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Ultimo aggiornamento
04/11/2016

Le agevolazioni alle imprese per interventi di bonifica dall’amianto (L. 221/2015 e L. 426/1998)

Riepilogo delle agevolazioni in essere, derivanti dalla L. 28/12/2015, n. 221 (credito d’imposta per le imprese che effettuano interventi di bonifica dell’amianto su beni e strutture produttive) e dalla L. 426/1998 e dal D.L. 145/2013 (credito d’imposta per imprese sottoscrittrici di accordi di programma volti a favorire la bonifica nei SIN). AGGIORNAMENTO 04/11/2016: disponibile la piattaforma per le istanze e la Guida ministeriale.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

L’articolo 56 della L. 28/12/2015, n. 221 ha istituito un credito d’imposta per gli anni 2017, 2018 e 2019 per le imprese che effettuano nell’anno 2016 interventi di bonifica dell’amianto su beni e strutture produttive.
L’agevolazione in parola si aggiunge a quella derivante dal Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, introdotto dalla L. 09/12/1998, n. 426 ed approvato con il D.M. 18/09/2001, n. 468 e successive modifiche, nell’ambito del quale è fruibile il credito d’imposta previsto dall'articolo 4, commi da 2 a 10 e 14, del D.L. 145/2013, a favore delle imprese sottoscrittrici di accordi di programma volti a favorire la bonifica e la messa in sicurezza dei siti inquinati di interesse nazionale e la loro riconversione industriale.

CREDITO D’IMPOSTA L. 221/2015, CARATTERISTICHE - Per beneficiare del credito d’imposta gli interventi - da effettuare nell’anno 2016 - dovranno avere un importo unitario di almeno 20.000 euro. Il credito d’imposta spetta nella misura del 50% delle spese sostenute, e beneficia di un limite complessivo di spesa pari a 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019.
Si prevede la ripartizione del credito in tre quote annuali di pari importo. Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi nei quali il credito è utilizzato.
Il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini Irap, non rileva ai fini della determinazione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi, di cui all’articolo 61 del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. 917/1986 (TUIR), né rispetto ai criteri di inerenza per la deducibilità delle spese, di cui all’articolo 109, comma 5, del medesimo TUIR.
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite l’utilizzo obbligatorio del modello F24 in via telematica, attraverso i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

CREDITO D’IMPOSTA L. 221/2015, DECRETO ATTUATIVO 15/06/2016 - Con il D.M. 15/06/2016, adottato in attuazione del comma 4 dell’articolo 56 della L. 221/2015 e pubblicato nella G.U. del 17/10/2016, n. 243, sono state individuate le disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta in esame. In particolare, il decreto individua:

  • le tipologie di interventi ammissibili;
  • le modalità e i termini per la concessione del credito d’imposta a seguito di istanza delle imprese da presentare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
  • le disposizioni idonee ad assicurare il rispetto del limite di spesa complessivo sopra menzionato;
  • i casi di revoca e decadenza dal beneficio e le modalità per il recupero di quanto indebitamente percepito.

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nel rispetto del limite di spesa, determina l’ammontare dell’agevolazione spettante a ciascun beneficiario e trasmette all’Agenzia delle entrate, in via telematica, l’elenco dei soggetti beneficiari e l’importo del credito spettante a ciascuno di essi, nonché le eventuali revoche, anche parziali.
Al riguardo, si segnala che il decreto individua come ammissibili le spese sostenute per interventi di rimozione e smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, dell'amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive ubicati nel territorio nazionale effettuati nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro (come le spese per la rimozione e lo smaltimento di lastre di amianto, coperture in eternit, tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, sistemi di coibentazione). Sono ammesse, inoltre, le spese di consulenze professionali e perizie tecniche nei limiti del 10% delle spese complessive sostenute e comunque non oltre l'ammontare di 10 mila euro per ciascun progetto di bonifica unitariamente considerato.
Le imprese interessate possono presentare la richiesta di accesso al credito a decorrere dal 16/11/2016 e sino al 31/03/2017. Le domande devono essere presentate esclusivamente accedendo alla piattaforma informatica che è stata attivata sul sito www.minambienteamianto.ancitel.it, sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa e devono specificare:

  • il costo complessivo degli interventi;
  • l’ammontare delle singole spese eleggibili;
  • l’ammontare del credito d’imposta richiesto;
  • di non usufruire di altre agevolazioni per le medesime voci di spesa.

Sul sito in questione è attiva anche una sezione di FAQ.
Si segnala che il credito è riconosciuto, previa verifica dell’ammissibilità da parte del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, secondo l’ordine di presentazione delle domande e sino all’esaurimento del limite di spesa complessivo stabilito in 17 milioni di euro.
Si rende disponibile in allegato alla presente notizia la "Guida all'accesso ai contributi" redatta dal Ministero quale strumento finalizzato a favorire la predisposizione delle istanze da parte dei soggetti interessati.

CREDITO D’IMPOSTA BONIFICA AMIANTO NEI SITI DI INTERESSE NAZIONALE - Il tema della bonifica dei siti contaminati dalla presenza di amianto è oggetto della normativa generale per la bonifica dei siti inquinati prevista dalla L. 426/1998 e del relativo Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale approvato con il D.M. 18/09/2001, n. 468 e aggiornato con il D.M. 28/11/2006, n. 308.
I menzionati decreti individuano gli interventi da ritenere prioritari, definiscono i criteri per l’individuazione dei soggetti beneficiari dei finanziamenti e le modalità per l’erogazione e l’utilizzo degli stessi, disciplinano le modalità per il monitoraggio ed il controllo sull’attuazione degli interventi ed effettuano una prima ripartizione delle risorse disponibili.
Tra i siti da bonificare rientranti nel citato programma (cd. “siti di interesse nazionale”, SIN), ve ne sono alcuni in cui l’amianto costituisce il principale inquinante, tra questi in particolare il sito Eternit-Fibronit di Casale Monferrato e l’ex miniera di amianto di Balangero e Corio (TO), tra le cave d’amianto più grandi d’Europa. Altre situazioni di inquinamento ritenute più pericolose ed acute sono quelle dei siti Broni - Fibronit (Milano), Priolo - Eternit siciliana (Siracusa), Napoli-Bagnoli, Bari - Fibronit, Biancavilla - Cave Monte Calvario (Catania), Emarese - Cave di Pietra (Aosta). Per tali siti è quindi applicabile il credito d’imposta previsto dall'articolo 4, commi da 2 a 10 e 14, del D.L. 145/2013, a favore delle imprese sottoscrittrici di accordi di programma volti a favorire la bonifica e la messa in sicurezza dei siti inquinati di interesse nazionale e la loro riconversione industriale.
In attuazione delle citate disposizioni il Ministero dello sviluppo economico ha emanato il D.M. 07/08/2014 che ha dettagliato le modalità e le condizioni con le quali le imprese possono godere del credito d’imposta. Lo stesso Ministero, con il successivo D.M. 18/05/2015 ha fornito ulteriori dettagli sulle misure e intensità delle agevolazioni e ha approvato la modulistica. In base alle previsioni del D.L. 145/2013, il credito d’imposta è concesso per l’acquisto di beni strumentali nuovi e viene erogato a precise condizioni.

 

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