perfezionamento con l’erogazione della provvista è presupposto necessario ed indispensabile per la successiva erogazione al mutuatario finale.
In conclusione: i contratti di mutuo stipulati tra la banca ed il mutuatario in applicazione delle norme sopra descritte di cui all’art. 5, comma 7-bis, del D.L. 269/2003 come introdotto dal D.L. 102/2013 sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonché ogni altro tributo o diritto.



[1] Si tratta della gestione separata della CDP istituita per dare attuazione alle norme di cui all’art. 5, commi 7 e 7-bis in commento del D.L. 269/2003, e nella quale pertanto rientrano i finanziamenti agevolati per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa con provvista fornita dalla CDP stessa.

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