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Ultimo aggiornamento
30/01/2016

Collegato ambientale 2016: tutte le novità per edilizia, appalti, ambiente

Rassegna delle tantissime novità contenute nella L. 28/12/2015,n. 221. Valutazione impatto sanitario; Sistemi efficienti di utenza; Attraversamento infrastrutture elettriche su beni demaniali; Green public procurement; Terre e rocce da scavo; Rifiuti ammessi in discarica; Interventi edilizi in aree a rischio idrogeologico; Permessi edilizi manufatti leggeri e prefabbricati.
A cura di:
  • Alfonso Mancini

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18/01/2016, la L. 28/12/2015, n. 221, recante: “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” (cosiddetto “Collegato ambientale” alla Legge di stabilità 2016).
Si fornisce qui di seguito un’ampia panoramica delle tantissime misure di interesse del settore tecnico contenute nel testo.

 

Valutazioni di impatto ambientale incidenti su attività di scarico a mare di acque e di materiale di escavo di fondali marini e di loro movimentazione

Una serie di disposizioni intervengono sulle procedure delle autorizzazioni ambientali riguardanti lo scarico in mare di acque derivanti da attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi o gassosi in mare e l’immersione in mare di materiali di escavo di fondali marini, nonché la movimentazione dei fondali marini derivante dall’attività di posa in mare di cavi e condotte.

In particolare, per tali tipologie di interventi assoggettati alla Valutazione di impatto ambientale (VIA), nazionale o regionale, si prevede che le autorizzazioni ambientali sono istruite e rilasciate dalla stessa autorità competente per il provvedimento, che conclude motivatamente il procedimento di valutazione medesima.

Valutazione di impatto sanitario per determinati progetti

Si prevede lo svolgimento - nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale (VIA) - di una Valutazione di impatto sanitario (VIS), a cura del proponente l’opera o l’intervento, in conformità a linee guida definite dall’Istituto superiore di sanità, per i progetti riguardanti:

  • le raffinerie di petrolio greggio;
  • gli impianti di gassificazione e di liquefazione di almeno 500 tonnellate al giorno di carbone o di scisti bituminosi;
  • i terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto;
  • le centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica superiore a 300 MW.

Sistemi efficienti di utenza (SEU)

Nella definizione di “sistema efficiente di utenza[1], è soppresso il tetto, per l’impianto elettrico, della potenza nominale non superiore a 20 MWe complessivamente installata sullo stesso sito.

Si interviene inoltre sulla disciplina delle condizioni che consentono l’applicazione del regime di particolare favore, in termini di esenzione dal pagamento di oneri generali di sistema e di tariffe di distribuzione e trasmissione, prevedendo che la titolarità delle unità di produzione e di consumo di energia elettrica connesse possa essere in capo a società riconducibili al medesimo gruppo societario.

Sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas

Si amplia l’elenco dei sottoprodotti di origine biologica utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas ai fini dell’accesso ai meccanismi di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili, di cui alla Tabella 1-A dell’Allegato 1, annesso al D.M. 06/07/2012. V. approfondimento: “Incentivi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici (D.M. 06/07/2012)”.

Sono inseriti in tale elenco:

  • i sottoprodotti della trasformazione degli zuccheri tramite fermentazione;
  • i sottoprodotti della lavorazione o raffinazione di oli vegetali nonché della produzione e della trasformazione degli zuccheri da biomasse non alimentari.

Attraversamento di beni demaniali da parte di opere della rete elettrica di trasmissione nazionale

Sono introdotte regole procedurali sulla definizione delle modalità con le quali gli impianti autorizzati possono attraversare beni ed aree demaniali quali strade pubbliche, aeroporti, ferrovie, ecc.

Il soggetto che domanda l’autorizzazione alla costruzione delle opere della rete di trasmissione nazionale, successivamente al decreto di autorizzazione, proporrà le modalità di attraversamento, mentre i soggetti titolari - ovvero gestori di beni, aree e zone demaniali - assumeranno le loro determinazioni relative alla proposta entro 30 giorni.

È previsto un meccanismo di silenzio/assenso tale che, decorso inutilmente il termine suddetto, le modalità proposte dal soggetto richiedente si intendono assentite definitivamente. Le disposizioni in commento si applicherebbero anche ai procedimenti in corso.

