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Ultimo aggiornamento
06/07/2017

Finanziamenti agevolati per efficientamento energetico di edifici scolastici (D.M. 22/02/2016)

Questo articolo analizza in forma schematica e tabellare il D.M. 14/04/2015, n. 66 che dà attuazione all’articolo 9 del D.L. 91/2014, e il successivo D.M. 22/02/2016, n. 40, recante la riprogrammazione delle risorse finanziarie residue, individuando i criteri e le modalità di concessione, erogazione e rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato per interventi di incremento dell’efficienza energetica degli edifici scolastici, ivi inclusi gli asili nido, e universitari. AGGIORNAMENTO 25/10/2016: prorogato al 30/06/2017 il termine di presentazione delle istanze.
A cura di:
  • Dino de Paolis

L’articolo 9 del D.L. 26/04/2014, n. 91 ha disciplinato la possibilità di concedere finanziamenti a tasso agevolato - entro un limite di 350 milioni di Euro - a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il finanziamento delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto (cosiddetto “Fondo Kyoto”) di cui all’art. 1, comma 1110, della L. 27/12/2006, n. 296, al fine di realizzare interventi di incremento dell’efficienza energetica degli edifici scolastici, inclusi gli asili nido, e universitari, nonché degli edifici dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.
L’articolo demanda (comma 8) ad un decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, la fissazione dei criteri e delle modalità di concessione, di erogazione e di rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato, nonché le caratteristiche di strutturazione dei fondi e dei progetti di investimento che si intendono realizzare, ai fini della compatibilità delle stesse operazioni con gli equilibri di finanza pubblica. Detto decreto è stato emanato con il D.M. 14/04/2015, n. 66, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 del 13/05/2015. Le domande per l’accesso al finanziamento agevolato potevano essere presentate fino al 23/09/2015 (ai sensi del Comunicato del Min. dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 25/06/2015, recante l’avviso di apertura dello sportello per i finanziamenti).

Successivamente, considerato che alla chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di cui al D.M. 14/04/2015 sono risultate delle risorse eccedenti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 11/03/2016 il D.M. 22/02/2016, n. 40, recante la riprogrammazione delle risorse finanziarie residue, ai sensi dell’art. 2, comma 6 del D.M. 14/04/2015, n. 66; quest’ultimo decreto definisce le modalità di presentazione delle domande per l’accesso al nuovo finanziamento, rimandando, per la restante disciplina, all’applicazione delle disposizioni di cui al D.M. 14/04/2015. In prima istanza, le domande per l’accesso al finanziamento agevolato potevano essere presentate fino alle ore 17,00 del 18/10/2016 (ai sensi del Comunicato del Min. dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21/04/2016, recante l’avviso di apertura dello sportello per i finanziamenti). In seguito, prima con il D.M. 14/10/2016 e da ultimo con il D.M. 27/06/2017, n. 169, il Ministero ha prorogato fino al 30/06/2018 il termine per le domande di finanziamento tasso agevolato per gli interventi per migliorare l’efficienza energetica nelle scuole pubbliche.
Il coordinamento degli interventi in materia di edilizia scolastica sarà assicurato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche mediante un’apposita struttura di missione.

Si riporta di seguito una illustrazione, in forma schematica tabellare, delle disposizioni in oggetto come emergenti dal combinato disposto dell’art. 9 del D.L. 91/2014, del D.M. 14/04/2015 e del D.M. 22/02/2016.

 


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[Premessa]

L’articolo 9 del D.L. 26/04/2014, n. 91 ha disciplinato la possibilità di concedere finanziamenti a tasso agevolato - entro un limite di 350 milioni di Euro - a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il finanziamento delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto (cosiddetto “Fondo Kyoto”) di cui all’art. 1, comma 1110, della L. 27/12/2006, n. 296, al fine di realizzare interventi di incremento dell’efficienza energetica degli edifici scolastici, inclusi gli asili nido, e universitari, nonché degli edifici dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.

L’articolo demanda (comma 8) ad un decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, la fissazione dei criteri e delle modalità di concessione, di erogazione e di rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato, nonché le caratteristiche di strutturazione dei fondi e dei progetti di investimento che si intendono realizzare, ai fini della compatibilità delle stesse operazioni con gli equilibri di finanza pubblica. Detto decreto è stato emanato con il D.M. 14/04/2015, n. 66, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 del 13/05/2015. Le domande per l’accesso al finanziamento agevolato potevano essere presentate fino al 23/09/2015 (ai sensi del Comunicato del Min. dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 25/06/2015, recante l’avviso di apertura dello sportello per i finanziamenti).

