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Ultimo aggiornamento
09/05/2018

Attività del Direttore dei Lavori nel decreto attuativo del D. Leg.vo 50/2016

Sintesi operativa dello schema di decreto ministeriale attuativo dell’art. 111 del D. Leg.vo 50/2016 che regolamenta l’attività del direttore dei lavori, in corso di approvazione. Stato dell’iter, regime transitorio, figura e incompatibilità del DL, compiti nella fase preliminare ed esecutiva, tenuta della contabilità, contabilità semplificata. Testo aggiornato disponibile.
A cura di:
  • Dino de Paolis
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PREMESSA, ITER DI APPROVAZIONE, REGIME TRANSITORIO
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Contenuti del decreto

L’art. 111 del Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 18/04/2016 n. 50 (nel seguito, anche “Codice”) prevede, al comma 1, che l’ANAC formuli una proposta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l’adozione, sotto forma di decreto ministeriale, di linee guida che individuino le modalità e la tipologia di atti attraverso i quali il Direttore dei Lavori (nel seguito, “DL”) effettua l’attività descritta al comma 3 dell’art. 101, ossia il controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione dell’intervento, finalizzato a garantire che i lavori siano eseguiti a regola d’arte e in conformità al progetto e al contratto.

Il decreto in questione definisce inoltre:

- le modalità di svolgimento della verifica di conformità in corso di esecuzione e finale e la relativa tempistica;

- i casi in cui il direttore dell’esecuzione può essere incaricato della verifica di conformità;

- le modalità di nomina, i casi di incompatibilità e le specifiche funzioni del direttore dell’esecuzione;

- i criteri in base ai quali, nel caso di sospensioni totali o parziali dei lavori disposte dalla stazione appaltante per cause diverse da quelle di cui ai commi 1, 2 e 4 dell’art. 107, l’esecutore può chiedere il risarcimento dei danni subiti.


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Iter di approvazione

La bozza di decreto in questione, inizialmente definita nei mesi di maggio e giugno 2016, era stata sostanzialmente bocciata nella forma e nella sostanza dal Consiglio di Stato, con il parere reso in data 03/11/2016, ed è stata di conseguenza completamente riscritta.

La nuova proposta ha ricevuto i pareri della Conferenza unificata, nuovamente del Consiglio di Stato della Commissione ambiente della Camera, dell’ANAC e del Consiglio superiore dei lavori pubblici (tutti consultabili in allegato). Dopo le lievi rettifiche conseguenti ai nuovi menzionati pareri, la bozza di decreto è stata registrata in Corte dei Conti ai primi di maggio, ultimo passo prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.


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Regime transitorio

Fino alla data di entrata in vigore del decreto in commento, continuano ad applicarsi - ai sensi dell’art. 216, comma 17, del D. Leg.vo 50/2016 - le disposizioni di cui agli artt. 178-210 del D.P.R. 207/2010 (Parte II, Titolo IX, Capi I e II). Viceversa risultano già abrogate le disposizioni di cui agli artt. 147-177 del D.P.R. 207/2010, che nella bozza di decreto in commento vengono in gran parte riprese.

Si riporta di seguito una sintesi operativa dei principali contenuti della bozza di decreto afferenti il direttore dei lavori, rinviando per approfondimenti alla lettura del testo (allegati scaricabili).



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Figura del direttore lavori, incompatibilità e rapporti
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Incompatibilità del DL

Il ruolo del DL è incompatibile con l’accettazione di incarichi professionali dall’impresa aggiudicataria, fino al momento del collaudo. A tal proposito il DL - in caso di rapporti pregressi intercorrenti con l’aggiudicatario - deve segnalarne l’esistenza alla stazione appaltante per la valutazione discrezionale sull’incidenza di detti rapporti sull’incarico da svolgere. Tali incompatibilità devono essere riportate nel bando di gara.

Si segnala che non compare nella nuova versione del decreto l’incompatibilità del DL con lo svolgimento dell’attività di verifica preventiva della progettazione, che era presente nella versione originaria.


