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Ultimo aggiornamento
15/06/2016

Impianti a fune: Regolamento (UE) n. 2016/424

Nuovo Regolamento per la libera circolazione dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza destinati agli impianti a fune. Norme comuni in tutta l’Unione europea per la progettazione, la costruzione, la messa in servizio e la manutenzione degli impianti a fune.
A cura di:
  • Antonio Renato Soragnese

Il 20 aprile 2016 è entrato in vigore il Regolamento europeo n. 2016/424, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 31 marzo 2016, n. L 81, che stabilisce norme riguardanti la messa a disposizione sul mercato e la libera circolazione dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza destinati agli impianti a fune. Il nuovo Regolamento contiene norme riguardanti la progettazione, la costruzione e la messa in servizio degli impianti a fune nuovi.
La sua applicazione decorre dal 21 aprile 2018, salvo:

  • gli articoli da 22 a 38 e 44, che si devono applicare dal 21 ottobre 2016;
  • l’articolo 45, paragrafo 1, che si deve applicare a partire dal 21 marzo 2018.

Dalla data del 21 aprile 2018 perde efficacia la Direttiva n. 2000/9/CE che ha disciplinato per oltre 16 anni gli impianti a fune in tutta l’Unione europea.
Si ricorda che la Direttiva n. 2000/9/CE è basata sui principi del “nuovo approccio” che stabilisce unicamente i requisiti essenziali di sicurezza applicabili agli impianti a fune, rinviando ai dettagli tecnici adottati dal CEN e CENELEC con le norme armonizzate, le quali forniscono una presunzione di conformità alle prescrizioni della Direttiva n. 2000/9/CE. I suddetti principi hanno dato buoni risultati ma l’esperienza acquisita nell’attuazione della Direttiva n. 2000/9/CE ha fatto emergere la necessità di modificare alcune disposizioni al fine di chiarirle e aggiornarle in modo che sia garantita la certezza del diritto in riferimento, sia all’ambito di applicazione, sia alla valutazione della conformità dei sottosistemi.
Per garantire un’attuazione uniforme in tutta l’Unione europea è stato adottato un Regolamento e non una Direttiva, che è uno strumento giuridico che non lascia spazio a differenze di recepimento da parte degli Stati membri.
Il Regolamento n. 2016/424 è formato da 48 articoli, suddivisi in 6 Capi, e 10 allegati.

AMBITO DI APPLICAZIONE
Le disposizioni generali sono riportate nel Capo I dove, tra l’altro, sono stati dettagliati: l’oggetto, l’ambito di applicazione e le definizioni.
Il Regolamento si applica ai nuovi impianti a fune adibiti al trasporto di persone, alle modifiche degli impianti a fune esistenti per i quali è richiesta una nuova autorizzazione e ai sottosistemi e ai componenti di sicurezza destinati agli impianti a fune.
Esso non si applica:
a) agli ascensori di cui alla Direttiva 2014/33/UE;
b) agli impianti a fune classificati dagli Stati membri come impianti appartenenti al patrimonio storico o culturale, messi in servizio prima del 1° gennaio 1986 e ancora in esercizio, che non abbiano subito modifiche significative di progettazione o costruzione, compresi i sottosistemi e i componenti di sicurezza specificamente progettati per detti impianti;
c) agli impianti destinati agli usi agricoli o forestali;
d) agli impianti a fune al servizio di rifugi e baite di montagna destinati esclusivamente al trasporto di merci e di persone specificamente designate;
e) alle attrezzature fisse e mobili che servono esclusivamente per il divertimento e a scopi ricreativi e non come mezzi adibiti al trasporto di persone;
f) agli impianti minerari o ad altri impianti in siti industriali utilizzati per attività industriali;
g) agli impianti i cui utenti o veicoli si trovino sull'acqua.
Tra le definizioni meritano di essere lette con attenzione:

  • «impianto a fune»: “un intero sistema realizzato in un sito, consistente in infrastrutture e sottosistemi, che è progettato, costruito, montato e messo in servizio al fine di trasportare persone e la cui trazione è assicurata da funi disposte lungo il tracciato”;
  • «sottosistema»: “un sistema elencato nell'allegato I, sia singolarmente che in combinazione con altri, destinato ad essere installato in un impianto a fune”. Un impianto a fune si compone delle infrastrutture e dei seguenti sottosistemi: funi e attacchi di funi; argani e freni; dispositivi meccanici; veicoli; dispositivi elettrotecnici e dispositivi di soccorso;
  • «infrastruttura»: “le strutture delle stazioni o una struttura unitamente alle opere di linea appositamente progettate per ogni impianto a fune e costruite in loco, che tengono conto del tracciato e delle caratteristiche del sistema e che sono necessarie alla costruzione e all'esercizio dell'impianto a fune, comprese le fondazioni”;
  • «componente di sicurezza»: “ogni componente di attrezzature o qualsiasi dispositivo concepito per essere installato in un sottosistema o in un impianto a fune allo scopo di svolgere una funzione di sicurezza, il cui guasto comporta un rischio per la sicurezza o la salute dei passeggeri, del personale di servizio o dei terzi”.

