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Ultimo aggiornamento
01/02/2017

Dissesto idrogeologico, Piano interventi 2015-2020: normativa, fondi, selezione interventi

Articolo riepilogativo che illustra la programmazione dei fondi destinati ad interventi di mitigazione e prevenzione del rischio idrogeologico in corso da inizio 2014 sotto il coordinamento della Struttura di missione appositamente costituita e le relative norme di riferimento. AGGIORNAMENTO GENNAIO 2017: Approvazione degli indicatori di rischio per il riparto su base regionale dei finanziamenti.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

A partire dall’inizio del 2014 sono state adottate disposizioni volte a contrastare il dissesto idrogeologico, che hanno interessato la disciplina della governance, il coordinamento e la gestione degli interventi, nonché le risorse finanziarie, tutto nel tentativo di dare nuovo impulso al processo di programmazione ed attuazione degli interventi.
Si veda anche l'articolo "Progettazione esecutiva interventi contro il dissesto idrogeologico (D.P.C.M. 14/07/2016)".

NORMATIVA DI RIFERIMENTO E DISPOSIZIONI IN DEROGA DELLE ORDINARIE PROGEDURE - Il percorso di formazione della nuova programmazione, sotto il profilo normativo, è stato delineato prima dalla L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), poi D.L. 91/2014 (conv. L. 116/2014) e infine dal D.L. 113/2014 (conv. L. 164/2014). Si fornisce di seguito una rapida sintesi delle norme focalizzata sui punti principali.

L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014)

Il comma 11 dell’articolo unico ha definito una disciplina volta a destinare risorse ad interventi immediatamente cantierabili e a definire una specifica procedura per l'utilizzo delle risorse finanziarie.

D.L. 91/2014 (conv. L. 116/2014)

I commi da 1 a 7, 9 e 11 dell'art. 10 del D.L. 91/2014 ha previsto:

  • l'immediato subentro dei Presidenti delle Regioni nelle funzioni dei Commissari straordinari delegati e nella titolarità delle relative contabilità speciali;
  • che l'approvazione, da parte del Presidente della Regione, sostituisce tutti i visti, pareri, autorizzazioni, nulla osta ed ogni altro provvedimento necessario all'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza del territorio;
  • la possibilità di stipulare apposite convenzioni con i conduttori di aziende agricole ubicate su terreni al di sopra di 1.000 metri di altitudine per la realizzazione di opere minori di pubblica utilità nelle aree attigue al fondo, come piccole manutenzioni stradali, spalatura della neve o regimazione delle acque superficiali;
  • l'istituzione di una apposita struttura di missione [1].

D.L. 133/2014 (cosiddetto “sblocca Italia”, conv. L. 164/2014)

Con il D.L. 133/2014 sono state dettate ulteriori disposizioni che si innestano su quelle in precedenza dettate dal D.L. 91/2014 e, ancor prima, dalla L. 147/2013, principalmente finalizzate a disciplinare il recupero delle risorse finanziarie inutilizzate e la loro programmazione a decorrere dal 2015.

In particolare (art. 7):

  • le risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico sono utilizzate tramite accordo di programma sottoscritto dalla Regione interessata e dal Ministero dell'ambiente;
  • gli interventi sono individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ed attuati dal Presidente della Regione in qualità di Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico;
  • negli interventi in questione assume priorità la delocalizzazione di edifici e di infrastrutture potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità;
  • sono definite nuove norme per la semplificazione delle procedure di esproprio ed occupazione di urgenza.

Inoltre (art. 9):

  • sono interventi di "estrema urgenza", considerati indifferibili, in conseguenza della certificazione da parte dell'ente interessato, gli interventi, per i lavori di importo compreso fino alla soglia comunitaria (5,2 milioni di euro), anche su impianti, arredi e dotazioni, funzionali alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, alla mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici del territorio, all'adeguamento alla normativa antisismica e alla tutela ambientale e del patrimonio culturale;
  • per la realizzazione di tali interventi sono introdotte disposizioni che incidono sulle procedure di scelta del contraente e sulle fasi delle procedure di affidamento dei contratti, previste nel D. Leg.vo 163/2006;
  • le esigenze di tutela dell'incolumità pubblica figurano tra le "esigenze imperative connesse a un interesse generale" - in presenza delle quali il Codice del processo amministrativo (D. Leg.vo 104/2010, art. 121) consente di conservare efficacia al contratto di aggiudicazione di lavori pubblici stipulato in violazione di legge, che sarebbe altrimenti da annullare.