Successivamente, considerato che alla chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di cui al D.M. 14/04/2015 sono risultate delle risorse eccedenti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 11/03/2016 il D.M. 22/02/2016, n. 40, recante la riprogrammazione delle risorse finanziarie residue, ai sensi dell’art. 2, comma 6 del D.M. 14/04/2015, n. 66; quest’ultimo decreto definisce le modalità di presentazione delle domande per l’accesso al nuovo finanziamento, rimandando, per la restante disciplina, all’applicazione delle disposizioni di cui al D.M. 14/04/2015. In prima istanza, le domande per l’accesso al finanziamento agevolato potevano essere presentate fino alle ore 17,00 del 18/10/2016 (ai sensi del Comunicato del Min. dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21/04/2016, recante l’avviso di apertura dello sportello per i finanziamenti). In seguito, prima con il D.M. 14/10/2016 e da ultimo con il D.M. 27/06/2017, n. 169, il Ministero ha prorogato fino al 30/06/2018 il termine per le domande di finanziamento tasso agevolato per gli interventi per migliorare l’efficienza energetica nelle scuole pubbliche.

Il coordinamento degli interventi in materia di edilizia scolastica sarà assicurato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche mediante un’apposita struttura di missione.

Si riporta di seguito una illustrazione, in forma schematica tabellare, delle disposizioni in oggetto come emergenti dal combinato disposto dell’art. 9 del D.L. 91/2014, del D.M. 14/04/2015 e del D.M. 22/02/2016.



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DISPOSIZIONI GENERALI

Soggetti beneficiari

Soggetti pubblici proprietari di immobili adibiti all’istruzione scolastica e all’istruzione universitaria, nonché di edifici dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) (1).

I finanziamenti a tasso agevolato possono essere concessi anche:

- a fondi di investimento immobiliare chiusi, istituiti dall’art. 33 del D.L. 98/2011 (conv. L. 111/2011) (2), unitamente

- ai soggetti privati cui attribuire specifici compiti operativi connessi alla realizzazione dell’intervento di incremento dell’efficienza energetica (tali soggetti possono individuarsi nelle società EsCO, ovvero quelle società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, sulla base di accordi con i clienti).

Infine, possono beneficiare dei finanziamenti i soggetti pubblici che - a titolo gratuito o oneroso - hanno in carico gli immobili di cui all’art. 8, comma 1, della L. 23/1996 (3).

Edifici

Gli edifici oggetto degli interventi devono essere esistenti alla data di entrata in vigore del D.M. 14/04/2015 (e quindi al 14/05/2015), sono di conseguenza esclusi gli interventi per i quali alla data in questione non sia ancora intervenuto il decreto di collaudo dei lavori ai sensi del D. Leg.vo 163/2006.


(1) Si ricorda che in base all’art. 3 della L. 23/1996 (Norme per l’edilizia scolastica), alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici da destinare a sedi di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado provvedono i Comuni, mentre per quelli da destinare a sedi di scuole di istruzione secondaria di secondo grado, compresi i licei artistici e gli istituti d’arte, di conservatori di musica, di accademie, di istituti superiori per le industrie artistiche, nonché di convitti e di istituzioni educative statali, provvedono le Province.

(2) L’art. 33, del D.L. 98/2011 ha previsto la creazione di un sistema integrato di fondi immobiliari (sostanzialmente di due tipi: fondo di fondi e fondo a gestione diretta), con l’obiettivo di accrescere l’efficienza dei processi di sviluppo e di valorizzazione dei patrimoni immobiliari di proprietà degli enti territoriali, di altri enti pubblici e delle società interamente partecipate dai predetti enti. A tale fine è stata poi costituita la società INVIMIT SGR S.p.A., per l’istituzione e gestione dei suddetti fondi d’investimento immobiliare, che operano in regime di libera concorrenza. La struttura del patrimonio immobiliare dei fondi in questione può essere costituita alternativamente da immobili scolastici di proprietà pubblica, come sopra individuati, ed eventualmente anche da altri immobili di proprietà pubblica (patrimonio promiscuo). In entrambi i casi possono accedere ai finanziamenti soltanto gli edifici scolastici, gli asili nido, gli edifici di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) nonché gli edifici destinati alla formazione universitaria.

(3) La L. 1044/1971, che ha definito il Piano quinquennale per l’istituzione di asili-nido comunali con il concorso dello Stato, indica i Comuni, o i Consorzi di Comuni, quali soggetti responsabili per la costruzione e la gestione degli asili nido (art. 4). A tal fine, detti soggetti possono richiedere l’erogazione dei contributi statali secondo le norme stabilite dalla Regione di appartenenza.