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Rapporti tra Direttore dei lavori e RUP

Il decreto in bozza ribadisce che l’esecuzione dei contratti è diretta dal RUP, che impartisce al DL le disposizioni e le istruzioni occorrenti a garantire la regolarità dei lavori, fissa l’ordine da seguirsi nella loro esecuzione, stabilisce la periodicità con la quale il DL è tenuto a relazionarlo sull’andamento delle attività.

Il DL a sua volta opera in autonomia in ordine al controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione dell’intervento, affinché i lavori siano eseguiti a regola d’arte e in conformità al progetto e al contratto, ma nel rispetto delle disposizioni di servizio eventualmente impartite dal RUP.

Nel caso in cui il RUP impartisca un ordine di servizio che a giudizio del DL potrebbe compromettere la regolare esecuzione dell’opera, lo stesso DL deve comunicare per iscritto al RUP le ragioni, adeguatamente motivate, del proprio dissenso, e soltanto se quest’ultimo conferma la propria posizione il DL è tenuto a procedere conformemente alle istruzioni ricevute.


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Rapporti tra Direttore dei lavori e Coordinatore per la sicurezza

Stante la possibilità - espressamente prevista dall’art. 101, comma 3, lettera d), del Codice - che dette figure possano coincidere nella stessa persona, il decreto in bozza precisa che qualora invece le funzioni siano in capo a persone diverse, il Coordinatore assume direttamente la responsabilità per le funzioni ad esso assegnate dalla normativa sulla sicurezza, operando in piena autonomia, ancorché coordinandosi con il DL.



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COMPITI DEL DIRETTORE LAVORI NELLA FASE PRELIMINARE
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Attestazione dello stato dei luoghi

L’art. 6 della bozza di decreto sostanzialmente riproduce l’art. 106, comma 1, del D.P.R. 207/2010, relativo all’onere del DL di fornire al RUP attestazione dello stato dei luoghi prima dell’avvio della procedura di scelta del contraente (onere che ricade direttamente sul RUP se il DL non sia ancora stato nominato per cause impreviste o imprevedibili).


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Consegna dei lavori

L’art. 7 della bozza di decreto sostanzialmente riproduce, con poche modifiche e innovazioni, gli artt. 153-157 del D.P.R. 207/2010.

Confermato in particolare il termine di 45 giorni decorrente dalla stipula del contratto (oppure dalla sua registrazione in Corte dei Conti o dalla sua approvazione per le amministrazioni statali) per procedere alla consegna dei lavori.

Tra le innovazioni si segnala che qualora l’esecutore non si presenti nel giorno stabilito senza giustificato motivo, la stazione appaltante può direttamente procedere a risolvere il contratto ed incamerare la cauzione, senza dover preventivamente fissare una seconda data come previsto dall’art. 153, comma 7, del D.P.R. 207/2010.

Sostanzialmente confermate le disposizioni previgenti in materia di:

- ritardata consegna e facoltà di recesso dell’esecutore;

- riconoscimenti a favore dell’esecutore in caso di ritardata consegna dei lavori;

- sospensione della consegna;

- contenuto del verbale di consegna;

- consegna parziale a causa di temporanea indisponibilità di aree ed immobili;

- subentro di un esecutore ad un altro.

Si prevede che in caso di ritardo nella consegna per fatto del direttore dei lavori tale ritardo viene valutato dalla stazione appaltante ai fini della valutazione della performance. Se il DL è un soggetto esterno, le conseguenze della ritardata consegna sono indicate all’atto del conferimento dell’incarico, pertanto dal contratto o dal disciplinare d’incarico.

Si prevede la consegna d’urgenza nei casi previsti dall’art. 32, comma 8, del D. Leg.vo 50/2016 (eventi oggettivamente imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo per persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero per il patrimonio storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della prestazione dedotta nella gara determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che è destinata a soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari).



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COMPITI DEL DIRETTORE LAVORI NELLA FASE DI ESECUZIONE
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Accettazione e qualità dei materiali

Viene sostanzialmente riprodotta, seppure con un maggiore dettaglio, la disciplina contenuta nell’art. 167 del D.P.R. 207/2010.

