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Ultimo aggiornamento
03/09/2015

Disciplina dei contratti privati per la ricostruzione post sisma in Abruzzo

Dopo le modifiche introdotte dal D.L. 78/2011 (cosiddetto decreto “enti territoriali”, convertito in legge dalla L. 125/2015) proponiamo una disamina degli obblighi a carico di committenti, progettisti, direttori dei lavori e imprese, in relazione ai lavori privati per la ricostruzione per i quali sia richiesta la concessione dei contributi.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

L’art. 11 del D.L. 78/2015 interviene sui contratti tra privati, stipulati ai sensi dell’art. 67-quater, comma 8 del D.L. 83/2012, recante la modalità e i contenuti dei contratti per la redazione dei progetti e la realizzazione dei lavori di ricostruzione nei territori dell’Abruzzo colpiti dal sisma del 2009 per i quali sia richiesta la concessione dei contributi per la riparazione e ricostruzione delle abitazioni principali e degli altri indennizzi previsti dal D.L. 39/2009 (conv. L. 77/2009) [1].
Si riporta di seguito una sintesi delle disposizioni innovative introdotte, rinviando anche, quanto alle richieste di contributi, all’articolo “Sisma Abruzzo, nuove procedure per il riconoscimento dei contributi per la ricostruzione”, e quanto alle incompatibilità relative alle attività professionali all’articolo “Sisma Abruzzo: cariche elettive e politiche incompatibili con attività professionali connesse alla ricostruzione”.

 

CONTRATTI RIGUARDANTI LA REDAZIONE DEI PROGETTI ED I LAVORI DI RICOSTRUZIONE
Il comma 1 dell’art. 11 del D.L. 78/2015 stabilisce gli elementi e le informazioni che i contratti in oggetto devono contenere, a pena di nullità:

  • quelli già citati dall’art. 67-quater, comma 8, del D.L. 83/2012 (L. 134/2012), alle lettere a), b), c), d), e) ed f) [2];
  • l’attestazione SOA per le categorie e classifiche corrispondenti all’assunzione del contratto;
  • la previsione di sanzioni e penali, ivi compresa la risoluzione del contratto, per il mancato rispetto delle modalità e dei tempi di consegna e per ulteriori inadempimenti.

Il riferimento alle attestazioni SOA e alle sanzioni e alle penali - inserito durante l’iter di conversione in legge del D.L. 78/2015 in esame - innova rispetto alla disciplina contenuta nell’art. 67-quater del D.L. 83/2012, considerato che le informazioni richiamate nella versione originaria del D.L. dovevano essere contenute nei contratti per la redazione dei progetti e la realizzazione dei lavori di ricostruzione già in base alla normativa previgente.
Si prevede, inoltre, la sostituzione della certificazione antimafia di cui alla lettera b) dell’art. 67-quater, comma 8, con l’autocertificazione di cui all’art. 89 del D. Leg.vo 159/2011 [3].
Infine, il committente (nel testo originario del D.L. si faceva riferimento al direttore dei lavori) garantisce, trasmettendo copia della documentazione ai comuni interessati per gli idonei controlli, la regolarità formale dei contratti stipulati.

 

ADEGUAMENTO DEI CONTRATTI GIÀ STIPULATI PRIMA DEL D.L. 78/2015
Si prevede l’adeguamento dei contratti già stipulati, ivi compresi i contratti preliminari, prima dell’approvazione della progettazione esecutiva, alle disposizioni sopra illustrate.

 

RAPPORTI TRA DIRETTORE DEI LAVORI E IMPRESE AFFIDATARIE
Il comma 2 dell’art. 11 del D.L. 78/2015 stabilisce che il direttore dei lavori (il testo originario del decreto faceva riferimento anche al progettista) non può avere in corso e neanche avere avuto negli ultimi tre anni rapporti diretti di natura professionale, commerciale o di collaborazione, comunque denominati, con l’impresa affidataria dei lavori di riparazione o ricostruzione, anche in subappalto, né rapporti di parentela con il titolare o con chi riveste cariche societarie nella stessa.
Per tale finalità, la norma prevede una apposita autocertificazione da prodursi al committente, trasmettendone, altresì, copia ai comuni interessati per gli idonei controlli anche a campione.