REQUISITI GENERALI
Solo i sottosistemi e i componenti di sicurezza conformi ai requisiti essenziali specificati nel nuovo Regolamento possono essere immessi sul mercato.
Per la messa in servizio degli impianti a fune gli Stati membri devono adottare tutte le misure necessarie per definire le procedure atte a garantire la loro conformità per non mettere a rischio la salute o la sicurezza di persone o beni.
Le procedure devono garantire che gli impianti a fune, i sottosistemi e i componenti, siano installati, messi in servizio, costruiti, adeguatamente installati, sottoposti a manutenzione e impiegati per l’uso a cui sono destinati.
I requisiti essenziali applicabili che devono soddisfare gli impianti a fune e le loro infrastrutture, i loro sottosistemi e i loro componenti di sicurezza, sono stati riportati nell’allegato II. Essi si applicano alla progettazione, alla costruzione e alla messa in esercizio degli impianti a fune e ai sottosistemi e componenti di sicurezza nonché ai requisiti tecnici per l'esercizio e quelli relativi alla manutenzione tecnica. I requisiti generali riguardano la sicurezza delle persone, i principi di sicurezza, la valutazione dei fattori esterni, il dimensionamento, l’assemblaggio, l’integrità dell’impianto a fune, i dispositivi di sicurezza e i requisiti riguardanti la manutenzione tecnica.
Nell’allegato II sono riportati i requisiti relativi: all’infrastruttura, alle funi, agli argani e ai freni nonché agli impianti meccanici ed elettrici; vengono anche specificate le caratteristiche dei veicoli, i dispositivi di traino, i dispositivi per i passeggeri e il personale di servizio ed infine, i requisiti tecnici per l’esercizio.
Gli impianti a fune conformi alle norme armonizzate o a parti di esse si presumono conformi ai requisiti essenziali.
Gli Stati membri non possono vietare, limitare, ostacolare l’immissione sul mercato dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza conformi alle disposizioni del Regolamento in commento.
Ogni Stato membro deve determinare la persona responsabile dell’impianto a fune. Essa è tenuta a svolgere o a fare svolgere, un’analisi di sicurezza dell’impianto per:
a) tenere conto di tutte le modalità di esercizio previste;
b) realizzarla secondo un metodo riconosciuto o consolidato;
c) tenere conto dello stato dell'arte e della complessità dell'impianto a fune in questione;
d) garantire che la progettazione e la configurazione dell'impianto a fune tengano conto dell'ambiente circostante e delle situazioni più sfavorevoli al fine di garantire condizioni di sicurezza soddisfacenti;
e) prendere in considerazione tutti gli aspetti inerenti alla sicurezza dell'impianto a fune e dei suoi fattori esterni nelle fasi di progettazione, costruzione e messa in servizio;
f) consentire, in base all'esperienza maturata, di individuare i rischi che potrebbero manifestarsi durante l'esercizio.
L’analisi di sicurezza, che deve coinvolgere anche i dispositivi di sicurezza, deve essere utilizzata per redigere l’elenco dei rischi e delle situazioni di pericolo e per redigere una “relazione sulla sicurezza” dell’impianto a fune.

