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Ultimo aggiornamento
12/07/2017

Detassazione “premi di risultato”: le misure a regime (LL. 208/2015 e 232/2016 e D.M. attuativo 25/03/2016)

I “premi di risultato” erogati a dipendenti privati con reddito non superiore a 80.000 sono sottoposti ad imposta sostitutiva dell’IRPEF con aliquota al 10%, entro il limite di 3.000 Euro lordi, elevato a 4.000 Euro per le imprese che coinvolgano pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro, ed operano unicamente. Per i contratti sottoscritti dal 24/04/2017, il limite di 4.000 Euro è stato rimosso ad opera del D.L. 50/2017.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

La Legge di Stabilità 2016 (L. 28/12/2015 n. 208), ha introdotto (commi 182-189 dell’articolo unico) nuove misure per la detassazione dei premi di produttività di ammontare variabile. A tali disposizioni è stata data attuazione con il successivo D.M. 25/03/2016. In seguito, l'art. 1, comma 160, della Legge di Bilancio 2017 (L. 11/12/2016, n. 232), hanno ampliato e rimodulato la misura come di seguito illustrato.

LE MISURE DELLA L. 208/2015 - La L. 208/2015 ha introdotto a regime una disciplina tributaria specifica per gli emolumenti retributivi dei lavoratori dipendenti privati di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili, nonché per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.
Dette somme sono sottoposte ad imposta sostitutiva dell’IRPEF con aliquota al 10%, entro il limite di 2.000 Euro lordi, elevato a 2.500 Euro per le imprese che coinvolgano pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro, ed operano unicamente nei riguardi dei dipendenti privati con reddito non superiore a 50.000 Euro. A partire dal 2017 i suddetti limiti sono stati ampliati rispettivamente a 3.000 e 4.000 Euro lordi, ad opera della L. 232/2016; ampliata anche a 80.000 Euro la soglia di reddito entro la quale i lavoratori possono rientrare nella misura in oggetto. Infine, con riferimento ai contratti sottoscritti a far data dal 24/04/2017, il limite massimale di 4.000 Euro per le imprese che coinvolgano pariteticamente i lavoratori è stato rimmosso, ad opera dell'art. 55 del D.L. 24/04/2017, n. 50 (convertito in legge dalla L. 21/06/2017, n. 96). In pratica per questi contratti, la disciplina qui illustrata opera senza limiti di importo.
L'art. 1, comma 160, lettera c), della L. 232/2016 ha infine previsto che alcuni valori, somme o servizi, qualora siano percepiti o goduti dal dipendente, per sua scelta, in sostituzione, totale o parziale, delle somme oggetto del suddetto regime tributario agevolato, non concorrono a formare il reddito del lavoratore dipendente ai fini dell’applicazione della misura in oggetto.

PRECEDENTI NORMATIVI - Le misure in questione sostituiscono - rendendole permanenti - le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro per il 2014 dettate dall’art. 1, commi 481 e 482, della L. 228/2012 (Legge di stabilità 2013) e dal successivo D.P.C.M. 19/02/2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29/04/2014); dette disposizioni avevano a loro volta prorogato quelle già introdotte dal D.L. 93/2008, il cui regime era già in precedenza stato prorogato per gli anni 2009 - art. 5 del D.L. 185/2008, convertito con modificazioni dalla L. 2/2009, e 2010 - art. 2, commi 156 e 157, della L. 191/2009), limitatamente però ai soli elementi retributivi premiali (premi di produttività).

MISURE ATTUATIVE - Come accennato, il D.M. 25/03/2016 del Ministero del lavoro e politiche sociali (di cui è stata data notizia attraverso il comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14/05/2016, n. 112) ha dettato le misure attuative. Il decreto ha in particolare chiarito che per “premi di risultato” si intendono le somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione.
L’imposta sostitutiva del 10% si applica, salva espressa rinuncia scritta del lavoratore, alle erogazioni effettuate a partire dal periodo d’imposta 2016. Se le somme ricevute si riferiscono a premi di risultato o partecipazioni agli utili relativi al 2015, l’applicazione del regime di favore è comunque subordinata al rispetto di tutte le condizioni previste dalla L. 208/2015 e dal menzionato D.M. 25/03/206. In questo caso, il deposito dei contratti, se non ancora avvenuto, va fatto entro il 13/06/2016 (ossia 30 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto in esame, avvenuta "per avviso"), unitamente ad una autodichiarazione di conformità del contratto alle disposizioni del decreto medesimo.

CIRCOLARE ESPLICATIVA - Con la Circolare 15/06/2016, n. 28/E, alla cui lettura si rinvia per approfondimenti, l'Agenzia delle Entrate ha poi illustrato l'agevolazione introdotta per i premi di produttività, facendo riferimento anche ai precedenti di prassi che risultino ancora attuali, date le analogie tra la agevolazione in commento e quelle preesistenti, prorogate fino al 2014.

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