FAST FIND : GP10597

Sent. C. Stato 15/11/2010, n. 47

1248562 1248562
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Sostituzione di tettoia - È attività straordinaria ex artt. 3 e 6, D.P.R. 01/380 - Ordine di demolizione - Illegittimità
1. La sostituzione di tettoia, ai sensi degli artt. 3, c.1, alinea b) e 6, c.2, alinea a) del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, rientra negli interventi di manutenzione straordinaria. Ne consegue che qualsiasi provvedimento a carattere demolitorio e ripristinatorio è illegittimo.

1a. (ATED-MZR.1) - Sugli interventi edilizi di manutenzione straordinaria ved. C.Stato V 30 ottobre 2003 n. 6736 R (Gli interventi di manutenzione straordinaria sul patrimonio edilizio prevalgono, ai sensi dell’art. 31, c. 2 della L. 5 agosto 1978 n. 457, sulle disposizioni degli strumenti urbanistici eventualmente difformi); Csi 7 marzo 2003 n. 266 [R=WCSI7M03266] [Negli interventi di manutenzione straordinaria previsti dall’art. 31, c. 1, lett. b) della L. 1978/457 sono compresi quelli per la sostituzione o rinnovazione di parti, anche esterne, di un edificio, che non modifichino le destinazioni d’uso né le superfici ed i volumi delle singole unità immobiliari]; Cass. pen. III 3 marzo 2003 n. 9519 [R=WP3M039519] (Anche a seguito delle nuove disposizioni contenute nella L. 21 dicembre 2001 n. 443 e nel T.U., D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, gli interventi di manutenzione straordinaria, ai sensi dell’art. 31 della L. 1978/457, non richiedono la preventiva autorizzazione solo nel caso in cui non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici); V 6 febbraio 2003 n. 617 [R=P6F03617] [Gli interventi edilizi di manutenzione straordinaria sono distinti dalla necessità che consistano in lavori di sostituzione o rinnovo di parti dell’edificio (limite di ordine funzionale) e che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari nè mutino la loro destinazione (limite di ordine strutturale); pertanto qualora superino detti limiti occorre la concessione edilizia]; V 18 ottobre 2002 n. 5775 [R=WP18O025775] (Affinchè una attività edilizia costituisca una manutenzione straordinaria deve conservare la destinazione d’uso dell’edificio ed anche avere gli altri due requisiti, quello funzionale e quello strutturale, di cui già si è detto; quindi un intervento che non abbia i due suddetti requisiti e mantenga solo in parte la precedente destinazione d’uso ha natura di ristrutturazione e non di manutenzione); V 2 aprile 2001 n. 1883 [R=P2A011883] (Presupposto degli interventi di manutenzione straordinaria è la preesistenza di un edificio avente determinate caratteristiche strutturali ed architettoniche); Cass.pen. III 22 giugno 2000 n. 7314 [R=WP22G007314] (La costruzione di un appartamento di soprelevazione di un edificio preesistente non può qualificarsi come intervento in straordinaria manutenzione); C.Stato V 25 novembre 1999 n. 1971 R (Costituiscono interventi di manutenzione straordinaria - non soggetta agli oneri urbanistici - le opere di accomodamento o anche di rinnovazione o sostituzione di parti degli elementi costitutivi dell’edificio); V 12 ottobre 1999 n. 1431 R (La sostituzione del tetto a spiovente con la copertura a terrazza, qualora comporti un certo aumento di volumetria e la variazione del preesistente assetto estetico e strutturale dell’edificio, non si configura come intervento di manutenzione straordinaria); Csi 18 novembre 1998 n. 665 R (I lavori di manutenzione straordinaria consistono nel rinnovo di parti dell’edificio col limite strutturale imposto dal divieto di modificare superfici e volumi dell’immobile); Cass.pen. III 27 gennaio 1998 n. 1029 [R=WP27GE981029] (Ai sensi dell’art. 31, L. 5 agosto 1978 n. 457, costituiscono interventi di straordinaria manutenzione le opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali di edifici e per realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso; tale disposizione si riferisce alla sola edilizia abitativa e, pertanto, la regolamentazione giuridica degli interventi di straordinaria manutenzione che essa contiene non è applicabile a manufatti non abitativi); C.Stato V 14 dicembre 1994 n. 1469 R e C.Conti, Stato 30 giugno 1993 n. 104 [R=WCC30G93104] (Gli interventi di manutenzione edilizia straordinaria previsti hanno due limiti: uno di ordine funzionale, costituito dalla necessità che i lavori siano diretti alla mera sostituzione o al puro rinnovo di parti dell’edificio, e l’altro di ordine strutturale, consistente nella proibizione di alterare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari o di mutare la loro destinazione); V 23 luglio 1994 n. 807 R (Conf. a C.Stato V 94/1469); Cass.pen. III 18 maggio 1994 n. 1054 [R=WP18MA941054] (La manutenzione straordinaria consiste soltanto in lavori diretti a conservare l’edificio mediante opere che nel loro complesso rispettino tipologia, forma e struttura senza alcun inserimento di elementi innovativi pur se sostitutivi di quelli precedenti); C.Stato V 1 marzo 1993 n. 301 R (Si configurano come manutenzione straordinaria di immobili sia i lavori di consolidamento delle strutture verticali o dei solai o delle scale, sia i lavori per opere accessorie che non aumentino volume e superficie utili).
[T.U., D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, artt. 3, c.1, alinea b) e 6, c.2, alinea a)] R