 

CERTIFICAZIONI DI CONCLUSIONE LAVORI, SANZIONI E PENALI PER RITARDO NEI LAVORI DI RICOSTRUZIONE
Il comma 5 dell’art. 11 del D.L. 78/2015 stabilisce l’obbligo di consegna delle certificazioni di conclusione lavori e di ripristino della agibilità sismica, con redazione e consegna dello stato finale entro 30 giorni dalla chiusura dei cantieri. In caso di ritardo agli amministratori di condominio, ai rappresentanti di consorzio e ai commissari dei consorzi obbligatori si applica la riduzione del 20% sul compenso per il primo mese di ritardo e del 50% per i mesi successivi. [4]
Il comma 5-bis, cui si rinvia per maggiori dettagli, dispone una serie di misure finalizzate a sanzionare eventuali ritardi nei lavori di riparazione o ricostruzione degli edifici.

 

SUBAPPALTO
Il comma 6 dell’art. 11 del D.L. 78/2015 consente infine alle imprese affidatarie di ricorrere al subappalto per le lavorazioni della categoria prevalente nei limiti della quota parte del 30% dei lavori, fatto salvo quanto previsto dall’art. 1656 del Codice civile (in base al quale l’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio senza essere stato autorizzato dal committente). Sono nulle tutte le clausole che dispongano il subappalto dei lavori in misura superiore o ulteriori subappalti.
È fatto obbligo all’affidatario di comunicare al committente, copia dei contratti con il nome del sub-contraente, l’importo del contratto e l’oggetto dei lavori affidati. Il contratto per la realizzazione dei lavori di riparazione o ricostruzione non può essere ceduto, sotto qualsiasi forma, anche riconducibile alla cessione di ramo d’azienda, neanche parzialmente, a pena di nullità.



[1] Si ricorda che in merito alle attività di ricostruzione da parte di privati, conseguenti ai danni causati dal sisma del 2009 in Abruzzo, l’art. 3-ter, comma 1 del D.L. 125/2010 (conv. L. 163/2020) ha stabilito che i contratti stipulati dai beneficiari dei contributi, per la esecuzione di lavori e per l’acquisizione di beni e servizi connessi non rientrano nel campo di applicazione del Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 163/2006.

[2] Si tratta in particolare di: a) identità del professionista e dell’impresa; b) requisiti di ordine generale e di qualificazione del professionista e dell’impresa, indicando espressamente le esperienze pregresse e il fatturato degli ultimi cinque anni, nonché la certificazione antimafia e di regolarità del documento unico di regolarità contributiva; c) oggetto e caratteristiche essenziali del progetto e dei lavori commissionati; d) determinazione e modalità di pagamento del corrispettivo pattuito; e) modalità e tempi di consegna; f) dichiarazione di volere procedere al subappalto dell’esecuzione dell’opera, ove autorizzato dal committente, indicandone la misura e l’identità del subappaltatore.

[3] Si tratta - ai sensi dell’art. 89 del D. Leg.vo 159/2011 - di apposita dichiarazione con la quale l’interessato attesti che nei propri confronti non sussistono le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 del medesimo D. Leg.vo. La dichiarazione deve essere sottoscritta con le modalità di cui all’art. 38 del D.P.R. 445/2000.

[4] Si ricorda che l’art. 8, comma 2, dell’O.P.C.M. n. 3803 del 2009 - in combinato disposto con l’art. 6, comma 4, della O.P.C.M. n. 4013 del 2012 - stabilisce che i compensi spettanti agli amministratori di condominio per le prestazioni professionali rese ai sensi delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri emanate per consentire la riparazione o la ricostruzione delle parti comuni degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009, rientrano tra le spese ammissibili a contributo nel limite massimo complessivo derivante dall’applicazione progressiva dei seguenti scaglioni: 2% della somma ammessa a contributo per contributi fino a 1.000.000 di euro; 1% della somma ammessa a contributo per contributi tra 1.000.001 di euro e 5.000.000 di euro; 0,5% della somma ammessa a contributo per contributi tra 5.000.001 di euro e 10.000.000 di euro; 0,2% della somma ammessa a contributo per contributi eccedenti i 10.000.001 di euro.

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