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Ultimo aggiornamento
05/03/2017

Il programma di edilizia residenziale per i dipendenti pubblici impegnati nella lotta alla criminalità organizzata (D.L. 152/1991)

Questo articolo riepiloga tutto quello che c’è da sapere sul programma per la costruzione di alloggi da concedere in locazione od in godimento a dipendenti delle amministrazioni dello Stato impegnati nella lotta alla criminalità organizzata previsto dall’art. 18 del D.L. 13/05/1991, n. 152 (convertito in legge dalla L. 203/1991), alla luce delle continue modifiche apportate negli anni alla relativa disciplina (da ultimo, con il D.L. “Milleproroghe” 244/2016 che ha prorogato il termine per la ratifica degli accordi di programma ai fini della possibile rilocalizzazione degli interventi).
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

OGGETTO DEL PROGRAMMA E QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Si tratta di un programma straordinario per la costruzione di alloggi da concedere in locazione o in godimento ai dipendenti delle amministrazioni dello Stato, quando è strettamente necessario alla lotta alla criminalità organizzata, e che contempla interventi eseguiti da imprese e/o loro consorzi consistenti prevalentemente nella realizzazione di nuove costruzioni di edilizia residenziale, ma anche di edifici commerciali e terziari, nonché delle relative opere di urbanizzazione.
Il programma ha preso il via con l’art. 18 del D.L. 152/1991 (cosiddetta “Legge Martelli”) - convertito in legge dalla L. 203/1991 - ed è stato successivamente attuato tramite la Delib. CIPE 20/11/1991, con la quale sono stati fissati i criteri e le modalità per la presentazione delle proposte di attuazione del programma.
In seguito, l’art. 5, comma 1, della L. 21/2001, ha previsto:
- l’emanazione di un decreto ministeriale atto a fissare i limiti di reddito, i criteri per l’assegnazione degli alloggi e per la determinazione dei canoni di locazione ed i requisiti degli assegnatari;
- che gli alloggi finanziati per i quali siano venute meno in tutto o in parte le finalità (originariamente attestate dal Prefetto territorialmente competente), in mancanza di richieste da parte dei dipendenti dello Stato impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, siano assegnati sulla base delle norme relative all’edilizia residenziale pubblica vigenti in ogni Regione.
In base alla citata L. 21/2001 è stato quindi emanato il D.M. 10/05/2002, n. 215, successivamente integrato dal D.M. 25/11/2004, n. A/8421, ed è in seguito intervenuta la Circolare 23/05/2007, recante chiarimenti in merito alla procedura di assegnazione ed all’attuazione del disposto della L. 21/2001 per il caso di alloggi non finanziati.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha poi emanato il D.M. 08/05/2014, n. 185, (comunicato in G.U. 12/07/2014, n. 160), con il quale sono state apportate modifiche ed integrazioni al precedente D.M. 10/05/2002.
In particolare il provvedimento si è reso necessario per adeguare la normativa alla Sentenza del TAR Lazio n. 17/2013, come confermati e precisati dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 1125/2014, per quanto riguarda le modalità di determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia agevolata da corrispondere da parte degli assegnatari, che deve avvenire secondo principi di proporzionalità ai redditi degli assegnatari, onde non penalizzare i dipendenti impegnati nella lotta alla criminalità organizzata che, in ragione del basso reddito, dovessero rinunciare all’alloggio cui pure hanno diritto.
Con l’occasione si è proceduto a limitate modifiche al citato D.M. 12/05/2002, al fine rendere più efficaci le procedure da attivare da parte dei Prefetti per la formulazione delle graduatorie dei soggetti aventi diritto all’assegnazione degli alloggi finanziati, nonché ad aggiornare i limiti di reddito stabiliti per l’assegnazione, fissati nel 2002.
Con il suddetto D.M. 185/2014 è stato infine aggiornato lo schema di avviso da pubblicare da parte delle Prefetture.

 


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A cura di:
  • Dino de Paolis

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  • Redazione Legislazione Tecnica

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A cura di:
  • Stefano Baruzzi

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