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Ultimo aggiornamento
08/01/2017

Categorie superspecialistiche (SIOS): il D.M. 248/2016 attuativo del D. Leg.vo 50/2016

Il D.M. 10/11/2016, n. 248 è stato pubblicato sulla G.U. 04/01/2017, n. 3. Inserite tra le SIOS anche la OS 12-B (Bariere paramassi, fermaneve e simili) e la OS 32 (Strutture in legno). Obbligo di personale qualificato adeguate strutture. Riproposto l’art. 79, comma 16, del D.P.R. 207/2010 con importanti novità. Periodo di "monitoraggio" di un anno.
A cura di:
  • Alfonso Mancini

Il Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in data 10/11/2016, n. 248, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 04/01/2017. Si tratta di uno dei decreti più attesi, tra i numerosi provvedimenti attuativi la cui emanazione è prevista dal D. Leg.vo 50/2016, cioè quello relativo alla definizione dell’elenco delle opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità quali strutture, impianti e opere speciali, nonché alla definizione dei requisiti di specializzazione richiesti per la loro esecuzione (cd. categorie “superspecialistiche”, o anche categorie “SIOS”), previsto dall’art. 89, comma 11, del D. Leg.vo 50/2016.
Analizziamo brevemente di seguito le novità principali del decreto, disponibile per la consultazione in allegato alla notizia.

ENTRATA IN VIGORE - Le disposizioni contenute nel decreto si applicano alle procedure e ai contratti i cui bandi o avvisi siano pubblicati successivamente alla data della sua entrata in vigore (19/01/2017) nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi, alle procedure e ai contratti in relazione ai quali, alla data di entrata in vigore, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte.

REGIME TRANSITORIO ORA SUPERATO - Fino alla data di entrata in vigore del decreto in oggetto hanno continuato ad applicarsi - ai sensi dell’art. 216, comma 15, del D. Leg.vo 50/2016 - le disposizioni di cui all’art. 12 del D.L. 47/2014 (convertito dalla L. 80/2014), ora superato, in merito al quale si veda l’articolo “Guida operativa con Tavole sinottiche alla qualificazione nei LL.PP. dopo la conversione del D.L. 47/2014”, che contiene anche due utilissime tavole sinottiche che riepilogano schematicamente le regole per la qualificazione nelle categorie di opere generali e specializzate diverse dalla prevalente.

IL D. LEG.VO 50/2016 E LE CATEGORIE SUPERSPECIALISTICHE - Dalla lettura in combinato disposto dell’art. 89, comma 11 e dell’art. 105, comma 5, del D. Leg.vo 50/2016, si evince che le per le opere rientranti nelle categorie superspecialistiche - qualora il relativo valore superi il 10% dell’importo totale dei lavori messi a gara - non è consentito fare ricorso né all’avvalimento né al subappalto, ove l’importo di quest’ultimo superi il 30% delle opere; inoltre il subappalto non può essere suddiviso senza ragioni obiettive.

CONTENUTI DEL D.M. 248/2016 - Il decreto si porta in sostanziale analogia con l’impianto normativo precedente al nuovo Codice, ma con l’introduzione di alcune novità di rilievo.
In particolare si rileva che l’elenco delle SIOS passa dalle precedenti 13 a 15 categorie, tramite l’inserimento anche delle categorie OS 12-B (Barriere paramassi, fermaneve e simili) e OS 32 (Strutture in legno), per tutto il resto restando invariato l’elenco delle strutture, impianti ed opere contenute nell’art. 12 del menzionato D.L. 47/2014.
Inoltre vengono individuati alcuni requisiti di specializzazione per l’esecuzione delle opere superspecialistiche, con particolare riferimento a: specializzazione e formazione continua e aggiornata del personale tecnico; disponibilità ove pertinente di adeguati stabilimenti industriali. Il tutto, sulla falsariga di un’impostazione generale del D. Leg.vo 50/2016, volta a garantire la competenza di tutti i soggetti coinvolti nelle gare pubbliche.
In merito alla categoria OG11 (impianti tecnologici) viene sostanzialmente riproposto il testo dell’art. 79, comma 16, del D.P.R. 207/2010 - al momento ancora vigente - fatta eccezione per la parte relativa alla individuazione delle categorie nella fase di progetto e successivo bando o avviso di gara. Per agevolare la comprensione si riporta di seguito il testo della parte del provvedimento che ripropone il citato comma 16, evidenziando come testo barrato la parte che non verrà riproposta.