Si ribadisce dunque questa fondamentale funzione del DL, il quale può anche rifiutare in qualunque tempo i materiali e i componenti deperiti dopo l’introduzione in cantiere o che per qualsiasi causa non risultino conformi alle caratteristiche tecniche indicate nei documenti allegati al contratto, con obbligo per l’impresa affidataria di rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese.


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Verifica del rispetto degli obblighi dell’impresa affidataria e del subappaltatore

Si prevedono controlli periodici in merito al rispetto da parte dell’impresa di tutte le norme in tema di obblighi verso i dipendenti ed in materia ambientale, sociale e del lavoro.

Sono previsti specifici obblighi del DL anche in caso di affidamento di lavorazioni in subappalto o di ricorso da parte dell’impresa all’avvalimento. In tale ultimo caso, il DL dovrà coadiuvare il RUP nella verifica circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto dell’avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria (art. 89, comma 9, del D. Leg.vo 50/2016).


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Gestione delle varianti contrattuali

Il DL fornisce al RUP l’ausilio necessario per gli accertamenti in ordine alla sussistenza delle condizioni contemplate dall’art. 106 del Codice per poter prevedere varianti ai contratti in corso di esecuzione (la cui approvazione spetta sempre al RUP).

Il DL può disporre modifiche di dettaglio non comportanti aumento o diminuzione dell’importo contrattuale, comunicandole al RUP. Si vuole in tal modo dare al DL la necessaria autonomia a disporre modifiche alle lavorazioni su aspetti di dettaglio, salvaguardando al contempo la disciplina delle varianti. Tali modifiche di dettaglio pertanto non costituiscono “varianti” in senso tecnico e possono essere disposte anche al di là dei casi previsti dall’art. 106 del D. Leg.vo 50/2016.

Eventuali varianti non autorizzate ma la cui realizzazione è promossa dal DL ricadono nella piena responsabilità di quest’ultimo.

Per i casi di cui all’art. 106, comma 12, del D. Leg.vo 50/2016 (varianti entro il quinto dell’importo contrattuale), la determinazione del quinto è effettuata come già dall’art. 161, comma 12, del D.P.R. 207/2010 (somma risultante dal contratto originario, aumentato dell’importo degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi per varianti già intervenute, nonché dell’ammontare degli importi, diversi da quelli a titolo risarcitorio, eventualmente riconosciuti all’esecutore ai sensi degli artt. 239-240 del D. Leg.vo 50/2016).

Si ricorda che in questi casi l’appaltatore non può far valere il diritto alla risoluzione del contratto, mentre nel caso in cui si ecceda il limite del quinto dovrà (entro 10 giorni come già previsto dall’art. 161 del D.P.R. 207/2010) comunicare per iscritto se accetta la prosecuzione dei lavori ed a quali condizioni. La stazione appaltante comunicherà a sua volta nei 45 giorni successivi le proprie determinazioni.

Come nel precedente regime, qualora l’esecutore non dia alcuna risposta alla comunicazione del RUP si intende manifestata la volontà di accettare la variante agli stessi prezzi, patti e condizioni del contratto originario; viceversa se la stazione appaltante non comunica le proprie determinazioni nel termine fissato, si intendono accettate le condizioni avanzate dall’esecutore.


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Contestazioni e riserve

L’art. 11 della bozza di decreto riproduce sostanzialmente la disciplina delle contestazioni e delle riserve già precedentemente prevista dagli artt. 164, 190 e 191 del D.P.R. 207/2010, alla cui lettura si rinvia.


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Sospensione del rapporto contrattuale

Nei casi di cui all’art. 107 del D. Leg.vo 50/2017, il DL può disporre la sospensione dei lavori, redigendo apposito verbale, da inviare al RUP, nel quale devono essere riportate tutte le informazioni indicate nel predetto art. 107. Il DL è responsabile nei confronti della stazione appaltante per eventuali sospensioni illegittime disposte dal DL medesimo al di fuori delle circostanze contemplate dal citato art. 107 del D. Leg.vo 50/2016.

