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Ultimo aggiornamento
10/01/2018

Reddito dominicale: definizione, variazioni e relativa denuncia, esenzione

Breve informativa sul “reddito dominicale”: definizione, variazioni in aumento e in diminuzione, obblighi di denuncia della variazione, possibilità di esenzione dall'obbligo con aggiornamento della banca dati catastale da parte dell’Agenzia Entrate ed eventuale di ricorso da parte del contribuente. ULTIMO AGGIORNAMENTO: Comunicato pubblicato in G.U. 29/12/2017, n. 302.
A cura di:
  • Dino de Paolis

In questo articolo proponiamo una breve informativa sul “reddito dominicale”, vale a dire quella parte del reddito catastale dei terreni posta a remunerazione della proprietà. Viene fornita la definizione, chiariti i casi in cui vi è variazione e quali siano gli obblighi di denuncia della variazione.

Infine viene dato conto delle fattispecie di esenzione dall’obbligo della denuncia di variazione, nelle quali i nuovi redditi dominicali sono attribuiti “d’ufficio” dall’Agenzia delle Entrate, con possibilità per il contribuente di proporre ricorso in Commissione tributaria entro 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo comunicato. A tale proposito l’ultimo comunicato contenente l’elenco dei comuni per i quali è stata completata l’operazione di aggiornamento della banca dati catastale è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 29/12/2017, n. 302.

IL REDDITO DOMINICALE - Ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. 917/1986 (Testo Unico delle imposte sui redditi), sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti - con attribuzione di rendita - nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano.

Il reddito fondiario si distingue in:

  • reddito dominicale dei terreni: parte di reddito fondiario che remunera la proprietà;
  • reddito agrario dei terreni: parte di reddito fondiario attribuita al capitale di esercizio e all’organizzazione nell’attività agricola;
  • reddito dei fabbricati.

La determinazione del reddito dominicale avviene, ai sensi dell’art. 28 del D.P.R. 917/1986, mediante l’applicazione di tariffe d’estimo stabilite per ciascuna qualità e classe di terreno, da sottoporre a revisione ogni 10 anni o quando se ne manifesti l’esigenza per sopravvenute variazioni nelle quantità e nei prezzi dei prodotti e dei mezzi di produzione. Le modifiche derivanti dalla revisione hanno effetto dall’anno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

LE VARIAZIONI DEL REDDITO DOMINICALE - A proposito delle variazioni del reddito dominicale, l’art. 29 del D.P.R. 917/1986 dispone che:

  • dà luogo a variazioni in aumento la sostituzione della qualità di coltura allibrata in catasto con altra di maggiore reddito;
  • danno luogo a variazioni in diminuzione la sostituzione della qualità di coltura allibrata in catasto con altra di minore reddito, oppure la diminuzione della capacità produttiva del terreno per naturale esaurimento o per altra causa di forza maggiore, anche se non vi è stato cambiamento di coltura, ovvero per eventi fitopatologici o entomologici interessanti le piantagioni.

Le variazioni indicate danno luogo a revisione del classamento dei terreni cui si riferiscono e devono essere denunciate dal contribuente all’ufficio tecnico erariale, fatta salva la fattispecie di esenzione dall’obbligo descritta più avanti.

Le variazioni in aumento devono essere denunciate entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati i fatti che hanno portato all’aumento del reddito ed hanno effetto da tale anno.

Le variazioni in diminuzione hanno effetto dall’anno in cui si sono verificati i fatti che hanno portato alla diminuzione del reddito, se la denuncia è stata presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Di contro, se la denuncia è stata presentata dopo, le variazioni hanno effetto dall’anno in cui è stata presentata la denuncia.

La denuncia deve essere presentata in alternativa utilizzando il software Docte 2.0, oppure tramite l'apposito modello 13T "Dichiarazioni variazione della coltura". Per maggiori dettagli su entrambe le modalità per presentare la denuncia si veda la pagina dedicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

L’ESENZIONE DALL’OBBLIGO DI DENUNCIA DELLE VARIAZIONI - Il comma 33 dell’art. 2 del D.L. 262/2006 (conv. L. 286/2006), prevede l’esenzione dall’obbligo della denuncia di variazione del reddito dominicale da rendere al catasto terreni per i soggetti che, nell’ambito della richiesta di contributi agricoli previsti da regolamenti UE, presentino le dichiarazioni relative all’uso del suolo sulle singole particelle catastali. A tal fine dette dichiarazioni devono contenere anche gli elementi per consentire l’aggiornamento del catasto, ivi comprese quelle relative ai fabbricati facenti parte dell’azienda agricola.

Le disposizioni in commento, poi modificate dal D.L. 159/2007 (conv. L. 222/2007), prevedono inoltre che all’atto dell’accettazione della dichiarazione di cui sopra, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) predisponga una proposta di aggiornamento della banca dati catastale, che viene trasmessa all’Agenzia delle Entrate, la quale provvede di conseguenza ad inserire nei propri archivi i nuovi redditi relativi agli immobili oggetto delle variazioni colturali. I nuovi redditi dominicali così attribuiti producono effetti fiscali a partire dal 1° gennaio dell’anno in corso al momento della presentazione della dichiarazione.

In seguito, l’Agenzia delle Entrate dà notizia del completamento delle operazioni di aggiornamento tramite un comunicato da pubblicare in Gazzetta Ufficiale, nonché, per i 60 giorni successivi, rendendo noti tramite gli uffici provinciali ed il proprio sito Internet i risultati delle operazioni catastali di aggiornamento presso i comuni interessati.

I ricorsi in Commissione tributaria [1]avverso la variazione dei redditi possono essere proposti nei 120 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del comunicato.

Tra le “Fonti collegate” sono consultabili tutti i comunicati contenenti l’elenco dei comuni per i quali è stata completata l’operazione di aggiornamento della banca dati catastale eseguita sulla base del contenuto delle dichiarazioni presentate agli organismi pagatori (ultimo comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 29/12/2017, n. 302).


[1] Si rammenta che ai sensi dell’art. 2, comma 2, primo periodo, del D. Leg.vo 546/1992, “Appartengono altresì alla giurisdizione tributaria le controversie promosse dai singoli possessori concernenti l’intestazione, la delimitazione, la figura, l’estensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dell’estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella, nonché le controversie concernenti la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l’attribuzione della rendita catastale.”.

 

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