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Ultimo aggiornamento
01/09/2015

Silenzio assenso, autotutela, SCIA, incarichi pubblici a pensionati: le novità immediatamente applicabili della L. 124/2015

Commento alle importanti novità di immediata applicazione contenute nella legge di delega per la riorganizzazione della P.A., L. 124/2015. Nuova disciplina del silenzio assenso tra P.A. e gestori di beni e/o servizi pubblici; Modifiche ai poteri di autotutela amministrativa; Novità per gli incarichi pubblici a soggetti in quiescenza. Rinvio ad approfondimenti.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

È stata pubblicata sulla G.U. n. 187 del 13/08/2015 la L. 07/08/2015, n. 124, recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni”, che contiene plurime deleghe legislative concernenti molteplici aspetti delle attività delle pubbliche amministrazioni.

Le deleghe in questione sono relative in particolare ai seguenti argomenti: amministrazione digitale; Conferenza di servizi; semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi, con riduzione dei loro termini; Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA); trasparenza delle pubbliche amministrazioni; spesa per intercettazioni; ruolo e funzioni della Presidenza del Consiglio; organizzazione dei Ministeri, delle agenzie governative, degli enti pubblici non economici, degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri; riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato e dei corpi di Polizia provinciale; Pubblico registro automobilistico; Prefetture-Unità territoriali del Governo; ordinamento sportivo; riorganizzazione delle Autorità portuali; revisione del reclutamento, stato giuridico e progressione economica delle Forze di polizia tutte; istituzione del numero unico europeo 112; riorganizzazione dei Vigili del fuoco; riorganizzazione delle forze operanti in mare; Camere di commercio; dirigenza pubblica; segretari comunali e provinciali; dirigenti sanitari; enti pubblici di ricerca; lavoro pubblico; società partecipate da pubbliche amministrazioni; servizi pubblici locali di interesse economico generale; modifica e abrogazione di disposizioni legislative che prevedano l’adozione di provvedimenti attuativi.

La L. 124/2015 introduce peraltro anche importanti disposizioni di immediata applicazione di seguito sinteticamente illustrate.

SILENZIO ASSENSO TRA P.A. L’art. 3 introduce nella L. 241/1990 sul procedimento amministrativo l’istituto generale del silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche ed enti gestori di beni e/o servizi pubblici (nuovo articolo 17-bis della L. 241/1990). Esso trova applicazione nelle ipotesi in cui per l’adozione di provvedimenti normativi o amministrativi sia prevista l’acquisizione di assensi, concerti o nulla osta di competenza di altre amministrazioni pubbliche o di soggetti gestori di beni e/o servizi pubblici. Detti soggetti sono tenuti a comunicare le rispettive decisioni all’amministrazione proponente entro 30 giorni, decorsi inutilmente i quali, l’assenso, il concerto o il nulla osta s’intende acquisito.
Il termine può essere interrotto, una sola volta, qualora l’amministrazione che deve rendere il proprio assenso faccia presenti esigenze istruttorie o presenti richieste di modifica, motivate e formulate entro lo stesso termine.
Per approfondimenti in merito al nuovo istituto si rinvia all’articolo “La disciplina del silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche ai sensi della L. 124/2015”.