Per la qualificazione nella categoria OG 11, l’impresa deve dimostrare di possedere, per ciascuna delle categorie di opere specializzate individuate con l’acronimo OS 3, OS 28 e OS 30 nella tabella di cui all’allegato A, almeno la percentuale di seguito indicata dei requisiti di ordine speciale previsti dal presente articolo per l’importo corrispondente alla classifica richiesta:
- categoria OS 3: 40%;
- categoria OS 28: 70%;
- categoria OS 30: 70%.
L’impresa qualificata nella categoria OG 11 può eseguire i lavori in ciascuna delle categorie OS 3, OS 28 e OS 30 per la classifica corrispondente a quella posseduta. I certificati di esecuzione dei lavori relativi alla categoria OG 11 indicano, oltre all’importo complessivo dei lavori riferito alla categoria OG 11, anche gli importi dei lavori riferiti a ciascuna delle suddette categorie di opere specializzate e sono utilizzati unicamente per la qualificazione nella categoria OG 11. Ai fini dell’individuazione delle categorie nella fase di progetto e successivo bando o avviso di gara o lettera di invito, un insieme di lavorazioni è definito come appartenente alla categoria OG 11 qualora dette lavorazioni siano riferibili a ciascuna delle categorie specializzate OS 3, OS 28 e OS 30; l’importo di ciascuna di tali categorie di opere specializzate, così individuate, deve essere pari almeno alla percentuale di seguito indicata dell’importo globale delle lavorazioni attinenti alla categoria OG 11:
- categoria OS 3: 10%;
- categoria OS 28: 25%;
- categoria OS 30: 25%.

PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO - Il decreto, secondo il Ministero proponente, è volto a risolvere “due ordini di criticità”, consistenti nell’esigenza di “garantire una adeguata competenza nella realizzazione di opere che hanno un particolare impatto sull’incolumità e sulla salute pubblica” e nella necessità di tutelare, al contempo, “la concorrenza nel mercato degli appalti e, dunque, l’accesso delle imprese, anche in considerazione dei principi del TFUE”.
La ratio sottesa alla predisposizione del decreto in esame deve pertanto essere rinvenuta anche nella necessità di trovare un corretto “bilanciamento dei contrapposti interessi tra imprese generali e specialistiche”, individuando un elenco di opere superspecialistiche che tenga conto dell’esigenza di salvaguardare sia il “patrimonio culturale” del Paese, sia “l’incolumità dei lavoratori addetti” alla realizzazione degli interventi, sia, infine, “l’incolumità pubblica” in relazione alla circostanza che alcune di tali opere vanno ad incidere su un contesto “ad elevato rischio sismico ed idrogeologico”.
Il Consiglio di Stato, nel condividere questa impostazione di fondo, ha rilevato che l’effettivo conseguimento di un corretto bilanciamento fra i predetti interessi, così come gli effetti della disciplina in questione sulle imprese, potranno essere valutati, a seguito della concreta applicazione del decreto in esame, tramite l’analisi di alcuni specifici indicatori quali il numero dei contratti stipulati concernenti le opere superspecialistiche, ricavabile dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici, ed il numero degli eventuali contenziosi che scaturiranno dall’applicazione della normativa in esame.
Pertanto, in relazione a quanto precede, il Consiglio di Stato ha valutato positivamente la scelta - fatta propria dall’art. 4 del decreto - di sottoporre l’atto normativo ad un periodo di monitoraggio di dodici mesi all’esito del quale si procederà all’aggiornamento del suo contenuto, sia in ragione della circostanza che il contesto normativo nel quale si inserisce il presente decreto potrebbe mutare a seguito della definizione, da parte dell’ANAC, del sistema unico di qualificazione degli operatori economici previsto dall’art. 84 del D. Leg.vo 50/2016, sia in considerazione del fatto che tale previsione potrebbe risultare utile al fine di superare le problematiche paventate da alcune associazioni di settore nel corso del procedimento prodromico alla stesura dello del provvedimento.
Infatti, come già accennato, nel corso dell'iter del provvedimento erano giunte osservazioni e richieste di chiarimenti da parte di diversi stakeholders del settore, in particolare Assoroccia, Federlegnoarredo, Ance e Finco. Il Consiglio di Stato aveva in un primo parere interlocutorio rilevato che in relazione alle richieste delle prime due associazioni l'amministrazione aveva integrato lo schema in esame tramite l’inserimento delle categorie OS 12-B e OS 32 nell’ambito delle opere “superspecialistiche” di cui all’art. 2 del decreto stesso, mentre non aveva fornito adeguati elementi istruttori in merito alle osservazioni e alle proposte di modifica avanzate dalle altre associazioni di settore - ovvero l’Ance e la Finco - e non aveva puntualmente esplicitato, nella documentazione trasmessa alla Sezione, la sua posizione in merito alle succitate osservazioni e proposte di modifica.
Pertanto il Consiglio di Stato aveva ritenuto che fosse necessario fornire puntuali chiarimenti in merito a quanto rilevato dall’Ance e dalla Finco, ed aveva in un primo momento sospeso l’espressione del richiesto parere sul decreto de quo. Per dettagli in merito alle ulteriori delucidazioni fornite dal Ministero proponente sul punto si rinvia alla consultazione del parere del Consiglio di Stato, disponibile in allegato alla presente notizia.

 

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