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Ultimo aggiornamento
27/10/2017

Linee Guida ANAC n. 6 in materia di gravi illeciti professionali

Sintesi operativa dei principali contenuti delle Linee Guida ANAC che danno attuazione all'art. 80, comma 13, del D. Leg.vo 50/2016 (Aggiornate con Delibera ANAC 11/10/2017, n. 1008). L'ambito di applicazione, le situazioni rilevanti ai fini dell'esclusione e le fattispecie esemplificative individuate dal Codice appalti.
A cura di:
  • Maria Francesca Mattei

Con la Determinazione n. 1293 del 16/11/2016 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 03/01/2017, n. 2), il Consiglio dell’ANAC ha adottato le Linee guida n. 6 di attuazione del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 (Codice appalti), in materia di “Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice”. A seguito dell’approvazione del D. Leg.vo 56/2017 (c.d. "correttivo"), con Delibera ANAC 11/10/2017, n. 1008, l’ANAC ha approvato le Linee guida aggiornate, le quali sono consultabili in allegato, unitamente alla relazione illustrativa che esamina le principali modifiche introdotte.
Per lo stato dell’arte di tutti i provvedimenti attuativi del D. Leg.vo 50/2016 si vedano gli articoli “Mappa di attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici” e “Tutte le Linee guida ed i provvedimenti attuativi del D. Leg.vo 50/2016”.

LE LINEE GUIDA SUI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI - Come noto, l’art. 80, comma 5, lettera c), del D. Leg.vo. 50/2016 prevede l’esclusione dalla partecipazione alle procedure d’appalto nel caso in cui la stazione appaltante dimostri “con adeguati mezzi di prova che l’operatore si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità”. A tal fine, la norma individua - in via esemplificativa - alcune ipotesi idonee a concretare il “grave illecito professionale”, con conseguenti ripercussioni sul rapporto fiduciario tra stazione appaltante e operatore. Tra queste:

  • le carenze significative nell’esecuzione di precedenti contratti;
  • il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio;
  • il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto espletamento della procedura di selezione.

Ciò posto le Linee Guida in esame hanno l’obiettivo di:

  • precisare i mezzi di prova adeguati a comprovare le predette cause di esclusione;
  • individuare quali carenze nell’esecuzione di un precedente contratto d’appalto possano considerarsi significative;
  • specificare e circostanziare le fattispecie esemplificative individuate dalla norma;
  • identificare - sempre in via esemplificativa - ulteriori ipotesi rilevanti.

AMBITO DI APPLICAZIONE - La causa di esclusione in esame si applica ai settori ordinari per le aggiudicazioni sia sopra che sotto soglia, nonché ai settori speciali quando l’ente aggiudicatore è un’amministrazione aggiudicatrice.
I motivi di esclusione individuati dalla norma valgono anche ai fini della qualificazione degli esecutori di lavori pubblici, dei subappaltatori, delle imprese ausiliarie e del contraente generale.
Sono invece escluse dall’applicazione le aziende o società sottoposte a sequestro o confisca ex art. 12-sexies, D.L. 306/1992 o L. 575/1965 e affidate a un custode o amministratore giudiziario o finanziario, limitatamente a quelle riferite al periodo precedente a tale affidamento.