L’art. 8, comma 1, della L. 23/1996 riguarda gli immobili dei Comuni e dello Stato utilizzati come sede di scuole di istruzione secondaria di secondo grado, compresi i licei artistici e gli istituti d’arte, di conservatori di musica, di accademie, di istituti superiori per le industrie artistiche, nonché di convitti e di istituzioni educative statali. Ai sensi del citato art. 8, comma 1, detti immobili sono trasferiti in uso gratuito, ovvero, in caso di accordo fra le parti, in proprietà con vincolo di destinazione ad uso scolastico, alle Province, che si assumono gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria nonché gli oneri dei necessari interventi di ristrutturazione, ampliamento e adeguamento alle norme vigenti. I relativi rapporti sono disciplinati mediante convenzione.


Entità delle somme a disposizione

Le somme messe a disposizione dal D.M. 22/02/2016, ammontanti a complessivi 248 milioni di Euro, sono così ripartite:

- quanto a 177 milioni di Euro in favore dei progetti presentati dai soggetti pubblici competenti;

- quanto a 71 milioni di Euro in favore dei progetti presentati dai fondi di investimento immobiliare chiusi, unitamente alle società di servizi energetici.

Norme che regolano i finanziamenti

I finanziamenti sono concessi in deroga all’art. 204 del D. Leg.vo 267/2000, il quale prevede una specifica disciplina per l’assunzione di mutui da parte degli enti locali (4).

I finanziamenti assumono la forma di prestiti con rate semestrali costanti posticipate.


Ai finanziamenti si applica la riduzione del 50% del tasso di interesse di cui al D. Min. Economia e Fin. 17/11/2009 (5).

In caso di ritardo nei pagamenti da parte del beneficiario, a qualsiasi motivo dovuto, si applicano gli interessi di mora al tasso legale.

Tassi di interesse

Cumulabilità

I finanziamenti sono cumulabili con altre forme di incentivazione previste dalla normativa nazionale, regionale e comunitaria, nei limiti dalle stesse norme previsti e comunque entro un massimo del 50% del valore del progetto.



(4) L’art. 204 del D. Leg.vo 267/2000 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) prevede, in sintesi, che l’ente locale può assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento solo se l’importo annuale degli interessi, sommato a quello di altre forme di finanziamento, non supera l’8% delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l’assunzione dei mutui. Inoltre i contratti di mutuo con enti diversi dalla Cassa depositi e prestiti, dall’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica e dall’Istituto per il credito sportivo, devono, a pena di nullità, essere stipulati in forma pubblica e contenere determinate clausole e condizioni, relativamente alle rate e alla durata, alla decorrenza dell’ammortamento, alla natura della spesa da finanziare e al tasso di interesse.

(5) Conseguentemente, il tasso d’interesse applicato risulta pari allo 0,25%, dal momento che il D. Min. Economia e Fin. 17/11/2009 prevede all’art. 1 che il saggio di interesse sui finanziamenti da concedersi a valere sulle risorse del Fondo Kyoto è fissato nella misura dello 0,50%.


Condizioni da rispettare

L’accesso ai finanziamenti a tasso agevolato è condizionato ai seguenti due elementi:

- la presentazione di diagnosi energetica comprensiva di certificazione energetica, in base alla normativa vigente;

- il conseguimento da parte degli interventi effettuati di un miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi in un periodo massimo di tre anni, certificato da un professionista abilitato che non sia stato coinvolto nelle fasi antecedenti di progettazione, direzione lavori e collaudo dell’intervento realizzato (6).

Tempistiche per la realizzazione degli interventi

I lavori di realizzazione degli interventi devono concludersi - per singolo edificio - entro i 36 mesi successivi alla stipula del contratto di finanziamento, salva possibile proroga di ulteriori 18 mesi per giustificati motivi e previa istanza adeguatamente motivata.


(6) Tale certificazione deve essere prodotta insieme all’atto di collaudo, e la sua mancanza comporta la revoca dell’intero finanziamento concesso. Nel caso di finanziamenti erogati in favore di fondi immobiliari chiusi, la certificazione deve essere necessariamente prodotta insieme all’atto di collaudo di ciascun singolo immobile compreso nel progetto di investimento.


Presentazione delle domande

Le domande - redatte sulla base della modulistica allegata al D.M. 22/02/2016, n. 40 - potevano in prima battuta essere presentate a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’avviso di apertura, accompagnate dalla documentazione prevista.

