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Ultimo aggiornamento
19/01/2015

Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia: il decreto istitutivo (DPCM 193/2014)

Il D.P.C.M. 30/10/2014, n. 193, in attuazione dell’art. 99, comma 1, del "Codice antimafia" (D. Leg.vo 159/2011), regola l’organizzazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, anche per ciò che concerne le procedure di accesso, registrazione e consultazione, nonché le modalità di collegamento ad altre banche dati.
A cura di:
  • Alfonso Mancini

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 07/01/2015 il D.P.C.M. 30/10/2014, n. 193 che, in attuazione dell’art. 99, comma 1, del D. Leg.vo 159/2011 (cosiddetto “Codice antimafia”), disciplina l’organizzazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, anche per ciò che concerne le procedure di accesso, registrazione e consultazione, nonché le modalità di collegamento ad altre banche dati.

I soggetti che possono consultare la Banca dati nazionale per ottenere il rilascio della documentazione antimafia - nei casi disciplinati dagli artt. 83, commi 1 e 2, e 91, commi 1 e 7, del Codice antimafia, sono:

  • i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, individuati dai capi degli uffici competenti alla stipula, all’approvazione, all’autorizzazione di contratti e subcontratti, ovvero alla concessione o al rilascio delle erogazioni e dei provvedimenti di cui all’articolo 67 del Codice antimafia;
  • i dipendenti degli enti e delle aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e delle società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, individuati dal legale rappresentante delle imprese o società;
  • i dipendenti dei concessionari di opere pubbliche e dei contraenti generali di cui all’art. 176 del D. Leg.vo 163/2006, individuati dai rispettivi legali rappresentanti;
  • i dipendenti delle Camere di commercio, individuati dai rispettivi presidenti;
  • i dipendenti degli Ordini professionali, individuati dai rispettivi presidenti.

Le modalità per il rilascio della documentazione antimafia attraverso la Banca dati nazionale - che avviene immediatamente, per via telematica, al soggetto richiedente (sempre che ovviamente non risultino cause ostative) - sono disciplinate dagli artt. 23-28 del D.P.C.M. 30/10/2014.

Ai fini del rilascio della documentazione antimafia, la Banca dati nazionale sarà collegata per via telematica, tra gli altri, con i sistemi informativi delle Camere di commercio nonché con l’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui all’art. 7 del D. Leg.vo 163/2006, anche ai fini dell’accesso ai dati conservati nel casellario informatico istituito presso lo stesso Osservatorio, nonché con la Banca dati nazionale dei contratti pubblici di cui all’art. 62-bis del D. Leg.vo 82/2005.

L’Allegato 5 al provvedimento reca invece l’elenco degli oneri informativi a carico delle imprese concessionarie di opere pubbliche o contraenti generali, nonché a carico delle pubbliche amministrazioni, derivanti dalla sua applicazione.

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