 

PROGRAMMAZIONE E SELEZIONE DEGLI INTERVENTI - A seguito delle misure in oggetto, la Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, in coordinamento con il Ministero dell’ambiente e di concerto con il Ministero delle infrastrutture, sta lavorando con le Regioni e le Province autonome alla nuova programmazione degli interventi, a conclusione della quale verrà approvato un Piano nazionale di prevenzione e di contrasto al dissesto per gli anni 2015-2020. Il Piano prevede un investimento di circa 7 miliardi in 6 anni, da sostenere con la programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 e con quote di cofinanziamento regionale su fonti proprie o su risorse provenienti da fondi strutturali europei.
Questo Piano sarà elaborato sulla base delle richieste pervenute dai Presidenti delle Regioni, in qualità di Commissari di Governo contro il dissesto, e acquisite nella piattaforma informatica ReNDiS di ISPRA (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo). Le Regioni hanno finora segnalato oltre 7.000 interventi di mitigazione del dissesto, per un valore di circa 22 miliardi di euro, il 90% dei quali è rappresentato da opere ancora da progettare, specie nel Mezzogiorno. 
Con il successivo D.P.C.M. 15/09/2015 (pubblicato sul sito del Ministero dell'ambiente e consultabile in allegato alla presente notizia), di attuazione dell'art. 7, comma 2, del D.L. 133/2014, sono stati individuati:

  • tutti i progetti definitivi ed esecutivi che rientreranno all’interno del Piano stralcio programmatico per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio da 1.250 milioni di Euro circa;
  • gli interventi tempestivamente cantierabili che rientreranno nella sezione attuativa del Piano e saranno quindi finanziati con i primi 600 milioni di Euro circa;
  • altri interventi ancora a livello di progettazione preliminare o di studio di fattibilità nelle aree metropolitane e urbane con un livello di popolazione a rischio diretto superiore a 15.000 abitanti, che potranno essere finanziati successivamente all’esaurimento del Piano stralcio, laddove abbiano raggiunto al momento della disponibilità delle risorse un livello di progettazione definitivo o esecutivo.

RIPARTIZIONE DELLE RISORSE - Gli interventi di mitigazione del dissesto segnalati dalle Regioni rientreranno quindi nel Piano nazionale in quanto validati dalle Autorità di Bacino e selezionati in applicazione dei criteri di selezione indicati prima con il D.P.C.M. 24/02/2015 (non pubblicato in Gazzetta Ufficiale) e poi con il D.P.C.M. 28/05/2015 (consultabile nelle FONTI COLLEGATE a questa notizia) che ha sostituito il precedente  ed ha definito, ai sensi dell’art. 10, comma 11, del D.L. 91/2014, i criteri e le modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Questi criteri si fondano in particolare sui caratteri di urgenza e priorità delle opere, soprattutto in termini di presenza di popolazione a rischio diretto e beni a rischio grave, di frequenza dell’evento, della quantificazione del danno economico atteso e di previsione della riduzione del rischio a seguito dell’intervento di mitigazione.
Il primo stralcio del Piano nazionale è costituito dal Piano straordinario per interventi tempestivamente cantierabili contro le alluvioni nelle città metropolitane e nelle aree urbane a maggiore rischio per popolazione esposta, con previsione di un investimento pari a 1.250 milioni di euro. Il CIPE con Delibera 20/02/2015 n. 32, (pubblicata sulla G.U. 04/07/2015 e consultabile in allegato), ha destinato per questo Piano stralcio i primi 600 milioni di euro, di cui 450 milioni di euro come anticipazione a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 e 150 milioni di euro a legislazione vigente. Con queste risorse sarà finanziata la prima tranche di interventi del Piano stralcio. Consultabile in allegato a questo articolo anche la tabella di sintesi (estrapolata dal D.P.C.M. 28/05/2015) per l’attribuzione dei valori ai criteri di selezione.

