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Sent. C. Cass. pen. 07/10/2015, n. 40252

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Ambiente - Rifiuti - Terre e rocce da scavo - Deroghe alla disciplina in materia di rifiuti - Prova di un riutilizzo ambientalmente compatibile - Necessità.

L'esclusione dall'applicazione della disciplina sui rifiuti per le terre e rocce da scavo è subordinata alla prova positiva, gravante sull'imputato, della

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SENTENZA

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE PENALE

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RITENUTO IN FATTO

1. I sigg.ri M.C. e C.S. ricorrono, con separati atti, per l'annullamento della sentenza del 27/03/2014 della Corte di appello di Genova che ha confermato la condanna alla pena di sei mesi di arresto ed C 5.000,00 di ammenda loro inflitta il 18/03/2013 dal Tribunale di Sanremo per il reato di cui all'art. 259, comma 1, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, perché, quale amministratore unico e legale ra

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CONSIDERATO IN DIRITTO

4. È fondato il solo primo motivo di ricorso dello S.; sono palesemente infondati l'altro motivo e il ricorso del C..

5. Come già ampiamente spiegato dai Giudici della fase di merito, all'epoca del fatto il riutilizzo, quali sottoprodotti, delle terre e rocce da scavo doveva avvenire esclusivamente in base alle condizioni e secondo le procedure descritte dall'art. 186, d.lgs. n. 152 del 2006, in assenza delle quali esse erano (e ancor oggi sono, ancorché in base a diversa disciplina) senz'altro sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti.

Fermo restando che la presenza di arsenico in misura superiore ai limiti consentiti esclude il riutilizzo come sottoprodotti delle rocce e terre da scavo (il c

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P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso di C.M. e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di C 1.0

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