SITUAZIONI RILEVANTI AI FINI DELL’ESCLUSIONE - La stazione appaltante deve valutare la commissione di illeciti professionali gravi accertati con provvedimento esecutivo, tali da rendere dubbia l’integrità del concorrente, intesa come la sua moralità professionale oppure la sua affidabilità, intesa come la sua reale capacità tecnico professionale in relazione alla specifica prestazione oggetto di affidamento. I suddetti illeciti rilevano a prescindere dalla loro natura civile, penale o amministrativa. Inoltre, si attribuisce rilevanza ostativa alle condanne non definitive per alcuni reati incidenti sulla moralità professionale. 
Al ricorrere dei presupposti suindicati, rilevano quali cause ostative i comportamenti gravi e significativi riscontrati nell’esecuzione di precedenti contratti, anche stipulati con altre amministrazioni, che costituiscano singolarmente un grave illecito professionale e siano sintomatici di persistenti carenze professionali nell’esecuzione di prestazioni contrattuali (per dettagli si veda il paragrafo 2.2.1 delle Linee guida).
Rilevano, altresì, i comportamenti posti in essere dal concorrente volontariamente e consapevolmente, al fine di alterare illecitamente la par condicio tra i concorrenti o di soddisfare illecitamente interessi personali in danno dell’amministrazione aggiudicatrice o di altri partecipanti (per dettagli si veda il paragrafo 2.2.2 delle Linee guida).
Sono idonei a incidere sull’integrità del concorrente o sulla sua affidabilità: i comportamenti posti in essere con dolo o colpa grave, volti a ingenerare, nell’amministrazione, un convincimento erroneo su una circostanza rilevante ai fini della partecipazione o dell’attribuzione del punteggio (per dettagli si veda il paragrafo 2.1.2.3 delle Linee guida); i comportamenti contrari al dovere di leale collaborazione che abbiano comportato la mancata sottoscrizione del contratto per fatto doloso o gravemente colposo dell’affidatario e la conseguente escussione della garanzia (per dettagli si veda il paragrafo 2.1.2.4 delle Linee guida); i provvedimenti di condanna, anche non definitivi, per determinati reati (per dettagli si veda il paragrafo 2.1.2.5 delle Linee guida).

SOGGETTI DA CONSIDERARE AI FINI DELLE VIOLAZIONI - La stazione appaltante deve verificare l’assenza delle cause ostative in capo:

  • all’operatore economico, quando i gravi illeciti professionali sono riferibili direttamente allo stesso in quanto persona giuridica;
  • ai soggetti individuati dall’art. 80, comma 3, del Codice appalti quando i comportamenti ostativi sono riferibili esclusivamente a persone fisiche;
  • al subappaltatore nei casi previsti dall’art. 105, comma 6, del Codice appalti.

MEZZI DI PROVA E CRITERI DI VALUTAZIONE - Le stazioni appaltanti sono tenute a comunicare all’Autorità, ai fini dell’iscrizione nel Casellario Informatico di cui all’art. 213, comma 10, del Codice appalti i provvedimenti dalle stesse adottati e i provvedimenti emessi in sede giudiziale con riferimento ai contratti dalle stesse affidati idonei a incidere sull’integrità e l’affidabilità dei concorrenti. L’inadempimento dell’obbligo di comunicazione comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 213, comma 13, del Codice appalti.
Gli operatori economici, ai fini della partecipazione alle procedure di affidamento, sono tenuti a dichiarare, mediante utilizzo del modello DGUE, tutti i provvedimenti astrattamente idonei a porre in dubbio l’integrità o l’affidabilità del concorrente, anche se non ancora inseriti nel Casellario Informatico. La stazione appaltante che venga a conoscenza della sussistenza di una causa ostativa non inserita nel Casellario Informatico ne tiene conto ai fini delle valutazioni di competenza, previe idonee verifiche in ordine all’accertamento della veridicità dei fatti.
La durata dell’interdizione alla partecipazione alle procedure di affidamento è pari a cinque anni, se la sentenza penale di condanna non fissa la durata della pena accessoria; è pari alla durata della pena principale se questa è di durata inferiore a cinque anni. La durata dell’interdizione è pari a tre anni, decorrenti dalla data dell’accertamento del fatto ove non sia intervenuta una sentenza penale di condanna.

PROCEDIMENTO IN CONTRADDITTORIO E MISURE DI SELF-CLEANING -La sussistenza dei presupposti per l’esclusione dalla gara ai sensi dell’art. 80, comma 5, lettera c) del Codice appalti deve essere valutata in contraddittorio con l’operatore economico interessato in relazione alle circostanze concrete e in considerazione dell'oggetto e delle caratteristiche dell'appalto. La relativa decisione deve essere adeguatamente motivata.
L’operatore economico è ammesso a provare di aver adottato, entro il termine fissato per la presentazione delle offerte, misure di self-cleaning sufficienti a dimostrare la sua integrità e affidabilità nell’esecuzione del contratto oggetto di affidamento, indicandole specificamente nel DGUE.
Le valutazioni della stazione appaltante in ordine alle misure di self-cleaning sono effettuate in contraddittorio con l’operatore economico e la decisione assunta deve essere adeguatamente motivata. 
 

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