Dalla redazione

  • Edilizia e immobili

D.L. 32/2019 (c.d. “sblocca cantieri”): misure in tema di edilizia e opere strutturali

OPERE STRUTTURALI (Ampliamento ambito di applicazione; Ufficio cui presentare la denuncia dei lavori; Modifica ai contenuti della denuncia dei lavori; Modifica sulla presentazione della relazione a strutture ultimate e del collaudo) - COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE (Nuove categorie di interventi; Assorbimento degli adempimenti sulle opere strutturali; Eliminazione relazione del D.L. a strutture ultimate e collaudo statico per interventi minori) - DISTANZE LEGALI TRA FABBRICATI (Distanze negli interventi di demolizione e ricostruzione; Distanze tra fabbricati con interposte strade) - PROVE E CONTROLLI SU STRUTTURE E COSTRUZIONI ESISTENTI.
A cura di:
  • Dino de Paolis
  • Alfonso Mancini
  • Appalti e contratti pubblici

D.L. 32/2019 (c.d. “sblocca cantieri”): misure in tema di appalti e contratti pubblici

SOSPENSIONE DI NORME E ALTRE MODIFICHE TRANSITORIE (Acquisizioni dei Comuni non capoluoghi di provincia; Divieto di ricorso all’appalto integrato; Scelta dei commissari di gara tra gli esperti iscritti all’albo; Altre norme transitorie varie) - PREVISIONE DI UN REGOLAMENTO ATTUATIVO UNICO - NOVITÀ VARIE IN TEMA DI APPALTI E CONTRATTI PUBBLICI (Elaborazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica; Spese strumentali; Affidamento di concessioni agli affidatari di incarichi di progettazione; Verifica preventiva della progettazione; Comunicazione e pubblicazione dei provvedimenti di ammissione ed esclusione; Calcolo del valore stimato degli appalti; Anticipazione del prezzo all’appaltatore; Affidamento dei contratti sotto soglia; Affidamento dei servizi di architettura e ingegneria; Consorzi stabili; Appalto integrato; Informazioni da rendere ai candidati e agli offerenti; Motivi di esclusione; Qualificazione degli esecutori di lavori pubblici e attività delle SOA; Mezzi di prova assenza motivi di esclusione impresa ausiliarie e subappaltatori; Criteri di aggiudicazione; Offerte anomale; Concessioni; Partenariato pubblico-privato; Soppressione albo direttori dei lavori e collaudatori per affidamenti a contraente generale; Qualificazione del contraente generale; Abolizione del c.d. “rito super accelerato”; Procedure di affidamento in caso di crisi di impresa).
A cura di:
  • Dino de Paolis
  • Alfonso Mancini
  • Trasporti
  • Impianti alimentati da fonti rinnovabili
  • Finanza pubblica
  • Edilizia e immobili
  • Energia e risparmio energetico
  • Infrastrutture e opere pubbliche
  • Impiantistica
  • Provvidenze
  • Ospedali e strutture sanitarie
  • Distributori di carburanti
  • Fonti alternative

Emilia Romagna: 6,2 milioni di euro per sanità green e mobilità elettrica

Riqualificazione energetica degli edifici pubblici delle aziende sanitarie regionali e di infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica dei veicoli aziendali. La Regione Emilia-Romagna sostiene le Aziende sanitarie pubbliche regionali affinché vengano conseguiti obiettivi di risparmio energetico, uso razionale dell’energia, valorizzazione delle fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni di gas serra, con particolare riferimento allo sviluppo di misure di miglioramento della efficienza energetica negli edifici pubblici e ad incentivare politiche di mobilità elettrica.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Commercio e mercati
  • Urbanistica
  • Finanza pubblica
  • Provvidenze

Veneto: bando per il finanziamento di progetti dei distretti del commercio

La Regione Veneto promuove il consolidamento dei Distretti del Commercio mediante lo sviluppo di azioni strategiche che ne sostengano e strutturino l'evoluzione in sinergia con i temi dell'attrattività del territorio. Previsti contributi in conto capitale per: interventi strutturali e infrastrutturali su spazio pubblico, accessibilità, ristrutturazione dell’arredo urbano e del patrimonio edilizio pubblico destinato al commercio, misure di sostenibilità energetica ed ambientale, sistemi di sicurezza.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Impresa, mercato e concorrenza
  • Impianti alimentati da fonti rinnovabili
  • Provvidenze
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Energia e risparmio energetico
  • Impiantistica
  • Finanza pubblica
  • Fonti alternative
  • Imprese

Campania: contributi alle imprese per i piani di investimento nell’efficienza energetica

La Regione Campania concede contributi in conto capitale a fondo perduto a favore delle imprese per la realizzazione di investimenti finalizzati all'efficienza energetica e all'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia. In particolare, saranno ammissibili al contributo attività finalizzate all'aumento dell'efficienza energetica nei processi produttivi, l'installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, attività finalizzate all'aumento dell'efficienza energetica degli edifici dove si svolge il ciclo produttivo e attività di installazione di impianti a fonti rinnovabili. Lo stanziamento previsto ammonta a 20 milioni di euro e per la partecipazione è prevista la propedeudicità della diagnosi energetica.
A cura di:
  • Anna Petricca