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Ultimo aggiornamento
23/05/2014

Conversione in legge del D.L. "lavoro" 34/2014: le novità su DURC, apprendistato e lavoro a termine

DURC: chiunque abbia interesse, potrà verificare la regolarità contributiva nei confronti di Inps, Inail e Casse edili con una interrogazione telematica. Contratto a termine: fino a 5 rinnovi entro 36 mesi senza necessità di motivazione. Apprendistato: Piano formativo semplificato e obblighi di stabilizzazione ridotti.
A cura di:
  • Alfonso Mancini

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 19/05/2014 è stata pubblicata la L. 16/05/2014, n. 78, che converte in legge, con modificazioni, il D.L. 20/03/2014, n. 34, recante "Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese".
Il provvedimento, in aggiunta a varie misure per favorire il rilancio dell’occupazione, un nuovo intervento legislativo, potenzialmente molto importante, concernente il DURC, di cui è prevista la completa smaterializzazione, con il superamento dell’attuale sistema che impone ripetuti adempimenti burocratici alle imprese.
Sono di seguito esaminate le disposizioni recate dal provvedimento, ovviamente in attesa della conversione in legge per un quadro definitivo.

 

LA SMATERIALIZZAZIONE DEL DURC
SEMPLIFICAZIONI ANCHE PER LA VERIFICA DEI REQUISITI TRAMITE LA BDNCP

Il decreto prevede all'art. 4 che, a far data dall’entrata in vigore di un successivo decreto attuativo che dovrebbe essere emanato entro 60 giorni, chiunque vi abbia interesse potrà verificare la regolarità contributiva nei confronti di Inps, Inail e Casse edili (per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia) in tempo reale e con modalità esclusivamente telematiche.
In pratica si sostituisce l’attuale modalità, che prevede, con particolare riferimento all’acquisizione d’ufficio che le stazioni appaltanti sono tenute a fare nell’ambito delle procedure ad evidenza pubblica, che la richiesta venga inviata per via telematica, con conseguente risposta, sempre per via telematica, da pervenire entro 30 giorni. Con il nuovo sistema il DURC sarà direttamente “scaricabile” da Internet, aggiornato ai pagamenti scaduti fino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che a tale data sia scaduto anche il termine per la presentazione delle relative denunce contributive.
Da segnalare che la locuzione "chiunque vi abbia interesse" contenuta nel primo periodo del comma 1 dell'art. 4 in commento, è stata ampliiata per includervi esplicitamente la medesima impresa richiedente, dando il via di fatto alla possibilità per chiunque di "scaricare" il proprio DURC da internet.
Il DURC in questo modo ottenuto, tramite una richiesta unica ai tre enti previdenziali che saranno chiamati a cooperare condividendo i dati e facendo in modo che il richiedente possa indicare solo il codice fiscale del soggetto da verificare:

  • conterrà anche i dati dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto;
  • avrà validità di 120 giorni (si segnala a tale proposito che è stata precisata la parte del testo in cui viene indicata la validità di 120 giorni, per chiarire che tale periodo decorre dal momento in cui è disponibile la risultanza dell'interrogazione alle banche dati, e non invece dal momento, evidentemente precedente, dell'interrogazione stessa);
  • sostituirà ad ogni effetto il DURC, fatta eccezione per eventuali ipotesi di esclusione che potranno essere individuate dal successivo decreto attuativo.

Il decreto attuativo delle disposizioni in esame è stato adottato con il D.M 30/01/2015 (cfr. articolo Il nuovo DURC telematico (D.M. 30/01/2015)).

Il provvedimento contiene anche una semplificazione del sistema di verifica dei requisiti tramite la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNDC), e conseguentemente del sistema AVCPass. Infatti si prevede che l’acquisizione del DURC tramite l’interrogazione on line, come sopra descritto, assolverà all’obbligo di verificare la sussistenza del requisito di “regolarità” contributiva di cui all’art. 38, comma 1, lettera i), del Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 163/2006.

 

IL CONTRATTO DI LAVORO A TERMINE E IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO
Come accennato il provvedimento contiene anche altre misure volte al rilancio dell’occupazione attraverso la semplificazione di adempimenti burocratici in capo alle imprese.
Per il contratto a termine viene prevista l’elevazione da 12 a 36 mesi della durata del primo rapporto di lavoro a tempo determinato per il quale non è richiesto il requisito della cosiddetta “causalità”, fissando il limite massimo del 20% per l’utilizzo dell’istituto. Viene inoltre prevista la possibilità di prorogare anche più volte il contratto a tempo determinato entro il limite dei tre anni (fino ad un massimo di 5 proroghe - erano 8 nel testo originario del decreto-legge. La proroga non necessita dell’indicazione della causale per la sua stipulazione (cosiddetta "acausalità").

Per il contratto di apprendistato vengono previste, in primo luogo, modalità semplificate di redazione del piano formativo individuale (per il quale il testo-originario del decreto-legge faceva venire meno l’obbligo previgente di redazione in forma scritta), sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.
Per quanto concerne la stabilizzazione degli apprendisti (ossia la loro assunzione con contratto a tempo indeterminato a conclusione del periodo di apprendistato), il provvedimento riduce gli obblighi previsti dalla legislazione previgente ai fini di nuove assunzioni in apprendistato:

  • circoscrive l’applicazione della norma alle sole imprese con più di 50 dipendenti;
  • riduce al 20% la percentuale di stabilizzazione obbligatoria.

Si ricorda che in precedenza vigeva obbligo di stabilizzazione del 30% degli apprendisti nelle aziende con più di 10 dipendenti.

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