AUTORIZZAZIONE DELL’IMPIANTO A FUNE
Le procedure autorizzative alla costruzione e alla messa in esercizio degli impianti a fune devono essere stabilite da ogni Stato membro.
La persona responsabile dell’impianto a fune deve presentare, all’autorità incaricata del rilascio dell’autorizzazione, la relazione sulla sicurezza, la dichiarazione di conformità UE e gli altri documenti relativi alla conformità dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza, nonché la documentazione riguardante le caratteristiche dell'impianto a fune.
Per gli impianti a fune esistenti il rilascio di una nuova autorizzazione di messa in servizio è necessaria quando caratteristiche, sottosistemi o componenti di sicurezza vengono sottoposti a modifiche: l’autorizzazione deve essere rilasciata se le modifiche soddisfano i requisiti essenziali riportati nell’allegato II.
Le procedure autorizzative non devono vietare, limitare o ostacolare, la costruzione e la messa in servizio di impianti a fune che sono conformi alle disposizioni del Regolamento e non presentano rischi per la salute o la sicurezza di persone o beni quando installati in modo corretto e conformemente alla loro destinazione d'uso. Stesse disposizioni per i sottosistemi e i componenti conformi al nuovo Regolamento.
Solo l’impianto che soddisfa le condizioni stabilite nella relazione sulla sicurezza può rimanere in funzione. Nel caso di rischio alla salute, alla sicurezza delle persone o beni, lo Stato membro deve adottare provvedimenti per limitarne o vietare l’esercizio anche se l’impianto è stato autorizzato e viene utilizzato conformemente alla sua destinazione d’uso.

OBBLIGHI DEGLI OPERATORI ECONOMICI
Il Capo II riporta le disposizioni riguardanti gli operatori economici che, in base alla sua definizione, sono: “il fabbricante, il mandatario, l'importatore e il distributore di un sottosistema o di un componente di sicurezza”.
In particolare, gli obblighi dei fabbricanti sono quelli di garantire che i sottosistemi o i componenti di sicurezza o dell’installazione degli stessi in un impianto a fune, siano conformi ai requisiti essenziali, di cui all’allegato II, all’atto dell’immissione sul mercato. Per dimostrare ciò devono redigere la documentazione tecnica indicata nell’allegato VIII e, dopo che hanno eseguito o fatto eseguire la procedura di valutazione della conformità più idonea secondo le disposizioni dell’articolo 18, redigono una dichiarazione di conformità UE e appongono la marcatura CE.
La suddetta documentazione deve essere conservata per 30 anni.
Si rinvia per maggiori dettagli al Regolamento in commento per quanto riguarda gli altri obblighi dei fabbricanti, dei mandatari, degli importatori, dei distributori e i casi in cui gli obblighi dei fabbricanti si applicano anche agli importatori e ai distributori nonché, le informazioni che devono essere date alle Autorità di vigilanza per identificare gli operatori economici coinvolti nella fornitura di un sottosistema o di un componente.

CONFORMITÀ DI SOTTOSISTEMI E COMPONENTI DI SICUREZZA
Con riferimento alle norme concernenti la conformità di sottosistemi e componenti di sicurezza, nel Capo III del nuovo Regolamento sono dettagliate le disposizioni per la loro presunzione alle norme armonizzate pubblicate nella G.U.U.E., le procedure di valutazione della conformità che deve scegliere il fabbricante, il contenuto di una dichiarazione UE, i principi generali per la marcatura CE ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento n. 765/2008 e le regole e le condizioni per l’apposizione della marcatura CE.
Con riferimento alle procedure di valutazione della conformità dei sottosistemi e dei componenti di sicurezza:

  • l’allegato III riporta il Modulo B: Certificazione UE - tipo di produzione;
  • l’allegato IV riporta il Modulo D: Conformità al tipo basata sulla garanzia di qualità del processo di produzione;
  • l’allegato V riporta il Modulo F: Conformità al tipo basata sulla verifica del sottosistema o del componente di sicurezza;
  • l’allegato VI riporta il Modulo G: Conformità basata sulla verifica di un unico prodotto;
  • l’allegato VII riporta il Modulo H 1: Conformità basata sulla garanzia di qualità totale e sull'esame del progetto.

Il Regolamento in commento è completato dalle norme riguardanti:

  • la notifica degli organismi di valutazione della conformità, contenute nel Capo IV;
  • la vigilanza del mercato dell'Unione, controlli sui sottosistemi e i componenti di sicurezza che entrano nel mercato dell'Unione e procedura di salvaguardia dell'Unione, contenute nel Capo V;
  • le procedure di Comitato, le sanzioni e le disposizioni transitorie, contenute nel Capo VI.

Con riferimento alle norme transitorie si rileva che gli Stati membri non devono ostacolare la messa a disposizione sul mercato di sottosistemi o componenti di sicurezza oggetto della Direttiva n. 2000/9/CE conformi a tale Direttiva e immessi sul mercato prima del 21 aprile 2018. Stesse disposizioni per la messa in servizio di impianti a fune oggetto della Direttiva n. 2000/9/CE conformi a tale Direttiva e installati prima del 21 aprile 2018. Per quanto riguarda i componenti di sicurezza, sono validi gli attestati e le approvazioni rilasciate a norma della Direttiva n. 2000/9/CE.

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