L’avviso in questione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21/04/2016, conseguentemente la scadenza per la presentazione delle domande è stata fissata al 18/10/2016.

Tuttavia, prima con il D.M. 14/10/2016 e da ultimo con il D.M. 27/06/2017, n. 169, il Ministero ha prorogato fino al 30/06/2018 il termine per le domande di finanziamento tasso agevolato per gli interventi per migliorare l’efficienza energetica nelle scuole pubbliche.



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PROGETTI DEGLI ENTI PUBBLICI COMPETENTI

Criteri minimi degli interventi

I progetti dovranno rispettare i requisiti tecnici minimi ed i costi unitari massimi di cui al D.M. 28/12/2012 (Conto termico) (8).

Ove necessario, i progetti dovranno prevedere anche l’adeguamento alle norme di sicurezza ed antisismiche dei luoghi e degli impianti nonché la bonifica o messa in sicurezza delle parti di immobile o sue pertinenze contaminate da amianto. In questi casi anche tali opere potranno essere oggetto di finanziamento, entro l’importo massimo finanziabile, sempre che siano strettamente funzionali e non prevalenti.


(8) Si segnala che la disciplina prevista dal D.M. 28/12/2012 si intende superata a decorrere dal 31/05/2016, data di entrata in vigore del D.M. 16/02/2016 (Conto termico 2016), recante l’aggiornamento della disciplina per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili secondo principi di semplificazione, efficacia, diversificazione e innovazione tecnologica nonché di coerenza con gli obiettivi di riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione.


Importo massimo finanziabile e durata dei finanziamenti (9)

Interventi che riguardano esclusivamente l’analisi, il monitoraggio, l’audit e la diagnosi energetica

30.000 Euro per edificio

10 anni

Interventi relativi alla sostituzione dei soli impianti, inclusa installazione, posa in opera, progettazione e certificazione energetica ex ante ed ex post

1.000.000 Euro per edificio

20 anni

Interventi di riqualificazione energetica dell’edificio - involucro ed impianti - inclusa installazione, posa in opera, progettazione e certificazione energetica ex ante ed ex post

2.000.000 Euro per edificio

20 anni


(9) Sono ammessi al finanziamento unicamente gli interventi i cui costi sono stati sostenuti in data successiva all’entrata in vigore del D.M. 22/02/2016 (11/03/2016). Nel caso in cui il costo complessivo degli interventi sia superiore ai limiti ammissibili, il soggetto proponente è tenuto a dichiarare in sede di richiesta di finanziamento che l’integrale copertura è assicurata da ulteriori risorse finanziarie nella sua disponibilità, presentando idonea documentazione a supporto in fase di stipula del contratto di finanziamento.


PROGETTI DEI FONDI IMMOBILIARI


Tipologia di progetti

I progetti devono consistere in programmi di valorizzazione degli immobili attraverso interventi di efficientamento energetico, e dovranno garantire la convenienza economica e l’efficacia dell’intervento con identificazione dei tempi di ritorno dell’investimento (10).

Criteri minimi degli interventi

Vedi quanto già indicato a proposito dei progetti degli enti pubblici competenti.

Importo massimo finanziabile per singolo edificio

Vedi quanto già indicato a proposito dei progetti degli enti pubblici competenti.

Durata massima dei finanziamenti

20 anni. La durata massima del finanziamento agevolato non potrà comunque superare la durata massima del fondo di investimento immobiliare chiuso beneficiario.

Importo massimo finanziabile per progetto di investimento

20 milioni di Euro, e comunque entro il limite del 20% del valore del fondo di investimento immobiliare chiuso beneficiario (11).


(10) Tale dimostrazione dovrà essere fornita attraverso un documento separato che riporti:

i costi energetici per singole componenti concorrenti al calcolo della prestazione energetica dell’edificio;

il costo energetico totale dell’edificio nella situazione anteriore all’intervento;

i corrispondenti costi energetici per singole componenti e totali a valle della realizzazione dell’intervento.

(11) In ogni caso l’importo del finanziamento agevolato, sommato ad eventuali contributi pubblici già erogati al fondo di investimento, deve essere inferiore al 50% del valore degli interventi del fondo stesso. Inoltre, l’attuazione dei progetti di investimento non deve comportare, per il soggetto pubblico competente che ha conferito gli immobili al fondo, un incremento degli oneri e dei canoni rispetto alla sommatoria degli oneri e dei canoni riferibili all’immobile prima degli interventi. Infine, il progetto di investimento non può comportare maggiori oneri per la finanza pubblica.




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