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Ultimo aggiornamento
22/12/2017

ISTAT - Indice prezzi al consumo FOI e adeguamento TFR - NOVEMBRE 2017

L'indice misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi rappresentativi di tutti quelli destinati al consumo finale delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente, ed è usato per adeguare periodicamente i valori monetari, come gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato, ed il trattamento di fine rapporto (TFR). AGGIORNAMENTO novembre 2017 (Comunicato ISTAT 14/12/2017).
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

Nel mese di novembre 2017, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, si attesta sul valore di 100,8, con una diminuzione di -0,1 rispetto al mese precedente, un aumento di +0,8 rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente ed un aumento di +0,9 rispetto al corrispondente mese di due anni precedenti. Si veda la tabella di seguito.

Indice generale FOI novembre 2017

100,8

Variazione % rispetto al mese precedente

-0,1

Variazione % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+0,8

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+0,9


Di conseguenza, il coefficiente per rivalutare il trattamento di fine rapporto (TFR) accantonato al 30 ottobre, spettante ad un dipendente che cessa il proprio rapporto di lavoro nel periodo che va dal 15/11/2017 al 14/12/2017 è pari a 1,748878%.
L’Indice FOI è utilizzato prevalentemente per la rivalutazione del trattamento di fine rapporto e per la rivalutazione dei canoni di locazione immobiliare. Si forniscono di seguito alcuni ulteriori dettagli ed esempi di calcolo, rinviando per tutti gli indicatori economici, i tassi di interesse ed i costi di costruzione oggetto di verifica da parte di Legislazione Tecnica, con le serie storiche e le modalità di calcolo, alla pagina Indici, tassi e costi di costruzione.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO - Ai sensi dell’articolo 2120 del Codice civile, comma 4, il trattamento di fine rapporto “con esclusione della quota maturata nell'anno, è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall'ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente”. Il successivo comma 5 prevede altresì, che “ai fini della applicazione del tasso di rivalutazione di cui al comma precedente per frazioni di anno, l'incremento dell'indice ISTAT è quello risultante nel mese di cessazione del rapporto di lavoro rispetto a quello di dicembre dell'anno precedente. Le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni si computano come mese intero”.
In pratica, il calcolo si effettua ricavando il 75% dell’incremento dell’indice del mese di riferimento rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente, e sommando a questo valore un coefficiente pari a 0,125 per ciascun mese (1,50 / 12). A maggiore chiarezza si fornisce un esempio di calcolo. Nel caso in cui non vi sia incremento nell’indice Istat, o addirittura vi sia un decremento, la relativa componente verrà considerata pari a zero, e si farà quindi riferimento solo alla parte fissa

Esempio di calcolo (dati fittizi)

1

Importo TRF accantonato al dicembre dell’anno precedente

10.000 Euro

2

Mese di cessazione del rapporto di lavoro

Maggio

3

Indice FOI mese di cessazione

105,00

4

Indice FOI mese dicembre dell’anno precedente

102,00

5

Incremento percentuale
(riga 3 / riga 4 - 1 x 100)

2,941176%

6

75% incremento percentuale
(riga 5 x 0,75)

2,205882%

7

Coefficiente fisso
(0,125 x 5)

0,60

8

Coefficiente di rivalutazione TFR
(riga 6 + riga 7)

2,805882%

9

Importo TFR rivalutato
(riga 1 x riga 8)

10.280,59 Euro

 

CANONI DI LOCAZIONE IMMOBILIARE - Per locazione degli immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione (ad esempio i negozi) - che è disciplinata dal Capo II (artt. 27-42) del Titolo I della L. 392/1978, vige l’art. 32 della citata L. 392/1978, in base al quale:
- le parti possono convenire che il canone di locazione sia aggiornato annualmente su richiesta del locatore;
- per i contratti stipulati alla durata minima (6+6), l’aggiornamento non può essere superiore al 75% della variazione dell’Indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati;
- l’aggiornamento può riguardare anche le locazioni stagionali.
Per le locazioni abitative non ad equo canone, disciplinate dalla L. 431/1998, l’eventuale previsione di un aggiornamento in base all’Indice ISTAT è rimessa alla libera contrattazione delle parti, quando non sia oggetto degli accordi stipulati in sede locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori, ai sensi dell’art. 2, comma 3, della L. 431/1998.
In tutti i casi trattati al presente paragrafo, l’aggiornamento - se spettante in base alle pattuizioni vigenti - andrà calcolata sulla base della variazione dell’Indice ISTAT FOI intervenuta ogni anno nel mese corrispondente a quello di stipula del contratto (ad esempio in caso di contratto stipulato a gennaio 2016, la variazione andrà calcolata, nella misura pattuita, in base all’Indice ISTAT del mese di gennaio 2017 a valere sui canoni 2017, gennaio 2018 a valere sui canoni 2018, e così via). Il tutto, ovviamente, salvo diverse pattuizioni tra le parti.
Usualmente i contratti prevedono comunque un aggiornamento in misura pari al 100% oppure al 75% dell’Indice ISTAT.
Si ricorda che per gli immobili ad uso diverso da quello abitativo, l’originaria versione dell’art. 32 della L. 392/1978 prevedeva l’aggiornamento del canone con frequenza biennale; detta disposizione è stata poi modificata dal D.L. 07/02/1985, n. 12 (L. 05/04/1985, n. 118), che ha sancito anche per questi immobili il passaggio al regime di aggiornamento annuale a far data dal 08/04/1985. L’aggiornamento biennale permane quindi a tutt’oggi solamente per contratti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore del D.L. 12/1985 che ancora proseguono di rinnovo in rinnovo.

Esempio di calcolo (dati fittizi)

1

Canone di locazione mensile

1.000 Euro

2

Indice FOI mese di corresponsione del canone

109,00

3

Indice FOI corrispondente mese dell’anno precedente

107,00

4

Incremento percentuale
(riga 2 / riga 3 - 1 x 100)

1,87%

5

Canone rivalutato al 100%
(riga 1 x riga 4)

1.018,70 Euro

6

75% incremento percentuale
(riga 4 x 0,75)

1,40%

7

Canone rivalutato al 75%
(riga 1 x riga 6)

1.014 Euro

 

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