Per quanto riguarda le sospensioni illegittime, innovazioni si registrano nella modalità per calcolare le spese generali infruttifere (già art. 160, comma 2, del D.P.R. 207/2010). I maggiori oneri per spese generali infruttifere si ottengono infatti sottraendo all’importo contrattuale l’utile d’impresa nella misura del 10% e le spese generali nella misura del 15% e calcolando sul risultato la percentuale del 6,5% (questa, uguale a quella prevista dall’art. 160 del D.P.R. 207/2010).

Il verbale di ripresa dei lavori deve essere redatto dal DL entro 5 giorni dalla disposizione di ripresa dei lavori effettuata dal RUP (in precedenza era previsto “non appena venute a cessare le cause della sospensione”).

Per il resto, si rinvia alla lettura degli artt. 158-160 del D.P.R. 207/2010, la cui disciplina è sostanzialmente riproposta.


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Gestione dei sinistri

Nel caso in cui nel corso dell’esecuzione dei lavori si verifichino sinistri alle persone o danni alle proprietà, il DL compila una relazione nella quale descrive il fatto e le presumibili cause e adotta gli opportuni provvedimenti finalizzati a ridurre le conseguenze dannose.

Per il resto, si rinvia alla lettura degli artt. 165-166 del D.P.R. 207/2010, la cui disciplina è sostanzialmente riproposta.


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Funzioni e compiti del DL al termine dei lavori

A fronte della comunicazione di fine lavori da parte dell’impresa, il DL effettua i necessari accertamenti, e redige:

- il certificato di ultimazione dei lavori, da inviare al RUP;

- in contraddittorio con l’impresa affidataria, un verbale di constatazione sullo stato dei lavori, anche ai fini dell’applicazione delle penali previste nel contratto per il caso di ritardata esecuzione.


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Assistenza al collaudo

Il DL fornisce all’organo di collaudo i chiarimenti e le spiegazioni di cui dovesse necessitare, trasmette allo stesso la documentazione relativa all’esecuzione dei lavori e lo assiste nello svolgimento delle operazioni.



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CONTABILITÀ DEI LAVORI
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Generalità

Come in sostanza già disposto dalla disciplina previgente:

- il DL compila con precisione e tempestività i documenti contabili (giornale dei lavori, libretti di misura, registro di contabilità, stati di avanzamento lavori, conto finale), che sono atti pubblici a tutti gli effetti di legge, con i quali si realizza l’accertamento e la registrazione dei fatti producenti spesa;

- il DL provvede all’accertamento e alla registrazione di tutti i fatti producenti spesa contemporaneamente al loro accadere.


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Documenti contabili

Tra i documenti contabili predisposti e tenuti dal DL e/o dai suoi collaboratori non sono più esplicitamente contemplati le liste settimanali, il sommario del registro di contabilità e i certificati per il pagamento delle rate di acconto. Alcune novità possono altresì essere rilevate nell’elenco delle annotazioni da effettuarsi nel giornale dei lavori.


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Forma di tenuta della contabilità

La contabilità dei lavori è effettuata mediante l’utilizzo di strumenti elettronici specifici, che usano piattaforme, anche telematiche, interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari. I software utilizzati devono garantire l’autenticità, la sicurezza dei dati e la loro provenienza dai soggetti competenti.

È altresì previsto che - qualora la DL sia affidata a professionisti esterni all’amministrazione - i software utilizzati devono essere preventivamente accettati dal RUP, che ne verifica l’idoneità e la conformità alle prescrizioni.

In caso di mancato utilizzo di programmi di contabilità computerizzata (mancato utilizzo che deve essere congruamente motivato dalla stazione appaltante, comunicato all’ANAC e può perdurare unicamente per il periodo strettamente necessario per l’adeguamento della stazione appaltante), le annotazioni delle lavorazioni e delle somministrazioni sono trascritte dai libretti delle misure in apposito registro, le cui pagine devono essere preventivamente numerate e firmate dal RUP e dall’esecutore.


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Contabilità semplificata

Per i lavori di importo inferiore a 40.000 Euro è consentita la tenuta di una contabilità semplificata, mediante apposizione sulle fatture di spesa di un visto del DL, volto ad attestare la corrispondenza del lavoro svolto con quanto fatturato, tenendo conto dei lavori effettivamente eseguiti.

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