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Ultimo aggiornamento
11/03/2016

Attrezzature a pressione: il D. Leg.vo 26/2016 di recepimento della Direttiva 2014/68/UE

Le disposizioni che recepiscono la nuova disciplina sulle attrezzature a pressione si applicano a decorrere dal 19/07/2016, ad eccezione delle nuove modalità per la classificazione delle attrezzature a pressione, entrate in vigore dal 01/06/2015, ai sensi dell'art. 49 della Direttiva 2014/68/UE.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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PREMESSA

Sulla Gazzetta Ufficiale del 04/03/2016, n. 53 è stato pubblicato il D. Leg.vo 15/02/2016, n. 26, recante attuazione della Direttiva 2014/68/UE concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione (si veda per approfondimenti l’articolo Attrezzature a pressione: Direttiva n. 2014/68/UE.

Il D. Leg.vo 26/2016 si compone di 4 articoli e di 2 Allegati (A e B), ed interviene in maniera significativa modificando il D. Leg.vo 25/02/2000, n. 93, a sua volta attuativo della precedente Direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione, abrogata dalla nuova. Il decreto entra in vigore dal 19/03/2016 ma, ad eccezione delle nuove modalità per la classificazione delle attrezzature a pressione (art. 9, D. Leg.vo 93/2003, come modificato dall'art. 1, comma 1, lettera t) del D. Leg.vo 26/2016), le disposizioni si applicheranno a decorrere dal 19/07/2016.

Il D. Leg.vo 93/2000 si applica alle attrezzature a pressione, definite come "i recipienti, le tubazioni, gli accessori di sicurezza e gli accessori a pressione, ivi compresi gli elementi annessi a parti pressurizzate, quali flange, raccordi, manicotti, supporti, alette mobili". Si segnalano di seguito alcune delle novità più significative recate dal D. Leg.vo 26/2016.



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MESSA A DISPOSIZIONE SUL MERCATO

In base alle modifiche introdotte all’art. 2 del D. Leg.vo 93/2000, le attrezzature a pressione e gli insiemi possono essere immessi sul mercato solo se soddisfano alcune condizioni (rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dal decreto, installazione e manutenzione adeguate, uso conforme allo loro destinazione).

In via eccezionale, durante le fiere e le manifestazioni possono essere posti in esposizione anche prodotti non conformi, purché accompagnati da una dichiarazione grafica evidente che indichi che non possono essere immessi sul mercato in ragione della loro non conformità. Il responsabile della manifestazione ha in tal caso l'obbligo di redigere una relazione tecnica - da mettere a disposizione delle autorità competenti - in cui sono specificate nel dettaglio le appropriate misure di sicurezza atte a garantire l'incolumità delle persone. Alle autorità competenti è data la facoltà di prescrivere eventuali misure aggiuntive.



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PRESUNZIONE DI CONFORMITÀ E DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ UE

Il nuovo art. 5 del D. Leg.vo 93/2000 prevede che le attrezzature a pressione e i sistemi recanti marcatura CE - che risultino conformi alle norme armonizzate o a parti di esse i cui riferimenti normativi sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea -siano considerati conformi ai requisiti essenziali di sicurezza stabiliti dall'Allegato I del nuovo D. Leg.vo 26/2016. Della stessa presunzione di conformità beneficiano anche i materiali utilizzati per la fabbricazione delle attrezzature a pressione o degli insiemi che risultano conformi alle approvazioni europee i cui riferimenti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.

La dichiarazione di conformità, in base al nuovo art. 5, deve: attestare i requisiti di sicurezza di cui all'Allegato I del decreto legislativo; essere strutturata secondo le modalità di cui all'Allegato VII; contenere gli elementi specificati nelle pertinenti procedure di valutazione della conformità di cui all’Allegato III; essere aggiornata continuamente. Se alle attrezzature a pressione o agli insiemi si applicano più atti dell'Unione europea che prescrivono una dichiarazione di conformità, l'articolo stabilisce che venga compilata un'unica dichiarazione di conformità.

Infine, il fabbricante che compila la dichiarazione di conformità è responsabile per la conformità delle attrezzature a pressione o dell’insieme ai requisiti prescritti dal D. Leg.vo 26/2016.



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PROCEDURA DA APPLICARE A LIVELLO NAZIONALE PER LE ATTREZZATURE A PRESSIONE O GLI INSIEMI CHE PRESENTANO DEI RISCHI

Tale procedura prevede l'obbligo - per il Ministero dello sviluppo economico e per Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in qualità di autorità di vigilanza di mercato - di sottoporre un'attrezzatura a pressione o un sistema ad una valutazione: essa investe tutte le prescrizioni del nuovo decreto ed opera nel caso in cui si abbia motivo di ritenere che tale attrezzatura o sistema presenti un rischio per la salute o l'incolumità delle persone, per gli animali domestici o i beni materiali. Nel caso in cui tale attrezzatura o sistema non risulti conforme alle prescrizioni, il Ministero dello sviluppo economico chiede tempestivamente all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure del caso (messa in conformità, ritiro o richiamo dal mercato) in un tempo ragionevole e proporzionato al rischio. Se l'inadempienza non riguarda solo il territorio nazionale, deve inoltre informare sia la Commissione europea che gli altri Stati membri: l'operatore economico dovrà prendere tutte le misure correttive del caso nei confronti di tutte le attrezzature a pressione e di tutti gli insiemi interessati che ha messo a disposizione nel territorio dell'Unione. In assenza di azioni da parte dell'operatore economico interessato, il Ministero dello sviluppo economico adotta le opportune misure informandone l'operatore e dando a questi la possibilità di impugnare le misure entro un termine stabilito.



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CLASSIFICAZIONE DELLE ATTREZZATURE A PRESSIONE SECONDO CRITERI DI PERICOLO CRESCENTE

A tal fine i fluidi sono classificati in due gruppi sulla base del punto di infiammabilità.

Il primo gruppo comprende le sostanze e miscele contenute nelle attrezzature a pressione la cui temperatura massima ammissibile TS è superiore al punto di infiammabilità del fluido e quelle classificate come pericolose. Tra queste si segnalano: esplosivi instabili, gas infiammabili e comburenti, liquidi e solidi infiammabili, sostanze o miscele auto-reattive, liquidi e solidi piroforici, liquidi e solidi comburenti, perossidi organici.

Nel secondo gruppo sono ricomprese le sostanze e miscele non specificamente assegnate al primo gruppo. La classificazione dei recipienti è effettuata con riferimento alla categoria più elevata di ciascuno dei singoli scomparti. Quando invece uno scomparto contiene più fluidi, è classificato in base al fluido che comporta la categoria più elevata. L'Allegato II specifica nel dettaglio tali categorie.

Si rammenta in proposito che le norme di recepimento dell’art. 13 della Direttiva 2014/68/UE (che reca le norme sulla classificazione sopra indicate) dovevano essere adottate entro il 28/02/2015, con applicazione entro il 01/06/2015; tuttavia, poiché l’art. 13 deve considerarsi norma self-executing, la stessa può considerarsi in vigore dalla medesima data del 01/06/2015, e dunque il MiSE ha ritenuto di dover dettare in via amministrativa disposizioni interpretative per l’adeguamento delle procedure operative. Si veda in proposito l’articolo Nuova classificazione delle attrezzature a pressione dal 01/06/2015.

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