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Ultimo aggiornamento
18/09/2017

Morosità incolpevole dell’inquilino: i criteri per il riparto del fondo e l’assegnazione dei contributi

Risorse e modalità di funzionamento del Fondo, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, destinato agli inquilini "morosi incolpevoli". AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2017: riparto della disponibilità 2017.
A cura di:
  • Dino de Paolis

Con il D.M. 14/05/2014, pubblicato nella G.U. 14/07/2014, n. 161, il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha dettato le disposizioni di attuazione dell’art. 6, comma 5, del D.L. 102/2013 (conv. L. 124/2013), che ha istituito presso il Ministero stesso un Fondo destinato agli inquilini "morosi incolpevoli".

Il Fondo istituito dal D.L. 102/2013
Si ricorda in particolare che il citato art. 6, comma 5, del D.L. 102/2013:

  • ha istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015;
  • ha demandato ad un successivo decreto ministeriale il riparto delle risorse assegnate al Fondo nonché la definizione dei criteri e delle priorità da rispettare nei provvedimenti comunali che definiscono le condizioni di morosità incolpevole che consentono l’accesso ai contributi;
  • ha stabilito che le risorse del Fondo siano assegnate prioritariamente alle regioni e province autonome che abbiano emanato norme per la riduzione del disagio abitativo, che prevedano percorsi di accompagnamento sociale per i soggetti sottoposti a sfratto, anche attraverso organismi comunali.

Le norme attuative sono dunque state adottate con il citato D.M. 14/05/2014.

Riparto delle risorse e successivo incremento (art. 1, comma 2, del D.L. 47/2014, D.M. 05/12/2014 e D.M. 19/03/2015)
Il riparto delle somme a disposizione è stato stabilito dal decreto come segue:

  • 30% tra le regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania (le uniche ad aver adottato le previste norme per la riduzione del disagio abitativo entro il termine di entrata in vigore della legge di conversione 124/2013);
  • 70% tra le restanti regioni e province autonome.

Il tutto, come da tabella di cui all’art. 1 del decreto.
Il D.M. 05/12/2014 ha poi ripartito l'incremento previsto dall'art. 1, comma 2, del D.L. 47/2014 (conv. L. 80/2014) in favore del Fondo - pari a 15,73 milioni di euro - in proporzione al numero di provvedimenti di sfratto per morosità emessi, registrato dal Ministero degli interni al 31/12/2012, per il 30% tra le regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Campania, Puglia e Lazio, e per il restante 70% tra tutte le regioni e le province autonome, come riportato tabella allegata al provvedimento.
Le regioni e le province autonome dovranno individuare i comuni ad alta tensione abitativa (di cui alla Delib. CIPE 87/2003), ivi compresi i comuni capoluogo di provincia non inclusi nella predetta delibera, cui sono destinate le risorse del Fondo, unitamente ad eventuali stanziamenti regionali.

I successivi D.M. 19/03/2015 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23/05/2015, n. 118), D.M. 30/03/2016 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25/07/2016, n. 172) e D.M. 01/08/2017 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15/09/2017, n. 216) hanno poi previsto la ripartizione della disponibilità complessiva relativa, rispettivamente, alle annualità 2015 (pari a 32,73 milioni di euro), 2016 (pari a 59,73 milioni di euro) e 2017 (pari a 11.062.457,95 euro) in proporzione al numero di provvedimenti di sfratto per morosità emessi, registrato dal Ministero dell'interno rispettivamente al 31/12/2013, al 31/12/2014 e al 31/12/2015, come segue: 

  • 30% tra le regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia;
  • 70% tra le restanti regioni e province autonome.

Definizione di “morosità incolpevole
Secondo l’art. 2 del D.M. 14/05/2014 deve intendersi per “morosità incolpevole” la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare, dovuta ad una delle seguenti ragioni:

  • perdita del lavoro per licenziamento;
  • accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
  • mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
  • cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
  • malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.

Criteri per l’accesso ai contributi
Possono accedere ai contributi i soggetti che:

  • abbiano un reddito I.S.E. non superiore ad euro 35.000,00 o un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore I.S.E.E. non superiore ad euro 26.000,00
  • siano destinatari di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida;
  • siano titolari di un contratto di locazione di unità immobiliare ad uso abitativo regolarmente registrato (sono esclusi gli immobili appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9) e risiedano nell’alloggio oggetto della procedura di rilascio da almeno un anno;
  • abbiano cittadinanza italiana, di un paese dell’UE, ovvero, nei casi di cittadini non appartenenti all’UE, possiedano un regolare titolo di soggiorno;
  • non siano titolari, direttamente o tramite altro componente del nucleo familiare, di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione nella provincia di residenza di altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del nucleo familiare.

L’ISE (Indicatore della Situazione Economica) è il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e da una quota del patrimonio mobiliare e immobiliare (20%). Redditi e patrimoni si riferiscono a tutti i componenti del nucleo familiare

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento di valutazione, attraverso criteri unificati, della situazione economica di chi richiede prestazioni sociali agevolate o l’accesso a condizioni agevolate ai servizi di pubblica utilità

Costituisce criterio preferenziale per la concessione del contributo la presenza all’interno del nucleo familiare di almeno un componente che sia in alternativa:

  • ultrasettantenne;
  • minore;
  • con invalidità accertata per almeno il 74%;
  • in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l’attuazione di un progetto assistenziale individuale.

Il D.M. 30/03/2016, relativo alla ripartizione per l’annualità 2016, ha stabilito che i contributi sono destinati a:

  • fino a un massimo di 8.000,00 euro per sanare la morosita' incolpevole accertata dal comune, qualora il periodo residuo del contratto in essere non sia inferiore ad anni due, con contestuale rinuncia all'esecuzione del provvedimento di rilascio dell'immobile;
  • fino a un massimo di 6.000,00 euro per ristorare la proprieta' dei canoni corrispondenti alle mensilita' di differimento qualora il proprietario dell'immobile consenta il differimento dell'esecuzione del provvedimento di rilascio dell'immobile per il tempo necessario a trovare un'adeguata soluzione abitativa all'inquilino moroso incolpevole;
  • assicurare il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione;
  • assicurare il versamento di un numero di mensilita' relative a un nuovo contratto da sottoscrivere a canone concordato fino alla capienza del contributo massimo complessivamente concedibile di euro 12.000,00.

L’importo massimo del contributo concedibile - ai sensi del D.M. 30/03/2016 - è di euro 12.000,00.
Si segnala, infine, che, ai sensi del D.M. 01/08/2017, le risorse residue poste in capo ai comuni, a valere sulle ripartizioni 2014 e 2015, possono essere utilizzate sulla base dei criteri stabiliti dal D.M. 30/03/2016.  

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