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Ultimo aggiornamento
22/05/2015

Nuove procedure alienazione immobili pubblici ex art. 3 D.L. “Casa” 47/2014

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20/05/2015 il D.M. 24/02/2015 concernente le procedure di alienazione degli immobili di proprietà degli enti pubblici al fine di incrementare le risorse destinate alla realizzazione, manutenzione o acquisto di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

Il Decreto 24/02/2015 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera a) del D.L. 47/2014 (c.d. "D.L. Casa"), convertito con modificazioni dalla Legge 80/2014, dispone le procedure di alienazione degli immobili di proprietà dei comuni, degli enti pubblici anche territoriali nonché degli istituti autonomi per le case popolari comunque denominati.

Gli enti sopra citati dovranno predisporre, entro il 20/09/2015, degli specifici programmi di alienazione di unità immobiliari al fine di razionalizzare, anche dal punto di vista economico, la gestione del patrimonio.

Con riguardo alle procedure da adottare per l'alienazione (art. 1), si prevede che i programmi dovranno favorire prioritariamente la dismissione di alloggi situati nei condomini misti nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50% e di quelli presenti in aree prive di servizi o comunque fatiscenti.
Potranno essere inclusi nei programmi anche gli immobili classificabili come A/1, A/7, A/8 ,A/9, A/10, nonché i locali destinati ad uso diverso da quello abitativo.

Le risorse derivanti dalle alienazioni dovranno essere destinate all'attuazione di:
- un programma straordinario di recupero e razionalizzazione del patrimonio esistente;
- acquisto e, solo in mancanza di adeguata offerta di mercato, realizzazione di nuovi edifici.

Relativamente ai criteri per l'alienazione, l'art. 2 del Decreto stabilisce che gli alloggi dovranno essere previamente offerti agli assegnatari dei medesimi, al valore che risulta applicando un moltiplicatore pari a 100 alle rendite catastali, risultanti al momento della definizione dell’offerta. A tale prezzo si applicherà la riduzione dell'1% per ogni anno di anzianità di costruzione dell'immobile, fino al limite massimo del 20%. Una volta comunicato il prezzo di vendita dell’immobile, gli assegnatari avranno 60 giorni per esprimere la propria volontà sull’acquisto.

Si ricorda che gli assegnatari, usufruendo dell’abbattimento del prezzo dell’alloggio, non potranno rivendere l’immobile prima che siano trascorsi 5 anni dalla data di registrazione dell’acquisto.

Nei casi in cui l’assegnatario non intenda acquistare l’alloggio posto in vendita, gli enti proprietari dovranno verificare la disponibilità nel proprio patrimonio di un altro alloggio, ubicato nello stesso Comune, che soddisfi le esigenze abitative del nucleo familiare dell’assegnatario.

Con riguardo agli alloggi resisi disponibili, per rinuncia all’acquisto da parte dell’assegnatario, questi dovranno essere posti in vendita attraverso bandi ad asta pubblica.

Tutte le spese inerenti le procedure di alienazione e gli oneri relativi alla stipulazione del trasferimento di proprietà sono a carico dell’acquirente. Con riguardo all’atto di trasferimento di proprietà dell’immobile, però, si ricorda che l’imposta ipotecaria e quella catastale sono in misura fissa.

Le Regioni, entro il 30 luglio di ogni anno, dovranno riferire al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sulle attività poste in essere e sullo stato di attuazione, secondo gli schemi predisposti nell’Allegato A al presente Decreto.
 

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