Interpretazione autentica su fruizione di incentivi da fonti rinnovabili per gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento

Per gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento connessi ad ambienti a destinazione agricola (art. 3, comma 4-bis del D.L. 78/2009 [2]), la norma che prevede di applicare agli impianti entrati in esercizio entro il 31/12/2012 il regime di incentivazione precedente alla riforma operata dal D. Leg.vo 28/2011 (art. 25, comma 1, del D. Leg.vo 28/2011) si interpreta nel senso che al 31/12/2012 non soltanto deve essere avvenuta l’entrata in esercizio commerciale dell’energia elettrica ma anche l’entrata in esercizio commerciale dell’energia termica.

Acquisti pubblici “verdi” (“green public procurement”)

Si interviene sulla disciplina delle garanzie a corredo dell’offerta nei contratti pubblici, modificando gli artt. 75 e 83 del Codice (D. Leg.vo 163/2006) al fine di prevedere la riduzione dell’importo della garanzia, e del suo eventuale rinnovo, per gli operatori economici in possesso di specifiche qualificazioni ambientali. Viene previsto che il bando, nel caso di adozione del criterio relativo al ciclo di vita, indichi, tra l’altro, il metodo che l’amministrazione aggiudicatrice utilizza per la valutazione dei relativi costi, inclusa la fase di smaltimento e recupero.

Disposizioni per promuovere l’adozione dei sistemi EMAS ed Ecolabel UE

Si prevede che il possesso di determinate registrazioni e certificazioni ambientali costituisca titolo preferenziale nella formulazione delle graduatorie per l’assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale. In particolare, costituisce elemento di preferenza nell’assegnazione dei finanziamenti in materia ambientale:

  • il possesso della certificazione UNI EN ISO 14001;
  • il possesso della certificazione ISO 50001 relativa ad un sistema di gestione razionale dell’energia;
  • il possesso per un proprio prodotto o servizio del marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel UE).

Criteri ambientali minimi negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti di servizi

Si introduce il nuovo art. 68-bis del Codice dei contratti pubblici (D. Leg.vo 163/2006) il quale prevede l’obbligo per le amministrazioni pubbliche (incluse le centrali di committenza) di contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali attraverso l’inserimento, nei documenti di gara relativi ai predetti appalti e affidamenti, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei decreti ministeriali adottati in attuazione del PAN-GPP [3], relativi determinate categorie di forniture e affidamenti.

Atti soggetti a trascrizione nei libri fondiari [4]

Sono introdotti nel novero dei diritti che possono essere intavolati o prenotati nei libri fondiari anche i contratti contemplati dall’art. 2643, numero 2-bis, del Codice civile, vale a dire quelli che trasferiscono, costituiscono o modificano i diritti edificatori comunque denominati, previsti da normative statali o regionali, ovvero da strumenti di pianificazione territoriale.

Terre e rocce da scavo

Si interviene sul D.M. 161/2012, che disciplina l’utilizzazione delle terre e rocce da scavo, al fine di sopprimere, nella definizione di “materiali da scavo” il riferimento ai residui di lavorazione di materiali lapidei (marmi, graniti, pietre, ecc.) anche non connessi alla realizzazione di un’opera e non contenenti sostanze pericolose. V. approfondimento: “La gestione delle terre e rocce da scavo”.

Raccolta e trattamento dei rifiuti di rame e di metalli ferrosi e non ferrosi

Si prevede l’obbligo per il produttore iniziale o altro detentore dei rifiuti di rame o di metalli ferrosi o non ferrosi, che non provvede direttamente al loro trattamento, di consegna dei medesimi rifiuti unicamente a imprese autorizzate alle attività di trasporto e raccolta di rifiuti o di bonifica dei siti o di commercio o di intermediazione senza detenzione dei rifiuti.

Gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici

Si prevede che i sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) adottino per i pannelli fotovoltaici del comparto domestico e professionale (immessi sul mercato successivamente alla data di entrata in vigore della disposizione che dovrebbe inserire la modifica) un sistema di garanzia finanziaria ed un sistema di geolocalizzazione delle medesime tipologie di quelle richieste dal Gestore dei servizi energetici (GSE) nel disciplinare tecnico adottato nel mese di dicembre del 2012 per il recupero e il riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita.

Rifiuti ammessi in discarica

Si dispone l’abrogazione dell’art. 6, comma 1, lettera p), del D. Leg.vo 36/2003, che prevede il divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti con Potere calorifico inferiore (PCI) superiore a 13.000 kJ/Kg [5].

Inoltre si escludono dall’obbligo di trattamento prima del collocamento in discarica i rifiuti il cui trattamento stesso non contribuisce al raggiungimento delle finalità di salvaguardia della salute umana e dell’ambiente e non risulta indispensabile in base normativa vigente, demandando all’ISPRA l’individuazione dei criteri tecnici da applicare per stabilire quando il trattamento non è necessario.