AUTOTELA AMMINISTRATIVA L’ art. 6 introduce con efficacia immediata alcune modifiche alla L. 241/1990 sul procedimento amministrativo con particolare riferimento all’esercizio dei poteri di autotutela [1] da parte delle pubbliche amministrazioni.
In primo luogo viene modificata la disciplina della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) contenuta nell’art. 19 della L. 241/1990, con riguardo ai poteri dell’amministrazione nei confronti dei privati in seguito all’avvio dell’attività. In particolare, si specifica l’obbligo dell’amministrazione di motivare l’invito a regolarizzare l’attività e di indicare al privato le misure da adottare a tal fine.
L’art. 6 interviene direttamente anche sulla disciplina della sospensione del provvedimento amministrativo. La novità, che incide sull’art. 21-quater, comma 2 della L. 241/1990, specifica che in ogni caso la sospensione del provvedimento amministrativo non può essere disposta o perdurare oltre i termini per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di cui all’art. 21-nonies della L. 241/1990 [2]. Quest’ultimo, a sua volta modificato dall’art. 6 della L. 241/2015 in oggetto, limita a 18 mesi il "termine ragionevole" ivi indicato (vedi qui di seguito).
Come appena accennato, si interviene altresì sulla disciplina generale del potere di annullamento d’ufficio dei provvedimenti amministrativi, introducendo il menzionato termine ultimo di 18 mesi - per i provvedimenti di autorizzazione o attributivi di vantaggi economici - per l’annullamento in autotutela, decorrenti dal momento dell’adozione del provvedimento di primo grado (anche qualora tale provvedimento si sia formato per silenzio assenso) [3]. Come evidenziato, il vincolo temporale è introdotto per i soli casi di annullamento d’ufficio di provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, salvo il caso in cui si tratti di provvedimenti conseguiti sulla base di false rappresentazioni dei fatti o di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato. In questo caso, infatti, l’annullamento può essere disposto anche una volta decorso il termine.
Viene poi disposta l’abrogazione dell’articolo 1, comma 136, della L. 311/2004, il quale recitava: "Al fine di conseguire risparmi o minori oneri finanziari per le amministrazioni pubbliche, può sempre essere disposto l’annullamento di ufficio di provvedimenti amministrativi illegittimi, anche se l’esecuzione degli stessi sia ancora in corso. L’annullamento di cui al primo periodo di provvedimenti incidenti su rapporti contrattuali o convenzionali con privati deve tenere indenni i privati stessi dall’eventuale pregiudizio patrimoniale derivante, e comunque non può essere adottato oltre tre anni dall’acquisizione di efficacia del provvedimento, anche se la relativa esecuzione sia perdurante".

SANZIONI AMMINISTRATIVE Vengono infine introdotte alcune modifiche alla disciplina delle sanzioni amministrative previste dalla L. 241/1990. In particolare, viene abrogata la disposizione (art. 21, comma 2, della L. 241/1990) che sanciva l’applicabilità al privato che ha avviato l’attività avvalendosi di un procedimento semplificato (SCIA o silenzio assenso), in contrasto con la normativa vigente, delle sanzioni amministrative previste per aver agito senza il titolo richiesto dalla legge.

INCARICHI PUBBLICI A SOGGETTI IN QUIESCENZA L’art. 17, comma 3, della L. 124/2015, interviene sulla disposizione (art. 5, comma 9, del D.L. 95/2012, convertito in legge dalla L. 135/2012) che regolamenta l'attribuzione di incarichi pubblici a pensionati. In base alla nuova versione del provvedimento, le collaborazioni e gli incarichi sono comunque consentiti a titolo gratuito; per gli incarichi di carattere dirigenziale o direttivo (ferma restando la gratuità) detti incarichi gratuiti sono soggetti al limite di durata di un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione.
Per approfondimenti in merito all’argomento si rinvia all’articolo “Incarichi e consulenze pubbliche a soggetti in quiescenza: limiti e divieti”.



[1] Con l’espressione “autotutela” nel diritto amministrativo si fa riferimento al potere della pubblica amministrazione di annullare, revocare, ovvero modificare ad effetti conservativi i provvedimenti amministrativi già adottati. A tal fine, si distingue l’autotutela esecutiva dall’autotutela decisoria.
In particolare, l’autotutela esecutiva è il potere di eseguire unilateralmente e coattivamente provvedimenti che impongono obblighi a carico dei destinatari, e implica l’indicazione del termine e delle modalità di esecuzione cui deve attenersi il soggetto obbligato. L’autotutela esecutiva è un potere con un fondamento normativo specifico, che va rinvenuto caso per caso e deve essere, dunque, espressamente prevista e regolata dalla legge.
L’autotutela decisoria è il potere della Pubblica Amministrazione di riesaminare, senza l’intervento del Giudice, i propri atti sul piano della legittimità, al fine di confermarli, modificarli o annullarli.

[2] L’efficacia ovvero l’esecuzione del provvedimento amministrativo può essere sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario, dallo stesso organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. Il termine della sospensione - ora entro i termini massimi sopra indicati - è esplicitamente indicato nell’atto che la dispone e può essere prorogato o differito per una sola volta, nonché ridotto per sopravvenute esigenze.

[3] Resta ferma la disposizione che debba trattarsi comunque di un "termine ragionevole".

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