Successivamente, ai fini della predisposizione del Piano nazionale di mitigazione e contrasto al rischio idrogeologico, si è ritenuto necessario individuare un ulteriore criterio di attribuzione delle risorse, in modo da ripartire in modo equo, trasparente ed efficiente le risorse disponibili fra le diverse regioni, in base alla differente distribuzione del rischio idrogeologico sul territorio. Così è stato emanato il D.P.C.M. 05/12/2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26/01/2017, n. 21) che definisce l’indicatore di distribuzione delle risorse per la mitigazione del rischio idrogeologico fra le diverse Regioni.
L’indicatore - che sarà aggiornato annualmente - è stato calcolato sulla base dei dati di rischio elaborati da ISPRA . Il criterio di ripartizione che consente l’avvio delle procedure di finanziamento del Fondo per la progettazione, tiene conto dei seguenti elementi:

  • la superficie territoriale della Regione (al quale è stato attribuito un peso di rilevanza del 70%);
  • la popolazione residente in ciascuna Regione (al quale è stato attribuito un peso di rilevanza del 30%).

A detti elementi si aggiungono una serie di indicatori di rischio - consultabili nella tabella approvata con il D.P.C.M. 05/12/2016 - calcolati sulla base di 4 sub-indicatori relativi a: frane, alluvioni, erosione costiera e valanghe. In tal modo sarà possibile applicare un parametro unitario, che misura il grado di rischio delle diverse zone.


[1]Con il D.P.C.M. 27/05/2014 è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Segretariato generale - la “Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche”. La struttura di missione opera fino alla scadenza del mandato del Governo in carica.

 

Dalla redazione

Progettazione esecutiva interventi contro il dissesto idrogeologico (D.P.C.M. 14/07/2016)

Disponibili 100 milioni di Euro per la redazione di progetti esecutivi, di cui 80% per il Mezzogiorno. Risorse assegnate anno per anno; Tipologia di progettazione finanziata; Scelta degli interventi per i quali finanziare la progettazione; Condizioni di ammissibilità; Criteri per la formazione delle graduatorie regionali ai fini della selezione degli interventi; Entità del finanziamento.
A cura di:
  • Alfonso Mancini

Tutti i termini prorogati dal decreto-legge «Milleproroghe» 192/2014 (L. 11/2015)

Libretto di centrale impianti termici; Smaltimento rifiuti in discarica; SISTRI; Gestione dei rifiuti in Campania; Anticipazione prezzo nei lavori pubblici; Centrali uniche di committenza; Qualificazione contraente generale; Appaltabilità e cantierabilità grandi opere; Messa in sicurezza edifici scolastici; Interventi per il dissesto idrogeologico; Antincendio strutture ricettive; Antincendio nuove attività esistenti; Zone a burocrazia zero; Impianti a fonti rinnovabili e Conto energia in zone terremotate; Macchine agricole; Contribuenti minimi; Locazione immobili pubblici; Sfratti esecutivi; Processo amministrativo digitale; Affidamento servizio distribuzione gas; Accise sul combustibile impiegato per la cogenerazione.
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Classificazione in base all’origine: rifiuti urbani e rifiuti speciali; classificazione in base al pericolo: rifiuti pericolosi e non pericolosi; novità introdotte dal D.L. 91/2017, abrogazione delle norme del D.L. 91/2014; caratteristica di pericolo HP14 “ecotossico”: norme temporanee per l’attribuzione. Norme di riferimento: Allegato D della parte IV del D. Leg.vo 152/2006; Dec. Comm. UE 18/12/2014, n. 955; Regolam. Comm. UE 18/12/2014, n. 1357; comma 9-ter dell’art. 7, del D.L. 78/2015.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

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A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

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