Immobili abusivi realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato ovvero esposti a rischio idrogeologico

Si prevede un meccanismo per agevolare, anche attraverso la messa a disposizione di risorse finanziarie (10 milioni di Euro per l’anno 2016), la rimozione o la demolizione, da parte dei Comuni, di opere ed immobili realizzati nelle aree del Paese classificate a rischio idrogeologico elevato o molto elevato ovvero esposti a rischio idrogeologico, in assenza o in totale difformità del permesso di costruire.

Sono ammessi a finanziamento gli interventi su opere e immobili per i quali sono stati adottati provvedimenti definitivi di rimozione o di demolizione non eseguiti nei termini stabiliti, con priorità per gli interventi in aree classificate a rischio molto elevato, sulla base di apposito elenco elaborato su base trimestrale dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e adottato annualmente dalla Conferenza Stato - Città e Autonomie locali.

Manufatti leggeri e prefabbricati in strutture ricettive

Si prevede - modificando il Testo Unico dell’edilizia di cui al D.P.R. 380/2001 - che non siano considerati interventi di nuova costruzione, e quindi non subordinati a permesso di costruire, i manufatti leggeri, anche prefabbricati, e le strutture di qualsiasi genere quali roulottes, camper, case mobili, imbarcazioni, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, o depositi, magazzini e simili:

  • diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee;
  • ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, sotto quello paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore.

La disposizione modificata è stata anche oggetto di valutazione da parte della Corte Costituzionale. V. approfondimento: “Il regime edilizio dei manufatti temporanei”.

Silenzio assenso a fini di tutela dell’assetto idrogeologico

Si dispone che agli atti e procedimenti riguardanti la tutela dal rischio idrogeologico non si applica la regola del silenzio-assenso della pubblica amministrazione prevista dall’art. 20 della L. 241/1990, tra le cui eccezioni vi sono anche la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, l’incolumità e salute pubblica.

Credito d’imposta per interventi di bonifica dell’amianto

Si introduce un credito d’imposta a favore di soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano, nell’anno 2016, interventi di bonifica dell’amianto su beni e strutture produttive, nella misura del 50% delle spese sostenute e ripartito in tre quote annuali.

Infrastrutture per impianti radioelettrici

Si prevede la copertura a carico dei soggetti presentatori degli oneri sostenuti dai soggetti pubblici competenti per l’esame delle istanze di autorizzazione o delle segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) per l’installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e di determinate tipologie di impianti di cui agli articoli 87 e 87-bis del Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al D: Leg.vo 259/2003.

 



[1] Si ricorda che - in estrema sintesi - “sistema efficiente di utenza” è un impianto elettrico alimentato da fonti rinnovabili ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento, per il consumo di un solo cliente finale.

[2] Ai sensi della norma menzionata, un impianto di cogenerazione abbinato al teleriscaldamento è un impianto di produzione combinata di energia elettrica e calore, costituito da una o più sezioni funzionanti in cogenerazione, associato a una rete di teleriscaldamento per il trasporto e la distribuzione del calore alle utenze per utilizzazioni esclusivamente di tipo civile, quali la climatizzazione, il riscaldamento, il raffrescamento e il condizionamento di ambienti a destinazione residenziale, commerciale, industriale e agricola.

[3] Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione.

[4] Il sistema catastale tavolare (o catasto tavolare o sistema del libro fondiario) è un tipo di ordinamento catastale che oggi vige in Italia nei territori annessi al termine della prima guerra mondiale, vale a dire le attuali province di Trieste, Gorizia, Trento, Bolzano, in alcuni comuni della provincia di Udine (Aiello del Friuli, Aquileia, Campolongo al Torre, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Fiumicello, Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Ruda, San Vito al Torre, Tapogliano, Tarvisio, Terzo di Aquileia, Villa Vicentina e Visco) nel comune di Pedemonte (Provincia di Vicenza), nei comuni di Magasa e Valvestino (Provincia di Brescia) e in tre comuni della Provincia di Belluno (Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana). Si differenzia dal catasto ordinario, oltre che per le origini storiche, per la modalità di conservazione e per il diverso rilievo giuridico delle sue risultanze, che hanno efficacia costitutiva, oltre che probatoria, per i trasferimenti immobiliari. (Fonte: Wikipedia).

[5] Disposizione la cui applicazione è stata più volte differita nel tempo. Vedi Scadenza: “Smaltimento in discarica rifiuti con potere calorifico inferiore (PCI) > 13.000 kJ/kg”.

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